LoA, do you know?
....e i suoi sonni
lui che si abbatte a terra e divampa il sonno, brucia l'eroe più sfinito del mondo, bianco e inutile al mondo
guardagli gli occhi, non è neanche bello, è omar sharif che è bello, lui solamente è pazzo, anzi è come dice nicola, demente...
no come faccio a spiegarti, guardalo è disperato, il fondotinta rappreso è opalescente, ceramico, contro la luce calcinata del deserto
è un pover'uomo, cosa dici, irascibile ed esaltato, inumano
femminile, sconocchiato
ardente come un ramo di prugno - e inglese
mio sogno mia sconfitta infantile, narrata una volta sola, premiata con diversi premi oscar, nel kolossal che tutti conoscono, che quasi nessuno ha visto, nel film più demente della storia del cinema
Ariadiamus late ariadiamus da
ari a natus late adua
In tutte le tre ore e mezza di film non c'è una sola battuta pronunciata da una donna, dice una scheda film. Uno dei pochi film dove non si sono inventati manco una storia d'amore. Pure nei western c'erano le donne dei saloon, per dire, almeno una ne veniva fuori prima o poi, a dire qualche cosa a un pistolero.
Su facebook esiste un gruppo intitolato a Lawrence d'Arabia. Hanno aggiunto delle fotografie. Una è quella della sua tomba, da qualche parte nel Dorset. Poi ce ne sono molte che ritraggono il vero Lawrence D'Arabia. Sembra piccolo, doveva essere più piccolo di Peter O'Toole, a giudicare dalle foto. E comunque era un uomo dell'inizio del secolo, come tanti. Anche se fa difficoltà a immaginarselo deambulare con quella tunica addosso, il vero Lawrence d'Arabia voglio dire, pure dev'essere successo, che quel tappetto andasse e venisse in mezzo alle sabbie, così simile a un nostro qualsiasi zio.
Ma a noi certo non importa, delle persone vere.
My name is for my friends, dice.
Ma a noi che cosa importa dei dialoghi del film. Delle battute famose, così si chiamano su wikipedia. L'uomo non ha detto niente di memorabile, e neppure l'attore, memorabile è la sua camminata profondamente ridicola e pazza, marziale, sopra ai vagoni. Memorabile è la consistenza astratta di quell'assurdo fondotinta, con quegli occhi che sembra una bambola di cellulloide che ha appena preso vita, quando fa saltare in aria il treno. Memorabili sono appunto i suoi sonni repentini, come ho detto. Nella pagina del gruppo, una signora ha messo la foto della motocicletta che aveva Lawrence d'Arabia quando si andò a schiantare - no, non è esatto: si ribaltò. Tutta cromata, ma anche placcata d'oro o di bronzo, sembra, cosa che stento a credere che fosse nella realtà - come se l'avessero placcata dopo, come se tutto fosse sempre placcato dopo.
Mio nonno morì in Africa, e aveva una motocicletta, una Norton, con cui faceva le corse, con un caschetto di cuoio, anzi di pelle bianca. Me l'ha detto una volta mio padre. Non c'entra nulla con Lawrence D'arabia questo lo so.
Quello che mi commuove, è che fosse un uomo debole. Lo rivelano tutti i movimenti, per la prima volta un eroe è stato rappresentato al cinema in un modo così goffo. Ma è vero che il personaggio era controverso. Chissà cosa significa controverso. Controverso è una parola che va bene un po' per tutto e non impegna. Comunque, aver conferito al personaggio una tale dose di debolezza fa di Peter O'Toole un attore geniale. Sta di fatto che nella sua carriera, Peter O Toole ha avuto mi pare 9 nominations all'oscar, ma non ne ha ricevuto nessuno (nemmanco per questo film). Pure questo lo dice una scheda wikipedia, la scheda di Peter O'Toole. La stessa scheda, mi pare, aggiunge che infine, per rimediare, l'oscar gliel'hanno dato alla carriera - lui prima non se lo voleva prendere, poi alla fine, consigliato anche dai figli, o insomma dai parenti non so da chi, se l'è preso.
Ora non credere. Non è proprio che m'identifichi. E come ho detto, del personaggio storico, m'interessa fino a un certo punto, che ne so io di tribù arabe nella prima guerra mondiale, che ne so io di Aqaba, etc. Io m'identifico in quella camminata, m'interessa un modo di perdere, così regale.
Certo che vinse. Ma poi perse. Per essere precisi: poi glielo misero in culo. Lo sai come andò la storia no? e allora.
Prima di perdere: fu abbandonato. Le tribù guerriere si ritirarono, avevano da perdere dunque si ritirarono. Lui non si ritirava, rimaneva con sempre meno gente. Alla fine pochissimi. Alla fine iniziarono a diffidare di lui. Però alla fine, non si può dire che non avesse capito tutto, di come andava il mondo. Anzi, se dobbiamo essere precisi, lo aveva capito bene anche prima, solo che non gliene importava assolutamente. E poi c'è la questione della limonata ghiacciata. E di tutti quegli ufficiali, delle loro ottuse facce porcine. Cosa dobbiamo dire, di quelle ottuse facce porcine.
(...) It is rare that repeated watching of a film (as opposed to a live performance) does this, and the reasons go beyond the photography, performances and editing. In my opinion, it is because the characterisation and storytelling encourage an appreciation of the ambiguity and inconsistency behind our motives and behaviour, and, in a wartime scenario, in the contrast between political expedience and personal morality. For a 13-year old, this opened a window into the adult world, and it explains why the story has resonance far beyond its setting. The film doesn't require an understanding of middle-east politics (though it does have some very current relevance), but it does require an ability to look, listen and understand. The fact that so many people rate it so highly says everything about its wider impact. When The Matrix and even Lord of the Rings have slipped out of the ratings (and the adolescents who inhabit these pages have grown up), I believe this film will still be in the 20s or 30s, perhaps enabling young people to once again see the world through adult eyes.
Like Ali, I fear Lawrence. I fear the power of art to change us, to challenge our preconceptions. Every time I see this film I learn a little more, discover something new. When I was 13 I didn't understand much, but this film helped me to see that I wanted more, knew more, than my peers. I can't rate it more highly than that.
[iain connel, UK: una delle 429 recensioni su IMDB]
a-ya doo a-ye
a-ya doo a-ye

