Ascoltata molte volte al giorno. Pensato, anche, che sono stata capace di grandi durezze nei confronti di me stessa, ma oggi proprio no.
Ascolto poi. Penso. E' come se ci fossero due piani, no addirittura due società. In una si fa sul serio e si è molto duri con se stessi, e si arriva anche a una certa forma, dolce e molto ferma, di demenza. Una seria demenza. Nell'altra si è pacificamente cretini, e tutti ti festeggiano, e tu stesso ti festeggi. Una cretinaggine buona e sorridente, quasi santa.
Prima c'erano commistioni. Piani inclinati, scivolamenti da un livello all'altro, zone intrasocietarie (intrasocietarie?)
disimpegni insomma, pianerottoli e rampe, più o meno saponate
oggi solo stanze, o successioni di stanze, complanari, e una bella e decisa differenza fra il piano di sopra e quello di sotto.
- di che cosa stai parlando anna
- sto parlando di te
Non è vero. Sto parlando a cazzo. E' molto facile fare della poesia, basta fare la faccia assorta. Pagherei per qualcuno che mi parlasse seriamente.
- ce l'hai
- ne ho molti
- ne hai troppi, tutti ti parlano seriamente
- più che altro mi disfano
- e che t'importa? dove devi andare, che non puoi presentarti disfatta?
Basta. Basta eh? Basta. Vai un po' su facebook a divertirti, scendi a bere una cosa, habla con ella e con ello. Levati le cuffie.
- lo sai che non piango più? da anni!
- e con ciò? cosa vorrebbe dire?
- che sono diventata cattivissima, vuol dire.
- no, hai solo meno capacità di concentrazione, ti distrai facilmente
- da cosa
- dal dolore
Parlo al telefono camminando a lunghi passi e mangiando pomodori, avanti e indietro cucina studio cucina studio, parlo con lei e con lei, hablo con ella ed ella, non la finisco di camminare, raggiungere la cucina, tagliare un pomodoro rosso tenendo il telefono col mento, mangiare il pezzo di pomodoro e riavviarmi, parlo a bocca piena, la polpa dolce, anna, qui è anna che vi parla, dall'argentina, sì sto bene, sto bene, sto bene, e che cosa facciamo allora? organizziamo. Organizziamo questa cena a Firenze, no aspetta, voglio rintracciare uno, uno chi? un mio amico, e come si chiama? si chiama francesco, francesco "checco", e da quanto non lo vedi? da vent'anni. VENT'ANNI?
Comunque, ella, cara Ella, ti sento abbastanza bene, nonostante il periodo pesante gli impicci e inconvenienti anche gravi come le malattie, non solo tue voglio dire, dicevo quelle dei tuoi parenti, nonostante tutto ti sento allegra e piena di opinioni, perfino sorridente, un po'.
- e quindi ci vado io, a parlare per questa cena?
- no guarda che ci va lei, ormai ha detto che va, stai tranquilla
- ma io STO, tranquilla, abito proprio qua dietro, ci posso andare benissimo
- beh allora facciamo così: se non ci può andare lei, vuol dire che ti richiamo e ci vai tu.
Firenze. Oh cara.



