A Prehistorical Gran Gala

 


da panna il 05.12.02 20:13
Entri panna:
vestito lungo in velluto liscio rosa antico, con strascico irregolare modestamente drappeggiato, tagliato stile impero ma di ampiezza raccolta, scollatura profonda (al centro della quale intravediamo, lateralmente all’incavo fra i seni, due piccoli nei simmetrici, forse tatuati), disegnata da corpetto incrociato a mo’ di stola in punta spalla, braccia nude senz’ombra di bracciali, cappa in candido lapin foderata in seta verdesalvia moirée, collo appena montante, e spilla di chiusura in filigrana d’argento contenente miniatura in porcellana raffigurante un lemuro accovacciato, grigio su fondo panna, turbante in seta panna intrecciata con torciglione in seta verdesalvia, guarnito con nappe in tinta, scarpe invisibili di altezza commisurata, inconsulti occhiali da sole a farfalla, lenti verdesalvia in montatura di giada, rossetto trasparente lucido grigiofumo profumato all’acacia, guance in fiamme.
Entri……..

da billy il 05.12.02 20:32
versione intellettuale di un sfilata di Rocco Barocco?

da maudi il 05.12.02 21:56

pique-nique a nagpur

da maudi il 05.12.02 22:06
ovviamente wazir mohammed mi racconto' di una lite con la signora che mi sta sulla testa che non conosce l'esito delle parole, mentre i cani dormivano a guardia della luna, nel freddo.

da biandbo il 05.12.02 23.30
Ma poi, il maraja di Barodha, vedendo questa femmina sì lussureggiante, che disse?
Racconta, o poeta!

da maudi il 06.12.02 00:23
un angelo dei numeri, credo.
vergini con squadre e compassi che riempiono le lavagne del cielo.
gessi viola e stridori di denti
spugne nella luce degli spazi.
forse qualche luna e timide stelle
sopra il 2 e il...
magari mi addormento
tra esili file di tulipani
sulla vasca bianca

da vernon il 06.12.02 11:27
In quanto cortigiana
non è prevista la mia presenza ai gran gala...
...ma fuori dalla porta ci posso stare...
coprispalle di lana d'angora verde bandiera, abitino aderente di shantung di seta nero lungo, spilla giapponese, borsettina nera costellata di strass... scarpette verdi bandiera...capelli raccolti all'indietro, labbra rosso fuoco (come si conviene a una cortigiana)...
ferma qui a guardare e a sentire la parola magica:
Entri....

da contorno il 06.12.02 11:57

panna giusto ieri in un momento di apatia dovuta al non-lavoro-causa-continue-e-persistenti-piogge, ho fatto un braccialetto con spille di balia e perline rosa antico e nere, ti donerebbero.............

da Misery il 06.12.02 12:10
... La Donna Anziana
Turbante di seta bianco carta, scritto in caratteri latini, molto stretto. Velo di organza anni Dieci, color lavanda, strappato dietro, sceso fino a mezzo viso. Reticolati ai lobi, dai quali pendono numeri di brillanti: 7, 3, 9.
Ruga diritta fra le sopracciglia; naso; indice destro piantato sotto il mento a sostenere il tutto. Gomito destro in palmo sinistro. Scacco.
Spalle completamente esposte, cinte da sciarpa di velluto per arredi consumato, ex poltrona, ex colore.
Polvere abbondante, scintillante, su abito lungo chiaro dritto, con spalline. Niente scarpe. Reticolati alle caviglie.

da Sacher il 06.12.02 12:50

... Il Povero Donnino
Avvolgimento doppio in purissimo Domopak, effetto "sirena.discount", unghie a tempera, rossetto dei "Segreti di Sabrina", lingerie fai.da.te a base di salvaslip.for.tanga., stivali elastici in finto pitone della "Standar (sic!) della scarpa" di Baraggia di Gozzano. (Invidia biliare per Panna).

da Misery il 06.12.02 12:52
[pst... ehm... a quanto, il finto pitone?]

da Sacher il 06.12.02 14:48
[pst... ehm... mi pare 33,33 Euri, in realtà sono uscita dallo "standar" con gli stivali ai piedi, lasciando sullo scaffale ciabatte quelli fintoleopardatifintoCavalli dell'anno scorso]

da Sacher il 06.12.02 14:52
[pst... ehm... cara Vernon, se il coprispalle dovessi togliertelo, non so, caldo o mire conquistatrici, te lo posso tenere io per un pò? tremo, sono un pezzo di ghiaccio! mi raccomando! brrrr!]

da vernon il 09.12.02 09:05
si tesoro di una sacherina...ma escluderei di avere caldo qui fuori all'aperto con te...ma se ti stringi un pochino ti do una spalla...ci sei??? ;o)

da Inesistente il 06.12.02 14.29
Già.
Giàgià.

da Hanna Derrida il 06.12.02 18:12
Entri Derrida...
sigaretta fluttuante nell'aria autoreggente,
bocca, be', la bocca di mio nonno, senza baffi, no, con, ma tinti di blu
occhi scintillanti che, curiosi, soprassaltano occhiali nerissimi Alain Mikli, in alto o di lato
()scusate son belli ma non ci vedo un cazzo
mani guantate di calcestruzzo bianco rigido polistrato se tocco m'innamoro
nuda per il resto, peli pubici disegnati da chi so io
corpiciattolo marinato candido luminoso neanche un po' triste (lui)
solo stivali
a mezza coscia fervidi di tacco d'acciaio
(mai girare disarmati)
(strabici sì, ma non disarmati)

da Lucoli il 06.12.02 19:06
Mi dite dove state entrando?
Perché vorrei restare fuori...

da vernon il 09.12.02 09:06
allora siamo in tre Lucoli:
io
sacher
e te...
...pizza???

da lucoli il 09.12.02 10:21
dipende...
Se il fuori corrisponde alla mia città, allora senz'altro pizza.
In caso contrario è meglio cambiare obiettivo culinario.
Fate voi.

da vernon il 09.12.02 11:05
fuori c'é la città che vuoi tu...
che importa?

da lucoli il 09.12.02 12:09
una granda pizza da di matteo....
mmmmmmh!

da hombre il 09.12.02 12:20
dov'è di matteo?

(…)

da misery il 06.12.02 21:01
>> Salone Centrale “Dei Ritrovamenti”. Affreschi e rinfreschi <<
Apostrophe fuma appoggiato a una colonna di marmo, con un calice di montsclapade nella sinistra, quasi vuoto. Il vino stinge sul vetro, trascolora. Dietro, sopra la sua testa, a destra, affreschi vagamente celesti, vagamente nuvolosi, vagamente screpolati. Da est entra ALiuba in pattini d'argento, silenziosi ed esperti sul pavimento di terrazzo veneziano. Ritrovamento. Ma l'incontro non si compie: allora e proprio allora, dalla balaustra superiore, la collana di Azur si rompe e le perle scrosciano giù nel salone, rimbalzano fra gli invitati, scorrono tra i sandali dorati delle signore. La pioggia sembra non avere fine. Stupore.

da euritmia il 09.12.02 22:23
:)
(grazie dell'invito, Misery)....

da Inesistente il 06.12.02 21:10
Entri L’Inesistente.
Avvolta in un turbante di luce diafana. Tenui sbuffi di Rouge Baroque qua e là. Nient’altro.

da Hanna Derrida il 06.12.02 21:26
E ma quanti turbanti!
Ma se non c'è nessuno da turbare!!

da Misery il 06.12.02 21:34
No, servono per la testa, Hanna.

da Hanna Derrida il 06.12.02 21:40
sospiro, tamburellamento di dita, occhi immobili per un attimo (fissi nei tuoi).
Continua con la scenografia, comunque.

da Misery il 06.12.02 22:01
>> Scala Lignea Centrale <<
Panna in piedi sul ballatoio quadrato; fermissima, come chi stia dimenticando qualche cosa; gli occhiali leggermente inclinati; canterebbe a bassa voce ma non vuol decidersi; fissa l’affresco davanti a sé, un’Allegoria del Sonno che a sua volta ritrae un sonetto di Góngora. Al sonno mancano gli occhi.
Sullo scalino davanti a lei una Cortigiana in velluto verde smeraldo (vernon pardon, ti ho cambiato vestito) poggia la schiena contro la ringhiera. Ha una parrucca di capelli di rame con perle blu di Murano infilate nei riccioli. Morsica sorridendo un dolce di mandorle e miele. Ne stacca coi denti un bocconcino che il Donnino al suo fianco accetta sorridendo, mentre si tira su lo stivale sinistro, un poco sceso.
Chinano a un tratto entrambe i capi verso un’Invitata seduta nello scalino inferiore, nella lieve cavità centrale scavata dai passi. Si presentano, scuotono i capelli, si spandono i profumi.
Sul terzo scalino poggia il piede uno Straniero.

da Gus il 06.12.02 22:35
piove su tutte le uniformi

da Nott. il 07.12.02 01:50
Sulla grande scalinata esterna.
Gessato in lana e seta,morbido. Rigore e movimento su un corpo leggero.
Righe sottilissime rosso rubino che rompono il nero. Sciarpa di seta, rossa, sempre rubino,lunga, molto lunga.
Niente gioielli. Niente cappello.
Capelli scuri,striati di rosso, raccolti, che si ribellano alle forcine, sfuggono e danzano come alghe. Il sigaro acceso è una certezza.
I tacchi alti contano i gradini.
Poi le luci, le sete,i turbanti, gli sfavillii...
Non ho perle, non ho paillettes... una mascherina nera si allea con la mia timidezza.
In tasca i coriandoli dello scorso carnevale. Forse ho sbagliato festa...
Procedo?
Torno indietro? Procedo....

da billy il 07.12.02 09:01
dov'è melo?

da Hanna Derrida il 08.12.02 22:41
Scusi.....................Gus! Anche lei, qui?
ahii! cazzo, le spine!
Oh, scusi se l'ho spaventata, ma che ci fa qui, al buio, dietro il roseto?
brr...mi...mi presterebbe la sua giacca?
aspetti, stia lontano
Ecco ho spaccato i calcestruzzi, che idea idiota...
Ecco, grazie.
Bene, cosa s'è visto? chi è quello là che suona la fisarmonica, vicino alla fontana?
Ohhh, quando è arrivato?
Ma non era stato risucchiato dalla capitale?

da Hanna Derrida il 09.12.02 09:30
Scuderie
...'giorno, Gus, come va?
Sì ha dormito...be' un bel po', si ricorda l'alba?
Faceva un freddo cane e ci siamo sepolti nel fieno...io sto qui, solo la testa fuori, ho ancora freddo...e poi, già che siamo qui, così, potremmo farci un giro di Beckett, che ne dice?
Cosa? I frattali? No, non si mangiano, cos'ha, voglia di frittata? Anch'io.
Sì, la proiezione del Mago di Oz ...shh!... ho sentito un rumore...c'è qualcuno, là, c'è qualcuno, le dico...

da Hanna Derrida il 09.12.02 13:22

Gus? Sveglia! Sveglia!
Il "Tempo del Volgimento" è incominciato...mi segua o non rivedrà più la sua giacca..."Di nuovo mi trovai nel corridoio curvo che portava alla botola nel centro del salone...
Cento porte e una, che aprii.
Mi trovai in una stanza silenziosa avvolta nella penombra dove c'era un uomo seduto per terra, senza sedia, il quale aveva davanti a sè una specie di grande scacchiera...
-Voi conoscete già l'errato e funesto concetto, secondo il quale l'uomo sarebbe un'unità durevole. Sapete che l'uomo è composto di una gran quantità di anime, di moltissime PERSONAE...
Noi completiamo l'insufficiente psicologia della scienza mediante quel concetto che chiamiamo l'arte costruttiva.
A colui che abbia visto la scissione del proprio io facciamo vedere che può ricomporre i pezzi in qualunque momento e nell'ordine che più gli piace...
Ecco dunque, prendete queste vostre figurine, il gioco vi farà piacere.
La figura che oggi diventa uno spauracchio insopportabile e vi guasta il gioco, domani la degraderete a figura secondaria e innocua. La cara figurina che per un po' vi è parsa condannata alla disdetta e alla disgrazia, nel gioco successivo la farete principessa...buon divertimento, signora!
Mi ritrovai nell'ansa del corridoio illuminato, nuove correnti più forti di me mi trascinarono via.
Davanti agli occhi mi vidi fiammeggiare un nuovo cartello:
MODO MERAVIGLIOSO
DI ADDOMESTICARE IL LUPO DELLA STEPPA."

da billy il 07.12.02 09.02
tuo!!!!!!!!!! perchè hai tolto il pezzo del ciclista dopato??????? insomma continui a togliere e mettere come niente, stai fermo, per favore!

da Hanna Derrida il 07.12.02 09:15
Mi unisco alla protesta. mionome, rimettilo immediatamente!

da biandbo il 07.12.02 09.35
[cancellato]

da Misery il 07.12.02 09:48
Dopatissimo, ha fatto in bici all'ingiù tutto lo scalone centrale, e poi voleva risalire saltando, sempre con la bici, gradino per gradino fino al pianerettolo di panna. Gli si è staccata la catena (quella d'oro, non quella della bici). Ce l'ho io. Appena lo vedete diteglielo, che non la cerchi, che se rimette giù il pezzo glie la rendo.

da panna il 07.12.02 11:30

Angolo di giardino, presso rampicante di caprifoglio.
- Non me l’hai fatto, l’epitaffio. Lo volevo, da te.
- Lascia perdere, ero di umore nero. L’importante è che sei venuta.
- Oh no. No. Mi vergogno, poi ho detto che sarei sparita.
- Hai detto morta.
- Sì, ho detto morta.
- Hai fatto male.
- Mah, lo fanno tutti qui, da un po’. E perché non io, allora.
- Vieni qui.
Stacca un intero tralcio di caprifoglio, lunghissimo e disordinato. Lo sbroglia appena con le dita. Qualche piccolo fiore, di quelli più ingialliti, le s’impiglia nelle pieghe dell’abito. Solleva su di lei l’ingobrante matassa fiorita – è un’incoronazione, o una vestizione di sposa.
- Aspetta… ecco. Così sei bella.
- Davvero?
- Davvero. Vai.

da melo il 07.12.02 11:34
Digitale purpurea?

da Hanna Derrida il 07.12.02 12:11

Scuderie.
- be', che fai qui?
- nulla, leggo
- cosa?
- mi mancano tre mesi di forum...ho trovato alcune cose, il pezzo di tashtego su suo padre per esempio...
- non hai freddo così, nuda?
- Sì, dammi quella coperta, ora ho sonno, mi metto qui sul fieno, dormo un po'...tanto la festa ricomincia stasera, ora vai, per favore...

da Llu il 07.12.02 12:14
Atravesados noventa y siete metros de salón, es posible llegar a una terraza con vistas. La luna patina sobre la gasolina, bum bum, el mar y Venus and company. El salón de una Gran Gala se puede atravesar de mil maneras propiciatorias. Rezando padrenuestros, fingiendo desenvoltura, feroz, acariciando un cuchillo de punta redonda. De momento evito las baldosas blancas, no pisarlas, y ubico las ventanas y el vino. Diviso una mujer buque inevitable. Grande como una ballena inventada. Una ballena de titanio en la Ría. O me dejo ocupar, feliz, o busco la salida de incendios. La busco y desemboco en otro incendio: un sambista brasileiro explica el mecano uno. La samba se baila bajando la kundalini desde el plexo solar al ombligo, del ombligo a las caderas, desamarrando.
Ah.
Al menos la música es en directo.

da Melange il 07.12.02 14:29
con i miei fidi anfibi ai piedi
mi arrampico rattaratta sull'albero che sta dinnanzi alla grande terrazza dove la gente balla sorridendo
mi accoccolo su un ramo
infilo le ginocchia nel vecchio maglione sformato
ed appoggio la schiena
vi guardo con occhi sognanti
mentre dondolo la testa al suono della musica

da chiaraserra il 07.12.02 15:39

Chiaraserra è sola, non conosce nessuno.
Il salone scintilla di gente che sorride le sue trentadue perle, agita bracciali di rubini ai polsi, gesticola anelli di smeraldi opali diamanti veri
chiacchierando
sorride anche lei per non risplendere estranea
attraversa la sala guardando dritta
scansando velluti e seta
e gentiluomini in frac
si dirige verso il cameriere con lo champagne
in calici trasparenti di liquido chiaro
questa sera mi ubriaco

da Inesistente il 07.12.02 15:57
Sora el Ponte de' Sospir
mille langudi rigir,
col me cicio ben tornito
ch'el ger 'l doge del to clito.
In tea mona e tra 'l seder
Canai Grandi del piassèr,
el goder gà accompagnò
coi to orgasmici rondò.
E tra el Ponte dee Tete
le me man se iera strete
bel tetin de venessiana,
mascherat da carampana.*
Come in piassa de San Marco
tra le cosce se gà verto 'n varco,
go navigà la to laguna
mi' son gondolier su dolse sbiuma.
*na putana

da Midlife il 07.12.02 16:46
sgualciti i polsini del frac, scolorito, in prestito per una notte
un po' corto forse di sotto, fa niente, le scarpe sono lucide, nere brillanti.
osserva gli invitati dall'alto, dietro i tendaggi purpurei celato
le dita impazienti inseguono la ringhiera la scrutano
ed aspetta l'attimo
consulta la cipolla, consunta: gli attimi logorano le lancette dorate
la ripone poi nel tasca, e di nuovo guarda giu' ed ancora la ripone
ed ancora la ripone
arriva l'attimo...

da mionome il 07.12.02 17:29
[cancellato]

da DarioFulci il 07.12.02 18:29
Smoking nero armani senza il noeud papillon, non vorrei essere troppo formale...
un paio di scarpe da ginnastica puma neri, let's be cool.
Al polso un orologio della diesel, cadran bleu turquoi.

da DarioFulci il 07.12.02 18:37
mionome risposta al tuo messaggio su Holden Lab Forum. La risposta e':
----------
parvenue
----------
Non rispondere a questa email, rispondi al messaggio nel forum. Questa e' solo una notifica automatica dal forum, non una email da mionome.

da panna il 07.12.02 18:42
"Che diavolo è questo? gli altoparlanti poi..."
"Pare di stare ai grandi magazzini!"
"Non ci sono più, i valets di una volta"
"Puoi dirlo forte"

da DarioFulci il 07.12.02 18:49
mionome mi dice che sono un parvenu.
Ma no mi conosce, credo.
Sono figlio d'operai in Belgio, non ho mai indossato un smoking armani,
e assistito ad alcuno gala.
E chi se ne stra fotte.
Vivo felice anche senza smoking.

da panna il 07.12.02 18:55
(ascolti, bel giovine. Lei ha la bellezza, cos'altro le serve? Si metta nudo: la sua nudità è aristocratica. Si fidi. Tartina?)

da DarioFulci il 07.12.02 20:50
Si Grazie, Madame Panna, per una tartina con del paté du Périgord.

da panna il 07.12.02 18:12
- Ma cosa festeggiano?
- Non so. Dicono che ci sarà una cosa, dopo.
- Una cosa che tipo di cosa?
- Non so, una specie di spettacolo.
- Ah, ouf.
- Aspetta a dirlo. Mi pare che abbiano detto così: “accadrà qualcosa di stupefacente”.
- Che volevano dire?
- Ineluttabile forse.
- Sarebbe stupefacente…
- …se fosse ineluttabile?
- Già.
- Beh sì.

da palmadoro il 07.12.02 18:29

Guardi che coincidenza incredibile panna!
Ho scritto il pezzo sotto di lei senza averla letta!
Ma guardi come si incastra alla perfezione!

da DarioFulci il 07.12.02 18:35
lecca culo peppino

da palmadoro il 07.12.02 18:26
Nell'eccitazione crescente della festa, valletti in polpe fanno scorrere un sipario di pesante velluto bordò.
Scoprono un'enorme schermo da computer.
In sala mormorii di sorpresa.
- Sono lieto di essere qui con voi - appare scritto sulla prima riga.
In sala curiosità: chi sarà?
- Palmadoro - è la firma del breve messaggio.
Alla sorpresa seguono i commenti scatenati:
- Che ritardo! - commenta qualche arcigno signore, forse un ex ambasciatore.
- Sì... divino - illanguidisce una contessa.
- Un'altra delle solite per farsi notare, non cambia mai.
- Insopportabile palmadoro.
- Vedi, c'è anche palmadoro, te l'avevo detto. La festa da scegliere, era proprio questa!
- Ma perché non è venuto di persona, segue forse il programma di protezione dei pentiti?
- Palmadoro... palmadoro... io... io... lo sapevo che tu eri pura scrittura. Mens sana sin corpore vili.
Eccetera eccetera. Il brusio sale.
- Un attimo, prego - scrive palmadoro.
Dopo un: "ohhh!" generale, piomba il silenzio.
- Scriverò qualcosa per voi - scrive palmadoro sullo schermo gigante.
Qualche nobildonna sviene.
Il silenzio è elegante e spesso come il velluto del sipario.
- Era una notte buia e tempestosa - digita palmadoro.
- Mio dio! Era letteratura. L-E-T-T-E-R-A-T-U-R-A!!!!! - si agita a gran voce una stupenda bionda.
- Ma no - interviene un conoisseur, palpebra a mezzasta e fiore all'occhiello - per venire al gran gala s'è vestito da snoopy.

da julia il 07.12.02 20:01
Ecco a lei lo scontrino.
[Fortuna aver conosciuto il responsabile qui, mi permette di tirar su stando al guardaroba]
Prego Signora. - la gente ha certi gusti…-
Ecco a lei. - meglio non esagerare con i sorrisi…-
Ritiro soprabiti per sfiorare possessori di suoni. Amo restare appoggiata al bancone (una mano trattiene il collo alto sulla bocca) e alzarmi di scatto all’arrivo degli ospiti nell’atrio (la mano cade incontro al corpo).
Ritiro coperture. Guardo parafreddi allineati secondo l’ordine di arrivo e percorro lunghezze. Lei avrà gonna corta e tacchi alti. Lui stivali e sciarpa grigia. Bastone, guanti, scialle, passamontagna…
Frugo nelle tasche.
Un temperino spunta dal soprabito di velluto verde.
Un fazzoletto in organza nasconde le iniziali A.D. nel taschino interno del cappotto di gabardine color cammello.
Uno scontrino sgualcito battuto alle 12:56 del 04.12.02 giace in fondo alla tasca della giacca di pelle nera. Riporta dettagliata la dicitura “Rep. 1 € 256.00”
Un manoscritto – inchiostro nero su carta buccia d’arancia – riporta le parole:
“Non tornerai a veder la chiara luna.
Hai consumato già l’inalterabile
somma di volte che ti dà il destino.
È vano aprire tutte le finestre
del mondo. È tardi.”
J.L.B.
Appeso alla fodera del loden color nero scompare una volta letto.
Ritiro lo scontrino 124.
Lo spolverino di tulle alla signorina.

da baladeen, il 07.12.02 07:11
A Manaus, invece, l’umidita’ toglie il respiro, il cielo bloccato da un ingorgo di nuvole brune e pesanti comprime l’aria in una morsa nevrotica, le scimmie si dondolano aspettando qualcuno da assalire con le loro urla stridule e gli uomini gesticolano sui barconi scrostrati, ormeggiati ai pontili del Rio Negro.
Il Teatro dell’Opera e’ un vezzo barocco al confluire di quattro strade che in leggera salita si esauriscono ai suoi lati lasciando intorno il respiro di una piccola piazza. Dai gradini imbiancati vedi la citta’ e le piste ocra perdersi nella foresta.
Sul palcoscenico la musica si allarga appena oltre il proscenio, trattenuta e riportata al silenzio, di continuo, bloccata sul nascere da pochi accordi, come un tentativo ogni volta abortito.
L’uomo ogni tanto alza gli occhi, si appoggia allo schienale, guarda i ragazzini che si spintonano, loro scompaiono e riappaiono dietro le quinte, le mani sempre sulla tastiera, lui aspetta che arrivi.
Ma lei, dov'e'?
Altrove, sulla terrazzza, un chiacchiericcio allegro si perde nel vento insieme al tintinnio delle stoviglie, gli angoli delle tovaglie si gonfiano ripiegandosi sui tavoli, i camerieri scompaiono e riappaiono nell’ombra del patio, oltre la balaustra il silenzio di piombo dell’oceano accompagna il rumore sordo del traffico.

da vernon il 09.12.02 10:46
Certo che hai una bella opinione di te stesso Palmadoro!!!
Addirittura le bionde che hanno i mancamenti!!
Io dal gala resto fuori, per molte ragioni, ma ora ne ho una di più...
dove ci sei tu, non ho piacere ad esserci anche io!
Per quel che puo contare...certo...

da palmadoro il 09.12.02 10:57
Conta conta, anzi, fa piacere.

da vernon il 09.12.02 11:01
allora siamo in due...

da palmadoro il 09.12.02 11:09
Oh no...!
Siete molti di più!
E' per questo che state scomodi e vi agitate inutilmente.

da vernon il 09.12.02 13:07
Tu non capisci una beata fava....

da Gadjodilo il 07.12.02 21:15
stava fuori il cancello Marco. Come tutti i cacciatori sembrava distratto.
Ma nulla entrava od usciva senza l'approvazione dei suoi occhi.
La giacca militare americana alpha, resistente praticamente a tutto, dall'acido al fuoco, lo riparava per ora solo dal freddo. No, non è esatto. Lo riparava anche dalla possibilità di venir scambiato per uno di quelli là dentro.
La cucitura della tasca sinistra aveva ceduto al peso di un pesante e vecchio cellulare a cui, in obbedienza ad una vecchia scaramanzia, non cambiava mai di posto, perchè lì avrebbe protetto il suo cuore, da un'eventuale botta di pistola o coltello.
Sotto la giacca, una camicia e un paio di pantaloni firmati Kolby. Non era una griffe conosciuta ma lo stile un pò boheme di quel sarto, con cui spesso si intratteneva a parlare volentieri, gli si adattava alla perfezione. Inoltre, la taschina laterale lunga, presente su quasi tutti i suoi pantaloni, sembrava disegnata apposta per ospitare l'altra sua scaramanzia: un coltello Puma a serramanico, fatto a mano da un artigiano tedesco, dal quale non si separava mai.
Ai piedi un paio di scarpe da ginnastica Adidas adatte per il jogging, che era costretto a praticare almeno tre volte a settimana, unico rimedio contro le sue crisi ipertensive che gli facevano ronzare la testa come se l'avesse sott'acqua,e lo candidavano sempre più ad avere un ictus o qualche altro disastro circolatorio.
La barba lasciata crescere corta, e i capelli lunghi senza un taglio nè logica che si accorciava da solo, contribuivano, con la giacca militare, a qualificarlo subito come tipo da lasciar perdere.
Se poi ci fossero dei dubbi in proposito venivano subito fugati dal suo sguardo fermo, inespressivo, quasi metallico che quando lasciava trasparire un qualche coinvolgimento emotivo ricordava quello di un bimbo malato.
Quello stesso sguardo che ora, attaverso la siepe, sbirciava il gran gala e che formulò nella sua testa due semplici parole: fottuti bastardi !

da billy il 08.12.02 09:48
ah, io vengo con tuo alias mionome.
lui ha lo smocking che usa solo nelle grandi occasioni, mentre il mio abito, dice che me lo porta quando viene a prendermi. sono curiosa di sapere cosa mi farà indossare....

da Misery il 08.12.02 13:06
>>Il Giuoco delle Piume Scarlatte<<
All’angolo del Salone dei Ritrovamenti, ormai fitto di rotte propiziatorie e nastri in terra, è posto un tavolino ovale in legno chiaro. Due donne molto eleganti e un uomo, seduti eretti su bassi sgabelli imbottiti, con le gambe accavallate e diagonali, apparecchiano il Giuoco delle Piume Scarlatte.
Decidono la posta prima delle regole.

da david_onica il 08.12.02 13:30
entra Pat Bateman
completo di lino, con calzoni plissettati, camicia di cotone, cravatta di seta a pallini- il tutto di Valentino Couture- e scarpe di cuoio traforate con mascherina di Allen-Edmonds.
david_onica

da billy il 08.12.02 16:17
tuo, non mi ha ancora portato l'abito da sera, se non si sbriga faremo tardi...
ps
posso entrare con te, Pat, al limite?

da asino il 08.12.02 19:00
"Calzoni plissettati"!!!!!!!!!!!!!!
Ma non è mica il carnevale di Rio, baby?

da Sacher il 08.12.02 16:35
Maledetto dolce alle mandorle e miele, detto anche torrone.
ORTICARIA RAP
Cià cià c’ho questa orticaria
Cià cià c’ho
che non riesco a farmela passar
Cià cià c’ho questa orticaria
Cià cià c’ho
che prurito Cià cià cià
Cerco cerco dottore competente
e non importa
che sia biondo oppure no
E' importante
che sia giovane e carino
non occorre la specializzazion!
Cià cià c’ho questa orticaria
Cià cià c’ho
che non riesco a farmela passar
Cià cià c’ho questa orticaria
Cià cià c’ho
che prurito Cià cià cià
Non fa niente
se non sa cos'e' l'inglese
se non capisce
una parola d'Espanol!
E' importante
che conosca l'italiano
e che sappia
parlare un po' d'amor
Cià cià c’ho questa orticaria
Cià cià c’ho
che non riesco a farmela passar
Cià cià c’ho questa orticaria
Cià cià c’ho
che prurito Cià cià cià
E se mi andra' e se gli andra
mi sposero' si sposera'
la orticaria che va
a tempo di cià cià cià.
(mai accettare dolci dalle sconosciute! Grazie Vè & Mis!)

da bridget il 08.12.02 18:07
Mi allontano, in fretta, nel parco.
Quel c…..e di energumeno della sicurezza mi ha squadrato da capo a piedi e poi mi ha cacciato via ululando che NON ERO STATA INVITATA!!!!!!
Ma come? … e allora quel paraculo di sedicente nobile con le tasche sfondate e lo smoking a mezz’asta.
ALLORA??? …
beh, lasciamo perdere!!!
E pensare che ci AVREI FATTO LA MIA BELLA FIGURA … sporchi borghesucci di m….. lui sì VERO?? Eh, già…un nobile DECADUTO!
E io che… mi ero messa tutta in ghingeri: scarpette Superga modello “o la ami o la odi” color corda con suola, spessa tre dita, di caucciù, buchi d’ordinanza altezza unghia di alluce, puzzolenti quanto basta, calzoni di tuta da ginnastica felpati over-size (per stare comoda) verdino salvia con barra laterale violetta e spago estensibile in vita… un”top…ino” che è un amore lustrinato a dovere…
Monclèr d’antan di piuma d’oca arancione anti-nebbia (non SI SA MAI!) , …bigodini modello light, fosforescenti e fularino di velo trasparente …
STUPIDI IDIOTI! ADESSO VI FACCIO VEDERE!(Passi furiosi tutt’intorno)
UFFA! … beh…mi troverò un punto di OSSERVAZIONE … quest’albero va proprio bene.
Aspetta che mi arrampico…(panf…panf…)
Hei, chi mi tira le pigne in testa?
MELANGE! Stronza!!! Lasciami salire !
(abbaiare rabbioso di cani)
AIUTOOOOOOOO!
(ringhio feroce)
Acc.
MELANGECRETINA! Dammi una mano, tirami su!!
AHHHHHHHH!!!
(divorata da cane alsaziano?)


da panna il 09.12.02 12:04
Come furono fatti gl’inviti.
Gl’inviti (così, con l’apostrofo) furono fatti in questo modo: fu inviato a chiunque, e ovunque nella regione, un biglietto color panna, che recava scritto solo:
VIENI
In quell’esortativo, oppure imperativo, stavano nascosti: un orario, una condizione d’ingresso, un invito lascivo. Chi volle venne, chi venne vide, chi vide vinse.

da violet il 09.12.02 01:26
ancora, manca ancora gente... su
:o)

da billy il 09.12.02 08:34
... sto ancora spettando il vestito...

da hombre il 09.12.02 11:04
Uollaaa...
Brufolazzi, tapparella giu' e poltiglia piu' ascella purificata: ti ricordi che meraviglia la festa delle medie?
"Tu non vieni". Non importa, sai, ci avevo judo. Ma se serve vi porto i dischi cosii' potrete ballare i lenti, "Porta pure ma non entri". Ma perche' siete cosi' ? Io che credevo, io che speravo. Partecipero' , mi autoinvitero' , dannata festa delle medie.
Mi presento: burp, haha, ciao ragazzi. Faccio un vento e gli camhio il clima, temporeggio bevendo spuma chiedo fonzi e mi danno avanzi. Cristo, perche' ? Parapiglia. Scatta il gioco della bottiglia.Se avro' culo potro' "Tu non giochi" baciare. "Abbiam fatto le squadre prima" palpare "Ma se aspetti fra un po' finiamo" amare.
Si' va beh pero' poi balliamo, "Non ci rompere i coglioni". Sul piatto gira un geghege' , danzo da solo e me ne vanto. Fantastico zimbello, io Non consumero' , non deglutiro' questa amarissima aranciata. No, invitato no. niente fonzi no sul bicchiere no niente nome ho.
Ballo lento no, ballo forte no, la bottiglia no, gioco scopa no. Amicizia no, cortesia no, convenienza no, ampio parcheggio no. Basta Questa festa e' insoddifacente, ma ne ho un'altra nella mia mente. Una festa molto particolare dove saranno invitati tutti: molti amici, molti nemici anche Panino.
Forza, Panino.

da vernon il 09.12.02 09:13
-Perché te la prendi sempre con i miei dolci, piccola?
-Perché sembra che lo fai apposta!
-Apposta a fare che?
-sono allergica!!
-a cosa? Alle mandorle o al miele?
-sono allergica e basta!!!
-scusa allora appena ti trovo un valletto con dello champagne...
-ecco...
-....

da vernon il 09.12.02 09:17
"Per dinci, che freddo che fa qui fuori...
E pensare che non credevo certo di entrare!!!
Ma sono già sullo scalone...
Chi saranno quelli laggiù, che si guardano, che si salutano...?
e la magnificenza di questi lampadari, cangiantissimo il vetro...!
Chissà magari gli serve un elettricista...io ne conosco uno bravo!!!"
E nel dire questo una ciocca di capelli rosso rame si interpose tra la realtà e i suoi pensieri...
e le parve...da lontano...di vederlo arrivare....
Spesso le accadeva...
non erano proprio allucinazioni, ma le sembrava di vederlo là
in mezzo alla gente...
Il suo sguardo si fece obliquo...e sulla sua sinistra le venne incontro
il papero....

da Lucoli il 09.12.02 10:27
ma.. ma... come!
Sei entrata pure tu?

da vernon il 09.12.02 10:30
Io non volevo Lucoli...ma Panna e poi Sacher...ma io preferisco restare in disparte e guardare...guardare soltanto....

da paperino1966 il 09.12.02 10.34
Bretelle Baiotti in seta, blu notte con figure color perla.
Scorrono come un serpente sulle righe della camicia
Non elastiche
Doppi ganci in pelle con bottoni dorati.
Passo quasi annoiato con lo sguardo che si perde nel salone,
musica di sottofondo, gente che balla, ride, beve e guarda.
Mi avvicino di nuovo verso il corridoio d'ingresso, non è un caso.
Ti vedo.......

da vernon il 09.12.02 10:51
La scarpa con il tacco e i lustrini mi da un passo strano...
-mica abituata a 'sti tacchi...-
Perché ti sei fermato vicino all'uscita?
La gente continua ad arrivare, mi manca solo di andare controcorrente!!!
Massi, invece, resta lì, non ti muovere.
Preferisco andare "controcorrente"!
-Usciamo...vuoi?

da paperino1966 il 09.12.02 11:06
"Per osservarti", rispondo, mentre ti offro il mio braccio per seguire il tuo passo.
"Però usciamo dal retro, ci toglieremo dalla corrente e vedremo cose nuove."

da Sacher il 09.12.02 09:28
Questo dannatissimo Gran Gala sta mietendo vittime a tutto spiano, qui ci vuole Montalbano!
- Intossicazioni varie e di rimando!
- Donne cacciate e sbranate!
- Fantasmi a pedali sesquipedali!
- Ricettazione di autovetture d'epoca e gioielli!
- Lotte canine clandestine!
- Paparazze appollaiate!
- Oltraggio pubico e ufficiale!
- Scambismo!
Asino! non ci sono dubbi, la location è "E.W.S.", "Doppio sogno"! Schnitzler! Kubrick! Tom Cruise spolpato vivo, dal vivo, e in presa diretta!

da panna il 09.12.02 11:56
La festa è un accampamento, chiunque ha capito che di lì non si uscirà tanto presto. Nei pressi della villa enorme, illuminata solo dall’interno, gli sguardi di alcuni figuri che si vorrebbero loschi si allenano a colpire, affilandosi con lentezza. Entreranno comunque, prima o poi, e potranno osservare da più vicino – bevendo, ballando, passeggiando.
Salone centrale. L’enorme lampadario ondeggia lungo l’asse maggiore della sala. È la donna che lo sospinge, aggrappata con due mani alla catena (i piedi nudi, le cosce serrate intorno alla pigna centrale come a una pancia di cavallo, la fascia del turbante quasi tutta srotolata che pende oltre le lacrime di cristallo, disegnando nell’aria continui nastri di mœbius). Che sia completamente ubriaca, lo si intuisce dai lineamenti distesi.
...Un prince gris
un prince bleu
un prince blanc...
Le blanc a des rubis
et le bleu des diamants.
Le gris a sa couronne
et son epée au flanc.
Le bleu m’aime le mieux
et j’aime mieux le blanc.
Le roi d’Aquitaine
s’il vient au marché
pour servir la Reine
m’enverra chercher,
le roi d’Aquitaine
me prendra la main.
Tant pis pour la Reine,
demain...
“È Teresa Stratas”
“No, è Panna dal vivo, sul lampadario”
“Ah, eccola lì!”
“NU-DA!”, si sente gridare. È l’imperatore bizantino, che nel levare il braccio verso di lei fa volare un’abbondante porzione di canard confit.
Il lampadario rallenta, si ferma. Panna lo guarda seria, gli manda un bacio con la mano, infine esplode in una risata fragorosa.
(Sollievo e delusione generali, riprendono a tintinnare i calici).

da aeouix il 09.12.02 12:05
entra aeoiux.
in ritardo.
per bere, per mangiare.
in ritardo.
per conoscere qualcuno...
pensa che sono già tutti ubriachi.
pensa "non li raggiungerò mai"
pensa "chi se ne frega"
aeouix è alto. bello. giovane.
scavalca un corpo semidisteso nell'ombra di un vestibolo. una smorfia di disgusto. questi nobili sono incorreggibili.
il salone è pieno. tutti con il naso all'insù. ma che significa?
entra e la vede. appesa al lampadario. una caviglia nuda che gli provoca una reazione chimica che gli fa formicolare la testa.
scioglie la sciarpa bianca. sotto è tutto nero. staglia come tronco in una foresta di canne ubriache al vento.

da panna il 09.12.02 12:41
- Lei. Lei che è alto. Mi aiuti a scendere.
Sì che l'aiuta. Le fa scivolare le gambe sulle spalle. Lei gli si tiene con le mani al collo, ma con delicatezza. Un'enorme quantità di velluto le si è arrampicata all'altezza delle anche, confezionando un curioso copricapo per il giovane aeouix, o aeoiux che sia. Sul cui petto per giunta, come una sciarpa da sera, scendono ora le gambe nude della signora.
- Posso restare qui sulle sue spalle, per un po'? Si vede meglio da qui.
- Stia pure comoda, e oltretutto mi scende così bene addosso.
- Grazie. Andiamo al buffet. Non sono ubriaca.
- Me ne sono accorto.

da asino il 09.12.02 13:36
Che scrittura splendida - tagliatele la testa.
(Non lo sapevi che Giustiniano aveva sposato la Regina di Cuori di Alice?)

da bridget il 09.12.02 14:17
..."la bocca sollevò dal fiero pasto"...

da blueeyes il 10.12.02 22:31
In ritardo come sempre.....
Tubino shantung nero.
Sandalo a punta, tacco da 10
Senza calza.
Stola di organza sulle spalle nude
Capelli raccolti, molto andalusi.
Un calore insopportabile opprime il salone della festa.
Sventolo l'invito all'ingresso.
Detesto le feste.
Detesto farmi accompagnare alle feste.
Un enorme albero di Natale, decorato color oro e panna, troneggia sul fondo.
L'orchestra suona e il volume è troppo alto.
Raccolgo un bicchiere di champagne e cerco un viso amico.
Cosa faccio qui?

da grongo il 09.12.02 22:34
Questa idea della serata di gala fa cacare il cazzo.
panna, sei la solita deficiente. Te e quelli che ti seguono.

da panna il 13.12.02 06:36
Quasi mattina. Non tutti dormono, ma i pochi svegli se ne stanno rannicchiati negli angoli, soli o in coppie male assortite. Quasi tutti hanno provato a uscire, ma benché nessuno abbia impedito loro di farlo, incerti sono poi tornati indietro, e si sono accoccolati in terra, in attesa non si sa bene di cosa.
Il bagno è grande, vecchio e freddo. I pezzi igienici, sproporzionatamente piccoli rispetto alla stanza, sembrano galleggiare nel riflesso opaco delle vecchie piastrelle celesti, rettangolari e in alcuni punti sbeccate. Un vaso di cristallo con delle dalie gialline sta poggiato in un angolo, per terra, e sembra il portafiori di una cappella funebre. Seduta sul water, il pesante vestito arrotolato addosso, i pugni affondati nelle gote, conta il tempo che deve passare prima dell'evento, quello per cui li ha portati tutti fin qui. E' ancora molto, ma tutti sembrano in grado di aspettare.
Si alza, si asciuga, si tira su con un gesto rapido le mutande. Il vestito le ricade fin sui piedi come una tenda pesante. Scroscio.
Nello specchio, molto grande e vecchio, ma perfettamente pulito, i primi ad apparire sono i capelli. Scendono morbidi e spettinati, come se avesse dormito a lungo ma tranquillamente. Fra i capelli, la solita faccia. Mite, impenetrabile, impercettibilmente falsa.
"Andiamo".

da misery il 13.12.02 07:07

La Donna delle Pulizie, aspettando di farsi avanti col suo carrello di secchi d'acqua e spazzoloni, guardava le dalie. Pensò che le avrebbe prese e portate a casa, avvolte in carta di giornale. Pensò che a casa non aveva un vaso abbastanza grande, ma proprio non le importava, in qualche modo avrebbe fatto. Dalie gialline. Dalie.

da Hanna Derrida il 13.12.02 09:38
Uscita dalla botola nel centro del salone centrale si aggirava in punta di piedi dentro quella giacca enorme e sembrava un cappotto con le gambe.
Luce livida e corpi abbandonati nel sonno.
Sentiva che stava per realizzarsi il sogno di una vita.
Sedersi a leggere in attesa di qualcosa che non sapeva, con la fondata speranza che fosse la nascita di un nuovo mondo.

da panna il 13.12.02 17:31
“Signora?”
“Dice a me?”
“Signora Derrida. Venga, ho da mostrarle una cosa”.
Sguardo silenzioso e lungo di risposta, le sopracciglia raddrizzandosi le schiacciano gli occhi conferendole un’aria da gatto assonnato – pericolosa, avrebbe detto qualcuno, ma era solo pura, fetentissima curiosità. Con un’alzata di mento segnala che sì, andiamo. Le mani le si agitano nelle tasche, chiedendosi freneticamente dove.
Imboccano il corridoio meno illuminato, all’angolo nord-ovest della sala, poi in fondo a destra, poi una porta a sinistra, poi l’attraversamento di una stanza da letto perfettamente addobbata e abbandonata, fino ad arrivare al vano di un’enorme finestra. Dalle persiane aperte entra una luce bluastra.
Nell’angolo vicino allo stipite, una sediolina da bambino e un gatto acciambellato sopra, quasi tutto nero. Il gatto, all’avvicinarsi delle donne, sbarra gli occhi senza muoversi.
“È Nero, il mio gatto”
“piacere”
“ma prima era un uomo”
“chi?”
“biandbo”
“BIANDBO?”
“esatto”
“ma se era di là!”
“sì, prima”
“e ora è definitivamente gatto?”
“no, sta facendo una prova”.
Il gatto lentamente scende dalla piccola sedia. Si stiracchia allungandosi contro i polpacci nudi di Derrida. La donna ha un brivido, non propriamente di paura. Il fatto è che ritornerà uomo, pensa.
“Già”, risponde biandbo, “siete due troie”.
“Oh”
“Oh”
“Andiamo va’”
“Sì”.
Il gatto si riacciambella, ridorme.

da Hanna Derrida il 13.12.02 21:41

- Devo fare una telefonata...
- Cioè?
- Mi serve un apparecchio, non ho il cellulare.
- Non c'è.
- Ah...
- Cosa deve dire, e a chi?
- Ah..così?
- Vuole arrendersi?
- Sì.
- Non c'è nessuno a cui arrendersi.
- Non c'è qui ma c'è.
- Non faccia la mistica, ora, non è poi così tardi...
- Quando sarà abbastanza tardi?
- E chi lo sa? Quanti anni sono che non rivede il vecchio samurai?
- Parliamo della stessa persona?
- Angelo, no?
- Sì

da Hanna Derrida il 14.12.02 01:39
Finita distrattamente davanti al grande specchio ovale di fronte alla scalinata cominciò a giocare.
Alitava sullo specchio e, rapidamente, scriveva.
Le parole evaporavano in pochi istanti.
L'altra vagava per la stanza guardandosi intensamente le mani.
Nessuna delle due si era accorta che in cima alle scale ora c'era qualcuno che le osservava...

da Hanna Derrida il 14.12.02 08:39
“ il cielo blu immacolato si estendeva a perdita d’occhio. Ma ne cadevano sangue e piume.
Il cielo era bello quando lui lo guardava da molto lontano. Ma quando lo guardava a distanza troppo ravvicinata era spaventoso e aspro.
Il cielo era tenuto insieme da puntine da disegno e carta gommata. Si era rotto ed era stato aggiustato, si ruppe di nuovo e fu riaggiustato. Si sgretolava e cedeva., marciva e ondeggiava nel vento finchè, come nelle favole, un pezzo di cielo non cadde sulla terra”
(Philip Dick – frammento dal romanzo mainstream “Gather yourself Together” mai tradotto in italiano)

da Hanna Derrida il 22.12.02 14:49
"Permesso...come! Non c'è nessuno?
Ma se mi ha dato appuntamento qui..."
Un nuovo deserto di frammenti di cartapesta e l'aria bianca di polveri sospese...
Il cataclisma dei sogni di qualcuno...
Fuori un mondo grigio che si prepara alla guerra e al natale...

da Dadostar il 22.12.02 16:56
entra Dado in compagnia di Star.
l'abbigliamento è l'atteggiamento sono tali da essere sufficientemente congrui per l'occasione.
dado - Che te ne pare?
star - un bel casino.
d - forse dovevamo venire più tardi ?
s - dici?
d - potevamo passare da...
s - no, va bene. andiamo a cercare da bere.
d - conosci qualcuno?
s - la tipa col turbante.
d - che si fa? andiamo a salutarla?
s - dopo, dopo. cerchiamo da bere.
d - avrebbe dovuto già essere qui quella tua amica...
s - Già. Scusa ma come sto?
d - eh?
s - come sto ?
d - bene, stai bene...
s - tu invece hai un colorito un pò... pallido...
d - ho lavorato fino a cinque minuti prima di venirti a prendere. Faccio schifo ?
s - No...però...
d - cazzo, per fortuna che non conosco nessuno.
s - che te ne sembra di questo odore ?
d - saranno i fiori... o le candele...
s - è l'odore di una festa che va avanti da un pò...
d - ci sarà una toilette da qualche parte ? mi hai fatto entrare in paranoia con questa storia del mio colorito...
s- bho... proviamo là...

da temistocle il 22.12.02 22:35
Entro:
alto due metri, un cristoschiodatodallacroce, sette ferite sette nel costato, sporco, cappotto nero come le unghie , unghie capaci di scavare la terra incrostata di ghiaccio in cerca di germogli e poi percorrere la schiena di quella donna irlandese color del latte appena munto quando nel secchio cade il primo raggio del sole all'alba ed arrivano le campane della piccola chiesa a rintoccarmi nel cervello e nella bocca un fortissimo odore di risacca e di alghe e di molluschi e di pece e di iris viola.
Dove trovo da bere ? Posso schiantarmi qui al suolo? Belle Signore, amici...
"No dream is ever just a dream."

da Hanna Derrida il 23.12.02 01:15
Sto seduta a terra a due passi da lui
ma non mi vede
Guardo i suoi stivali limacciosi e improvvisamente, chissà perchè
immagino il suo pene
morbido e arrossato qui sulla mia mano
qualche film dev'essermi cominciato in testa
a volte le accensioni si chiamano l'un l'altra per risonanza
spengo.
Accendo una sigaretta e, per un attimo, con la fiamma in mano
immagino il fuoco che qui consumerebbe tutto
resisto alla tentazione di farlo divampare.
Spengo, ancora.
Alla terza volta qualcosa succederebbe, son sicura.
Evito.

da panna il23.12.02 11:54

A passettini minuscoli misura il salone. Ecco: bene bene. Fuori si dice che qui dentro, si stiano mietendo vittime. Vittime – vittime di che?
Qualcuno si sveglia, i vestiti acciaccati illuminati dalla debole luce diurna – è una giornata grigia – paiono all’improvviso più belli, più eleganti. I volti non più dorati dall’illluminazione sfrangiata dai cristalli, sono segnati ma hanno finalmente qualcosa di umano. Qualcuno sorride stropicciandosi gli occhi.
Gli occhi.
Gli occhi di panna lavati dalle ultime due ore di sonno profondo, sembrano meno metallici, più simpatici.
Gli occhi di certi uomini, piccoli come fossero di animaletti di bosco, brillano di una specie di virilità nuda, silvestre, fresca fresca. Gli occhi delle donne sono luminescenti e pigri. A tre quattro alla volta, si svegliano e s’incontrano.
Aeouix, levandosi d’un tratto – ancora assonnato - dall’angolo di un lungo divano accostato al muro, si precipita a porgere il braccio a panna, “grazie, devo fare alcune cose, stia comodo, torno subito”, gli fa lei, liberando l’avambraccio dalla presa della sua mano in una specie di carezza avvitata, agitando delicatamente la punta delle dita.
Billy ha avuto il vestito: non le piace, non se l’aspettava così, eppure è bellissima.Un riflesso arancione squarcia in diagonale il taffetas color conchiglia, illuminandole dal basso le gote. “Sei molto bella”, le dice panna passando. “Oh, fanculo”, risponde billy fra sé, voltandosi.
Ancora passettini, sembra camminare in equilibrio su un filo, ma piuttosto veloce. Inciampa su una derrida incerta sul da farsi, che a bocca semiaperta giace in terra: “ouh?”, le dice da sotto i piedi.
“Fallo, naturalmente, è una mattina splendida”, le risponde panna, senza guardarla.
“No, volevo dire, chi era quello che ci guardava, prima?”
Panna, ormai a qualche metro da lei, si volta e sospira: “Tornerà. In un nuovo travestimento”.
“E tu?”
“Io non mi travesto più, non mi preoccupo più. Ma scusami adesso devo andare”.
Passettini. Passettini. A passettini – si potrebbe vedere dall’alto - sta disegnando quadrati concentrici, scansando con delicatezza gli ospiti e procedendo verso il centro del salone, dove due inservienti hanno da poco sistemato uno strano oggetto. Sembra un attaccapanni. No, è un candeliere molto stretto e slanciato, alto quasi due metri, i numerosissimi e corti bracci partono dal basso, e all’estremità di ogni braccio una ragazza molto magra e alta, con i capelli raccolti, sta accendendo delle piccole candele. La luce delle fiammelle disturba, sembra rinviare all’atmosfera carica e fastidiosamente sfavillante della notte appena passata, alcuni si riparano gli occhi con la mano, come se fossero fari, luci forti. Ma sono candeline molto piccole.
È l’ultimo quadrato, eccola vicina al candelabro illuminato.
Si succhia la punta dell’indice, poi “Colazione!”, esclama. Prende una candelina e poggia appena le labbra sulla fiamma, inghiottendola.
Brusio.
Un braccio spunta rapido dietro di lei, sfiorandola, la mano afferra con due dita un’altra candelina, la porta alle labbra e mette la fiamma in bocca. Panna, che si è voltata di scatto, stupita dalla prontezza, rimane a bocca aperta: l’uomo la sta MASTICANDO, a occhi chiusi.
“Fame eh?” dice alla fine. Ma è intimidita e si vede.
A poco a poco, altre dita si protendono verso il curioso buffet mattutino. Le candeline spente sul pavimento vengono via via raccolte, con discrezione, da alcuni addetti.

da temistocle il 23.12.02 13:54
Sto costruendo un 'enorme cero al centro del salone.
Ho raccolto i resti di tutte le candele votive dei templi del mondo. Non so nemmeno se sono impregnati di qualche miracolo, in atto, ancora.
Ma credo che vi sia una possibilità.
Ecco, ormai sono giunto al termine.
Isso sulle mie spalle il piccolo sguattero che spiava dietro la colonna.
Con la manina nera di fatiche, accende la fiamma.

da Hanna Derrida il 23.12.02 23:12
...e chiudo la bocca.
Pronta per le parole.
Che parole e parole...lavorare, bislacca!
Ho accettato di fare le camere, qui, in questo motel nel deserto, tre giorni e poi filo, ragazzi!
David (David Curlender, no misunderstandig, please) mi aspetta al Cecil Hotel, a Los Angeles per la notte dei suicidi...
Incomincio dalla stanza di...aspetta chi è questa? Billy? E chi è "Billy"?
Ah...sì, quella
Tutto a posto non dev'essere neanche entrata...aspetta, aspetta, vediamo il bagno...aaargh! Che schifo! Ma ha...ha...vomitato?
Ha vomitato, povera stella...occhei, mi metto una striscia di vicksvaporoub sotto il naso e...pulisco...zum...zum...occhei, pulito.
_violet_
Piena di reggiseni violet
piena di musica
piena di piccoli coccodrilli imbalsamati
e una serie di vecchie palandrane chiuse nell'armadio
ASINO...la stanza di Asino?
La stanza di Asino.
Entro.
Esco.
Pulito.
Cosa? Volete saper cosa ho pulito?
ebbè, chemenefregammè, ve lo dico.
(...mezz'ora di connessione agratis, per pensare, sì, perchè io scrivo connessa, sennò il cervello non mi trilla)
Ho pulito, due punti
un posacenere con dell'incenso
ho rifatto il letto e cancellato l'impronta di due teste sui cuscini
due impronte molto nette e statiche
ho riappeso sullo stendino una camicia rossa
ho scovato una cacca di cane dietro la tenda (e non ho trovato la seconda)
una specie di... lente? Forse una lente gigantesca, sembrava una cosa dei Monopoli di stato, in realtà diceva Liceo Tal dei Tali, Padova...
giaceva abbandonata sul pavimento...l'ho messa sul comodino, con una preghiera.
Una serie infinita di libri, tutti, tutti con dentro un segnalibro giallo.
Un paio di mutande, candide, abbandonate sul pavimento
un altro, poco più in là, candide anche quelle
e un altro ancora, dolcemente abbandonato sul bidet...
La tunica, una tunica metallica, quella di ricambio, stile basso impero...
era appesa, con considerazione, all'ingresso...
(quello gira senza mutande, nel bassissimo impero!)

da temistocle il 24.12.02 00.04

Solo nel buio. Me ne sto rannicchiato contro il muro.
Ascolto i tramestii di piedi che ballano e si rincorrono, giù nel salone.
Non pulite la mia stanza. Se entrate datemi solo una coperta.
Chiudo gli occhi.
So che il grande cero, somma dei pensieri votivi del mondo, ha finito di ardere.
Si è sciolto. A terra ora c'è una ghirlanda ricamata, come un castello di sabbia, colato da un pugno bambino.

da Dadostar il 24.12.02 00:47
Dado - Ohi, ma dove ti eri cacciato ?
Star - perché? mi sono perso qualcosa ?
Dado - C'è stata una performance...
Star - Pure qui...?
D - Una cosa con le candele. L'artista col cappotto nero ha fatto la sua esibizione.
S - Com'è stata ?
D - bha... solita roba... Dev'essere austriaco:lerciume e sangue...
S - Però ti piace il cristoschiodato, confessa. E' il tuo tipo , vero ? Piuttosto: scommetti che anche qui adesso arriva una tizia piena di brillanti e la scatola di cartone a raccogliere i fondi per i malati dell'africa...?
D - Dici che pure questa è una festa di quel genere là?
S - Mha... Che dici ? secondo te l'hanno pagato il "performer"?
D - A quel galà dove m'hai portato giovedì scorso hanno detto che erano venuti a gratis.
S - Ti credo ! era organizzata dalla loro ambasciata! Hai perso un gemello ?
D - No mi stava stretto il polsino e l'ho levato.
S - C'è un televisore acceso di là.
D - dai... colpo di scena...
S - nella cucina, sono sceso da basso. C'è un pò di polacchi vari attrezzati da domestici che guardano la satellitare.
D - Comunque...
S - bhe...?
D - Ti avevo detto che forse abbiamo sbagliato l'orario...
S - No, guarda, l'orario è giusto; è che mi pare tutta gente che non regge bene l'alcol questa qui.
D - per favore non...mi parlare... di alcol... Dio cane devo andare alla toilette....
...
S - scusi signorina, sa che la sua nudità al calcestruzzo mi ha turbato profondamente appena sono entrato? Anche lei è' per caso nata a...

da Hanna Derrida il 24.12.02 00:51
Sì, a Udine, ma sono straniera lostesso. Vada, vada, il bagno è di là.

da Hanna Derrida il 24.12.02 01:07
Il grande cero, somma votiva dell'universo, ha finito di ardere.
Siamo in attesa dell'aidoru...
Umilmente in attesa.
Si accettano scommesse.
avrà il volto di Rose Monocordia, l'enfant prodige di Spello?
La do cinque a uno.

da temistocle il 24.12.02 09:16
"Gli aidoru sono espressamente più vicini ai propri aidorian perché ne rappresentano in un certo senso il sogno tangibile".
Seguimi nella nebbia, vado a raccogliere muschio per il presepe del piccolo.

da Dadostar il 24.12.02 01:34
S - Udine ha detto ??? STrano, dallo slancio, come dire delle anche avrei detto che ... Oh, cara, posso presentarle un mio carissimo compagno di strada appena tornato da una clamorosa tourné negli Stati Uniti???
D - (sottovoce, a S) Che cazzo dici, ti sei bevuto il cervello anche tu ? (alla splendida signorina dal nudo incalcestruzzato) Molto lieto, Dado,è un'alba piuttosto lunga quest'oggi non crede? SArà per favorire il cammino dei Magi ?
S - (a D, sottovoce) I Magi, I magi ! Ma sei riuscita a trovarla la toilette o no ? Perché non ci torni? ( alla superba calcestruzzata-tatuata-indaffarata, con tono congruamente da galà mattutino) Mi scusi, signorina, ma il mio amico non si sente bene... Non è che per caso c'è anche del pandorino in giro, sa com'è, ognuno ha le allergie alimentari che si merita...

da Dadostar il 24.12.02 01:47
Dado - Star, posso dirti una cosa un momento ? Ci scusi signorina...
Star si allontana di un passo per acoltare dado che sottovoce gli sussurra in un orecchio
Dado - ... Non ci crederai ma indovina chi ho trovato nel cesso ?
Star - ... Chi ?...
Dado - ... i tre reali d'Italia...
Star - E' un alba indubbiamente magica questa...
Ritornati dalla Udinese
Star - La incuriosisce il pettegolezzo mondano signorina ?...

da Hanna Derrida il 24.12.02 01:47
Il buffet apre alle dieci...di domattina.
Ma se lei ha un mezzo potete andare al Rototom, al campeggio Girasole.

da Hanna Derrida il 24.12.02 01:49
Sì, m'incuriosisce sempre il pettegolezzo mondano.

da Dadostar il 24.12.02 01:57
Star - Mi dicono che nella toilette ci sono i reali d'Italia. Bizzarro, non trova. Lei saprebbe darmi dei chiarimenti?
Dado - Sono lì che si lavano le mani e la bocca freneticamente.... che strano...

da Hanna Derrida il 24.12.02 02:03
Vi nomino seduta stante Gran Cerimonieri, fateli accomodare e intervistateli. Vado a parlare con i musici, per la marcia.
Star, a te anche il banco delle scommesse!

da Dadostar il 24.12.02 02:04

Star e Dado si allontanano verso la sala di sinistra, riflettendo sull'opzione Rototom del campeggio Girasole.

da violet il 24.12.02 16:07
m'infilo la vecchia palandrana.
Ma non ho ancora deciso se andarci al gran gala.
Lo so che poi lì starei bene, in mezzo a tutta quella gente ci son pure delle gran persone. Ma ecco, non so. Io non mi aspetto niente, loro invece?
La vecchia palandrana, d'accordo: ma poi, qualcuno vorrà pure vedere più chiaro la faccenda dei reggiseni, e come faccio colle iguane, che non sono coccodrilli e manco imbalsamati (ma riescono a stare così ferme che li scambiano per soprammobili)... come faccio? Le iguane esigono rispetto, le iguane sanno: a loro non posso mentire da tempo.
Quelli, lo so, vorranno i fuochi d'artificio e io in regime di feste son sempre a un pelo dalla strage: una carneficina non si addice al grangalà, son tutti vestiti bene, ordinati e pulitini, qualcuno ordinario e con qualche macchia, ma nell'insieme son da foto ufficiale.
Io ci sto come le corna di Berlusconi: io stono.
V
(quindi, mi metto dietro il bancone del buffet e tiro le torte in faccia, DE-CI-SO! ehehehe)
;o)

 

- Mon dieu. che ricordi! Da lì nacque una polemica, tanto per cambiare. Eppure. Grandioso.

- Io, a quei tempi, ero ancora da venire.

- Noi non facevamo che venire - sì lo so, è una battuta orribile... ma come spiegare quella specie di eccitazione... tutto sommato forse è quello che mi manca di più, l'eccitazione.

- E il divertimento. Tante voci e così diverse. Ma si può "resuscitare" un'eccitazione?

- Ma non esiste, che devi resuscitare? e oltretutto l'eccitazione va a braccetto col timore, e noi non abbiamo più nessun timore del mezzo. Oggi non mi presenterei mai in pubblico con le "guance in fiamme", figuriamoci arrotolarmi le vesti in cima a un ragazzone dal nome gallico. Per dire.

- Tu però, caspita! eh! Non mi ricordavo tanta audacia: la ragazza, giù dai lampadari, ohibò...

- Ma di che (quando, dove) state parlando?

L’entusiasmo non c’entra un cazzo. L’eccitazione nemmeno. La rete, sono tutte stronzate. Dipende da chi ci casca dentro. Prima non era meglio di adesso. Queste categorie sono assolutismi da illusi/delusi della vecchia guardia. Non mi convincono. La capacità di sognare non ha niente a che vedere con l’interazione, con gli strumenti, con la tecnologia, con i pionieri del web o con i disillusi del web. Il peso lo dà chi ci sta dentro, anche, a seconda dell’umore che ha e della felicità che lo tiene in quel momento. Io, ad esempio in questo momento sono felicissima. Chissà perchè. E dire dentro presuppone un contenitore e un contenuto. Può essere il sugo, la marmellata, può essere niente. Può essere un barattolo, una pentola. Può essere quello che vi pare. Basterebbe aver l’audacia di non preoccuparsene o il coraggio di tuffarsi. Come fece anni fa una mia amica buttandosi nell’Arno. Lei prese le piattole, io presi niente perchè non mi buttai, ma son sicura che se mi fossi buttata sarei morta di tifo o colera o morsa da una pantegana con bubboni da leptospirosi o quel che è. L’audacia, cos è?

Secondo me, non ci capite un cazzo.

[ferrugnonudo, qui]