Charlotte Perriand
Vrizzi:
“…ho scelto un tavolo di vetro xché rappresenta la fragilità e la delicatezza di certi momenti, ho scelto un tavolo xché credo possa rappresentare la casa, la dimora fisica e psichica di un bambino, è un castello della principessa, è una costruzione, è una scarpetta di cenerentola…
Ho paura, mi nascondo sotto il tavolo.
Amore = tanatos , passione = sofferenza
e piacere
taglio, ferita, penetrazione,
amore, incomunicabilità, pericolo, ...”
Dimmi tutto quello che vuoi e urla pure.M.P.
Ah ma tu non sai, sto leggendo charlotte perriand, adesso. E' tutto quello che mi serve - serve a me, quindi è inutile che la consigli. Anzi, proprio: NON la consiglio, me la leggo e basta. E mi conforta, questa immagine gioviale (di donna), in un momento in cui mi si spaccano tutti i denti.
Una donna LIETA. Si dice così. Il suo urlo molto delicato in un ambiente molto geometrico. E dire che ha cominciato decorando fiori alla maniera degli anni trenta - cioè: a rondella di limone*.
(scherzo lei non ha mai urlato)
(neanch'io, mi pare)
(e dire che in russia si fasciava i piedi con fasce di pelle di coniglio, "calzini russi", si chiamavano)
(e poi rimaneva sola, dicendo molto semplicemente: sono sola in un posto deprimente, e non so bene che cazzo fare, qui sola e triste in una camera a tre letti fetentissima, in russia)
(ok non lo racconto mica tutto. Né lo consiglio, non è roba per principesse)
Il pubblico doveva attraversare lo spazio da una parte all’altra: il suolo era rivestito da grandi lastre di vetro grezzo, di produzione Saint-Gobain, appoggiate semplicemente su di uno strato di sabbia.
[Charlotte Perriand, Io, Charlotte, Laterza]
* (e per quanto riguarda le rondelle di limone, vedi anche: come ha fatto Van de Velde a finire sulle mie scarpe da ginnastica?)

