Deviazioni e comforts
Ho passato la mattinata a mettere insieme l'album.
Mi dispiace che sia partito, Mikel. E' che ci siamo raccontati un sacco di cose, è una persona gentile, osserva tanto, ascolta tanto, e tutto sommato anche se non si direbbe parla anche tanto: è una persona che sa raccontare (non che non lo sapessimo).
Ma buffo: non è mai venuto in Puglia, e dopo aver visto le sole tre cose essenziali (la chiesa di sant'agostino ad andria, la cattedrale di trani e il castel del monte) che sono riuscita a mostrargli, stava tutto emozionato in attesa di percorrere "quella famosa strada che finisce", ovvero la superstrada che da qui arriva a lecce, di cui avevo parlato tante volte, per la quale si "scende" a rotta di collo da puglia-nord a puglia-sud. Ebbè: eravamo in viaggio da poco che deviando all'improvviso dal nastro trasportatore panoramico abbiamo optato, morti di fame, per una trattoria a polignano. Nella quale trattoria (neppure panoramica: chiusissima, ovattata, con sottofondo di standards jazz), mangiando una zucchina una seppiolina alla volta, e a un ritmo che definire da slow food è dire poco, ci siamo quasi addormentati, come alla fine di un'intensa giornata - quando insomma la nostra intensa giornata doveva ancora cominciare. Per non dire dell'intero viaggio in auto, che invece di osservare i panorami, e le distese di ulivi e la striscia del mare and more and more, ci siamo messi a sentire il cd di vivaradio2, dico fiorello e baldini, ridendo come i pazzi, sicché appena arrivati a lecce, più che di andare a fare una presentazione Untitl.Ed, ci è venuta quasi voglia di andarcene a dormire, o al massimo a bere vino e straparlare di puglie e panorami non visti, nonché appunto di baldini, il nostro uomo ideale.
Meno male che poi, da ogni genere di mollezze (compreso cono pistacchio al supermago del gelo), risorge al momento giusto il lavoratore che è in noi.
