I found my love in Portofino (perché nei sogni credo ancor)
...E senti che strano sogno ho fatto stanotte.
Mi trovavo in liguria, da qualche parte in gita. C'era tutta la mia famiglia, allargata, cioè anche mia madre, forse perfino mio padre, mia sorella mia nipote e gianni, più altra gente tipo quelli con cui stiamo quando vado a fare questi giri di lavoro con riccardo. A un certo punto ci staccavamo un po', io riccardo vincenzo e forse mia madre, e facevamo un giro in un paese piccolo della costa ("portofino", mi dicevo nel sogno, ma non era portofino). Si preparava un temporale, e avevamo solo un'oretta prima di rientrare alla base, per poi ripartire per casa.
A un certo punto c'era una stradina stretta, in discesa, che arrivava giù al porticciolo, alla banchina. Mi veniva in mente che laggiù c'era una libreria a cui avevo portato i libri untitled due anni prima. Allora all'improvviso volevo tornarci, rendermi conto, fare due conti, due chiacchiere col libraio, annunciare la prossima terna, riprendere i contatti visto che ero lì. Vado per imboccare la stretta discesa a mare, ma la trovo bloccata all'inizio da una porta di legno: il porticciolo è chiuso, non si può accedere. E' sabato pomeriggio.
Davanti alla porta vedo un ragazzo, alto magro, biondiccio, coi capelli lisci, che non somiglia a nessuno che conosco, forse vagamente a uno di quei due, come si chiamano, Zero Assoluto (!), quello con la faccia sempre stupita. Io gli chiedo perché non posso scendere, visto che devo andare alla libreria - questo mi fa: no la libreria è chiusa, ma mi ricordo di quando sei venuta l'altra volta, ti ho accompagnato io. Lo guardo meravigliata: anch'io mi ricordo di te, gli faccio, anche se mi ricordo poco in effetti. Poi lui apre comunque il cancelletto, e mi porta in una specie di saletta senza mobili, con delle sedie sui lati, tipo saletta di una qualche lega navale, o casa del popolo non lo so.
Ci sediamo vicini. E poi mi accarezza. E' innamorato di me. Ci abbracciamo. Manca poco che mi dica che mi vuole sposare. In trenta secondi siamo al punto che non sappiamo come fare per coronare il nostro sogno d'amore. Lui fa il pasticcere, ha una pasticceria lì vicino, quella me la ricordo. Arrivano pure mia sorella, riccardo, non so chi altro, noi ci stacchiamo con difficoltà. Il ragazzo è veramente tristissimo, io pure, siamo tristissimi. Io inizio a fantasticare su come sarebbe bello vivere tutta la mia vita con questo ragazzo che mi ama, che voglio, che fa il pasticcere, in quel paese piccolo, con le campagne che scendono a terrazze verso il mare, e persone tranquille che passano il sabato pomeriggio a chiacchierare appoggiate a un muretto. Mi regala una torta, avvolta nella carta della sua pasticceria. Mi dà un biglietto col suo numero di telefono, se torno o se ci ripenso, lui è laggiù alla piazzetta sopra al porto, il sabato pomeriggio, oppure alla pasticceria negli altri giorni...
Qualche volta ho fatto sogni di sesso con sconosciuti, come tutti, ma mai mai mi è capitato un sogno di innamoramento e di tristezza e romantico come questo. Stamattina mi son svegliata che pensavo vaffanculo, adesso gli telefono a... non sapevo neanche il suo nome, alla fine.
E' chiaro che questo ragazzo è Untitl.Ed, mi sono detta poi.
Che sogno eh?
ciau, buon fine settimana
anna
