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La grandezza di Plural*

Posted on giovedì, maggio 15, 2008 at 23:15 by Registered Commenteruntitled io | Comments Off

Plural è, diciamo così, un cretino. Plural si guarda intorno (si guarda per modo di dire, perché è cieco), e ridacchia con discrezione, fra sé e sé. Plural, diciamo, fa tutto fra sé e sé, si è sufficiente come pubblico, si fa delle domande e si risponde da solo - se non si risponde è perché non sa. Non si preoccupa di non sapere, non ci pensa minimamente a elaborare, lui sbotta verità, gli scoppiettano in mano (le verità), oppure gli saltano in mano - avete presente un uomo che gioca soprappensiero con una pallina, e se la fa rimbalzare in mano? la pallina è quella specie di verità, la verità di Plural, una verità che "non sappiamo che farcene" (per Plural non si tratterà di una pallina, ma più probabilmente di un uovo, giacché tutte le verità, per Plural, hanno in qualche modo a che fare col pollame).

E poi a un certo punto arriva l'uomo, quello bello e sfaccimmo, Packard insomma, il fascinoso, il bianco astuto, lo scopatore elegante, tutto contento di aver ritrovato Train, il suo protetto, il re dei caddies, e gli domanda (facendo segno a Plural), e questo qua chi è? E' Plural, è un ex pugile, è un amico mio, gli fa Train (oh mo non mi ricordo, cosa gli dice esattamente, ma di sicuro non gli dice che è quasi cieco). Packard si dirige allora verso Plural, magari con la mano tesa, e cosa fa allora Plural? gli sferra un pugno, di prima, da fermo, un pugno di una violenza di una rapidità inaudita, un pugno che gli combina un disastro in faccia. E Packard che cosa fa, in mezzo al sangue che gli cola dal naso? rimane inebetito per qualche secondo, poi sorride divertito, poi proprio si mette a ridere.

Plural non si scusa, non si diverte, non si dispiace. Plural si rende conto quanto basta, poi torna a sedersi come se niente fosse. Intanto ha messo le cose a posto, poi si vedrà.


A me mi fa ridere che questi libri li chiamino noir, e non capisco perché, quando intervistano Dexter, debbano sempre tirar fuori la quantità di violenza di cui sarebbero ripieni suoi libri. Come si fa a vedere qualche cosa come "violenza" in questo tipo di pugno? E' un'altra cosa, evidentemente. E non sarebbe neanche necessario nominarla, questa cosa, se non sai come si chiama.


[* continuerebbe da qui]

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