(ma io non rispondevo)
Ho una socia ipocondriaca. Adesso ha paura di soffocarsi quando mangia, dice che è un rospo che le sta per traverso. L'altra socia, più furba anche se non più serena né fortunata della prima, mi invia un biglietto di natale per posta, scritto a mano. Per leggerlo interrompo l'osservazione minuziosa della mia nuova agenda 2008: prima, ogni volta che compravo un'agenda nuova, mi studiavo nei dettagli la pagina-tipo, poi il 31 dicembre decidevo che cos'è che avrei dovuto farne, e il primo gennaio cominciavo - poi continuavo con diligenza con ferocia per tutto l'anno, spaccandomi il polso con una scrittura minuta, minutissima, elegante.
Oggi ho detto a mia madre "dovrei andare dal ginecologo a controllarmi". "Tu lasci troppo perdere", ha rimbalzato lei, con la prontezza dura che all'occorrenza sempre le viene su, "cominci tutto poi non concludi mai niente: a controllarti vai per degli anni e all'improvviso non ci vai più, cominci un lavoro con entusiasmo e dopo un poco lo lasci andare, cominci a sistemarti la casa e non finisci". Eccetera: l'ambito lavorativo non l'ha neppure toccato era sottinteso, anzi giaceva lì, a malapena occultato da quella copertina di proteste da niente, subito sotto, un pelo sotto, spuntavano da tutte le parti i due lavori che ho abbandonato, o che hanno abbandonato me, insomma che non son riuscita a tenermi. Io non l'ho neanche guardata non le ho neanche risposto, ho smazzato e ho fatto carte, "à nous": tutto sommato è sabato ed è sera, i bambini sono fuori coi padri, io non vado a nessuna parte e praticamente siamo ancora in piene ferie- e quindi gioca non c'ho voglia di parlarne, fai carte tu mi pare.
Stasera mi sono vista Colazione da Tiffany, e come ogni volta ho pianto quando lei chiama "gatto, gatto" - vabbè pianto: piagnucolato, mi dura poco sono una dura, non mi commuovo che per qualche secondo, poi ricomincio a stare attenta, a dove mettere i piedi su questi massi scivolosi, in questo freddo in questo umido che fa...

Non vi sognate di fregarvi questa immagine mo': è un collage che ho fatto io. Ieri ho perso quasi tutta la giornata per caricare una presentazione da poter ricopiare qui sul blog, di tutti i miei collages rigorosamente handmade, ossia la serie "non è non è", iniziata nel 2000 o forse prima, finita nel 2001 o forse prima, a tre pannelli invece dei cinque previsti. Naturalmente ieri sera avevo già cambiato idea, ma invece no, quasi quasi incollo tutto che m'importa.
Che m'importa incollo tutto. Fare ste cose con le forbicine da unghie e con la colla mi è servito, per degli anni. Adesso, credo, non sono più capace. Adesso perdo il mio tempo liberamente, me lo perdo da dosso, me lo lascio cadere a terra.
Tutto il mazzo per terra.
Però vedi: non è come pensi tu.
Intanto questo l'ho fatto io. E me lo sono appeso in casa. Poi mi sono chiusa in casa: i telefoni squillavano, ma io non rispondevo.

