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no, era meglio prima (l'energia e l'educazione)

Posted on domenica, maggio 18, 2008 at 20:58 by Registered Commenteruntitled io | Comments Off
no, era meglio prima.
Cioè ci sono mille modi di dire la propria e io cerco di testarne alcuni, certe volte sono soddisfatta e mi viene da dire "riuscito!", certe altre per niente, quello che invece mi dà fastidio assai è quando mi viene chiesta un'argomentazione - su che cosa? mi viene da domandare, io sono sempre distratta, l'oggetto della conversazione non lo vedo se me lo porgono (non ce l'ho con te eh? non ce l'ho con te), devo dirti che l'oggetto della mia attenzione di questi giorni non sono i wm ma questo ragazzo che canta nel video sotto, che infatti non tolgo ancora. C'è un piccolo scatto delle spalle in avanti, provocatorio quando canta, e che va insieme a quel modo di suonare la batteria che aveva copeland, che era proprio di un tempo, che va insieme al correre fuori di matt dillon ai movimenti veloci di quei ragazzi, che vanno insieme alla velocità del pugno "di prima" di Plural, tutta quell'energia nervosa e quello scattare breve in avanti che mi dico con costernazione che non c'è più, che non vedo più...
Io non uso un immagine per interrompere un discorso (o i discorsi) per stanchezza o per rottura di scatole, ci ho messo tanto a cercare di catturare una, almeno una, delle espressioni di stan ridgway in quel video, una che mi dicesse di quell'energia di quei ragazzi che non vedo più, una volta nic sferrò un pugno a un quadro, il vetro si ruppe in mille pezzi e lui si ruppe tutto ciò che internamente può rompersi in una mano (e probabilmente anche in un cervello), quando lo fece ovviamente pensai "ma sei cretino?", però mi commosse, come un gesto di un altro tempo. Allora cerco l'energia di quei tempi, non la trovo nei rocker duri e puri col torace di fuori, la trovo di più in questi ragazzi con la camicia normale e con l'energia negli occhi nello sguardo che ti fanno, vorrei ritrovare quell'energia in tutto quello che vive ma non la trovo quasi più, quando la trovo (sia pure in un ricordo, in un filmato del ricordo) mi ci attacco
...
ENERGIA è una delle mie parole totem, sempre sempre costantemente equivocata, ogni volta devo spiegare che con ENERGIA non voglio dire forza né violenza né ribellione né niente di incontenibile, anzi penso a qualcosa di estremamente contenuto, contenutissimo nelle spalle (che infatti fanno movimenti brevi, scatti nervosi ma contenuti, in avanti), contenutissimo nella gittata dello sguardo. Energia sono piccoli scatti in avanti, dentro ai quali c'è anche una grande forza, una grande resistenza, una grande offensiva, una grande ribellione (a seconda), e quello che la costringe e la misura, quest'energia, è una forma di... di educazione. Sì. Di educazione. Energia e educazione. Mi servono queste due cose insieme e le vado cercando ovunque con una concentrazione che sembra, che vi sembrerà, stolida. Le cerco, come un archeologo, in tracce del mio tempo, nel tempo in cui sono stata giovane io, voglio capire cosa ha ucciso queste due cose che allora provarono ad andare insieme, un binomio che fu equivocato, energia & educazione, un'accoppiata micidiale che però venne neutralizzata sempre, con una prontezza che ancora oggi mi stupisce. Siccome io sono come quelle persone lì, siccome io imparai a vedere in quel binomio una possibilità, se non la salvezza, oggi mi sento spersa, sento che i discorsi che faccio sono fuori dal clima. Se il clima è questo di cui mi parli... sì, io sono veramente fuori, da questo clima.
Scusa la lunghezza, potevo farne un post, anzi quasi quasi adesso lo faccio.
 
...e poi ho capito perché. I movimenti di spalla di cui parlavo, mi sono rivista il video proprio adesso, non si vedono. Se non in una specie di movimento nei muscoli della spalla sotto la camicia, quando suona l'armonica, se non in quel protendersi in avanti a microscatti proprio di chi suona l'armonica, per buttare fuori il fiato.
Oppure: hai chiamato "movimenti di spalla" anche le alzate di sopracciglio e certi innalzamenti di tono. Anche il "what?!" che lui pronuncia quasi gridando, whaoit?!, anche quel modo di pronunciare il punto esclamativo. Queste piccolezze, queste minuscolezze, queste minuscolitudini. E non vuoi essere equivocata, quando ancora pretendi di usare quella lingua?

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