Noi
Non so bene come cominciare. Vorrei parlare di me, di questo blog e della piccola comunità di persone che vi si aggira, e insieme - non a parte - della casa editrice e del lavoro che facciamo in rete, dei libri pubblicati, della strana banda degli autori Untitl.Ed, e poi del perché, per esempio, ho necessità di parlarne qui e non di là, e del perché le riunioni di redazione si stanno spostando sempre più decisamente dalla sede online alla linea telefonica alle panchine di città o ai tavolini di trattoria, e quindi del perché è più difficile che vengano fuori "appunti della redazione" veri veri, quindi del bisogno assoluto di preservare l'autenticità l'immediatezza la relativa impudicizia di quegli appunti, e infine del perché l'inautentico sempre vince, nonché del fatto che la maggior parte delle persone tende a tenere sempre bene staccati, l'ambito amicale e delle riflessioni estemporanee e delle conversazioni e delle pacche sulle spalle, e poi dei corpi e dei sorrisi e delle fatiche, da quello del mercato, aereo e senza macchie e senza dubbi o sconcerti, che naturalmente si sa, va come deve andare secondo le logiche assodate che tutti sanno e alle quali tutti, si adeguano più che in fretta, perfino nei loro impercettibili aggiustamenti, con estrema facilità, continuando invece a trovare difficile la decifrazione del nostro modo di andare avanti, e ma perfino del nostro modo di arrabbiarci, e del perché in definitiva, sia detto con tutta la delicatezza possibile, in questo blog ci troviamo a voler parlare della Tragedia negata invece che del Pasto grigio o meglio ancora degli altri libri pubblicati da Untitl.Ed, ma ancor più del perché, appena apparsa la mia cronaca del doppio incontro bellissimo con lo Sghembo, tutti quanti avete in fretta taciuto, non sapendo cosa dire di questo alieno, con un movimento comune che a guardarlo da lontano, e in modo ignaro dei fatti e dei rapporti singolari, sembrerebbe quasi quasi scaturito da un'improvvisa gelosia, o irritazione per lo spostarsi dell'obbiettivo, appunto, su un elemento esterno alla congrega del commentario, alla congrega del noi... senza dire del lavoro che comunque stiamo facendo sugli altri libri, dico quelli a venire che abbisognano di lavoro e di messa a punto nonché di soldi e preoccupazioni e viaggi in macchina come sempre, impuntandoci e senza mai dare mostra di soffrire, del fatto che se a molti di noi interessa, e diverte ed elettrizza, parlare di novità e di attualità, molto meno interessa di venire a vedere che cos'è che in realtà stiamo facendo, da due anni e qualche cosa a questa parte e senza cedere a tentazioni di mutamenti di rotta, tant'è che la maggior parte di noi non ha letto libri Untitl.Ed non sa bene se si tratti di schifezze o di libri che hanno qualche ragione d'essere, benché sempre ne abbia inteso parlare, benché pure ne abbia fatto promozione nel proprio piccolo, sempre o di quando in quando, sicché per noi è un costante e muto ripartire sempre da zero, coi libri che si vendono a persone sconosciute, e molte delle persone conosciute che se ne tengono invece sempre a debita distanza, salvo naturalmente l'attenta valutazione dell'eventualità, di essere invitati a pubblicare da noi, perché poi resta sempre il fatto, sotteso o sottaciuto, che noi pubblichiamo blogger che abbiamo letto, riletto, conosciuto, più o meno profondamente... e poi volevo parlare del modo in cui si parla di libri, del modo in cui si tengono sempre i libri separati dalla realtà delle cose, del modo in cui la detitolatezza degli autori e degli editori è una cosa che se entra dalla porta senn'esce quasi sempre dalla finestra, e di quel qualcosa di inafferrabile e pure così importante che comunque tiene legato l'andamento di questi fatti all'andamento di tante altre cose intorno, che ci debilita, che ci opprime, che ci attira come qualcosa su cui sarebbe forse ancora possibile, e bello e alla fine giusto, metter mano, oppure metterci ogni tanto l'intera faccia e non solamente il naso, e anche di come per esempio il post "senza risposta", quello che viene prima di quello dello sghembo (dove ho cercato di raccontare, di come sia faticoso rivolgere lo sguardo sempre all'esterno da qui, e cercare di far vedere agli altri quello che passa), sia passato a differenza di altri completamente inosservato, e di come infine alle due ultime presentazioni si sia parlato diffusamente di alcuni blogger che non erano presenti e che non erano in catalogo e neppure in predicato di entrarci, né facevano parte del nostro noi quotidiano e riconoscibile (e ma perché, questa cosa qui, mi è sembrata tanto inusuale? e perché farglielo sapere, ai citati? e perché mettervi o non mettervi a conoscenza, alla fine della fiera, di quali blog io e lo Sghembo abbiamo avuto passione di parlare, sinelink e anche perfino con qualche link, ma orale? e sarà vero che ormai, allo stato attuale di questa rete fintamente cooperativa, segnalare un indirizzo oralmente è diventata operazione di ben poca, quasi nulla, importanza?)... niente volevo dire di tutte queste cose, lo so che questo post sta diventando la piatta dimostrazione di un noto espediente retorico ma capitemi, ho una reale difficoltà a organizzare questo tipo di pensieri, e anche molto imbarazzo nel mostrarli, e dunque che devo dire a questo punto? che forse è molto meglio lasciar tutto in disordine, gli appunti accatastati - e mostrare mostrare, postare tutto quanto (come sempre), alle grazie di chi ascolta, e approva, o a braccia chiuse riprova o non capisce o ha bisogno, di ulteriori dettagli...
