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<!--Generated by Squarespace Site Server v5.0.0 (http://www.squarespace.com/) on Thu, 24 Jul 2008 15:04:23 GMT--><rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:rss="http://purl.org/rss/1.0/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:admin="http://webns.net/mvcb/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:cc="http://web.resource.org/cc/"><rss:channel rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/"><rss:title>diario di untitled io</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/</rss:link><rss:description></rss:description><dc:language>it-IT</dc:language><dc:date>2008-07-24T15:04:23Z</dc:date><admin:generatorAgent rdf:resource="http://www.squarespace.com/">Squarespace Site Server v5.0.0 (http://www.squarespace.com/)</admin:generatorAgent><rss:items><rdf:Seq><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/bianco.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/secco.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/oh.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/alta-pressione-e-pressione-alta.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/sogno-di-palmasco-e-delledificio-srotolato.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/timmagini-se-da-ogni-pallina-esce-un-uomo-2.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/mix-bouly.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/cani-in-citta.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/insomma-non-si-sa-come.html"/><rdf:li rdf:resource="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/ah-sei-tu-la-diva.html"/></rdf:Seq></rss:items></rss:channel><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/bianco.html"><rss:title>bianco</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/bianco.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-22T05:32:12Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p><span class="full-image-block"><span><img  src="http://dire.squarespace.com/storage/biancolatte.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1216704910633"></span></span></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/secco.html"><rss:title>secco</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/secco.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-20T11:23:44Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Da anni, la mia vacanza &egrave; effettivamente vacanza. Cio&egrave; vuoto. O meglio: frammenti di diversi qualcosa che galleggiano nel vuoto. Potrei raffigurarmela come una serie di disegni, o di quadri. Per esempio: &quot;latte-pietra&quot;, oppure: &quot;rarefatti efficaci&quot;, oppure: &quot;ricostruzione del guscio mediano&quot;...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">sono foto e titoli di foto, s&igrave; - niente di trascendentale. Il fatto &egrave; che non c'&egrave; altro, nella vita come negli occhi, e nel cervello nient'altro che un susseguirsi di titoli, ai quali assegno una consistenza spropositata, quasi fossero definizioni <em>del mondo com'&egrave;</em>.</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><br /> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Sto leggendo un saggio di Frank Furedi, ormai vecchio di qualche anno, &quot;Il nuovo conformismo&quot;, sottotitolo &quot;troppa psicologia nella vita quotidiana&quot; - ecco un esempio di titolo del cavolo, fa pensare a un panflettino per lettrici di  amica (con tutto il rispetto, che sono stata per anni lettrice di <em>femminili</em>), mentre invece &egrave; un saggiozzo di sociologia con una tesi piuttosto temeraria fondata su assunti ambigui, che per di pi&ugrave; (al solito) non possiamo valutare alla perfezione, non avendo patito in profondit&agrave; (in quanto italiani dico) una vera e generalizzata tendenza alla <em>terapeutizzazione</em> della cultura - per quanto... </font></font> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Per quanto. Le caratteristiche spartane di questa casa, la promiscuit&agrave; con ogni tipo di bestia, la polverosit&agrave; della terra, la poca o nulla importanza data all'igiene prima ancora che all'allestimento della persona, fanno oggi da sottofondo stravagante alle incombenze solite (banca, posta, spesa, tasse, pagamenti, manutenzioni - traffico dunque, e benzina) e ai soliti legami (ormai naturalizzati, non so come dire) con le tecnologie d'uso corrente. In sintesi, &egrave; da una settimana che cerco di concepire una rendicontazione, e allo stesso tempo di sfuggire a una &quot;forma di post&quot; che in qualche modo mi sembra tradire l'estrema luminosit&agrave;, l'articolazione complessa e in qualche modo <em>afona</em> di quello che mi vedo intorno. Perch&eacute; quello che mi sta intorno non &egrave; <em>solo</em> sterpi sassi cicale e sporco di terra e sterchi, ma sterpi sassi cicale e sporco di terra e sterchi associati alla lettura di quotidiani alternati alle narrazioni di un sociologo anglo-ungherese, sterpi sassi cicale e sporco di terra e sterchi associati alla televisione, televisione per giunta che ci raggiunge in versione preistorica e sommaria, attraverso un apparecchio minuscolo collegato a un antennina di poca o nulla efficacia, mai sostituita perch&eacute; siamo (siamo sempe stati) <em>sotto montecaccia</em>, ovvero a poca distanza da una collinetta irta di ripetitori, sulla quale peraltro una volta si andava essenzialmente per raccogliere funghi (ma non &egrave; tempo ancora...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">vabb&egrave;, sto divagando. Nel vuoto appunto, ma pur sempre andando a sbattere con questo o quel brandello di <em>mondo cos&igrave; com'&egrave;</em><span style="font-style: normal;">, ed &egrave; proprio questo meccanismo di </span><em>navigazione</em><span style="font-style: normal;">, molto simile al navigare nell'aria di un</span><em> paponno</em><span style="font-style: normal;">, a darmi spesso la sensazione di cogliere nessi improvvisi, spiegazioni di tutto, empatie non volute col pianeta in ogni minima perturbazione della sua superficie... </span></font></font> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Prendi la malattia per esempio. Vengo ieri da un centro diagnostico - il mondo della sanit&agrave; pi&ugrave; o meno convenzionata, delle pratiche e delle accoglienze, del privato e del pubblico, delle strane riservatezze e delle miserie umane nel cerchio delle quali davvero s&igrave;, gli uomini sono tutti uguali, come davanti alla giustizia dicono, come gli animali diversamente robusti sotto il governo del sole e di una stagione... clemente, o inclemente? beh dipende... molti italiani vivono in questi giorni attaccati alle previsioni del tempo, che un maltempo improvviso non infici la risicata settimana di ferie nell'affollato e sempre pi&ugrave; indifferente villaggio - indifferente s&igrave;, ma comunque sempre assai differente dall'ambiente di lavoro e dalle case sempre pi&ugrave; costose (intrinsecamente costose, non sto parlando di valore degli immobili) nelle quali normalmente si vive... oddio mi sto perdendo davvero, ma continuo perch&eacute;... aspetta...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">portiera...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">&egrave; arrivato qualcuno...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">s&igrave;. Poi mi raggiungono notizie di morti, malattie, quel che &egrave; peggio <em>consunzioni</em>, non riesco pi&ugrave; a guardare a tutto questo se non attraverso visioni di insetti, vermi, residui di organismi disseccati al sole, e alla televisione o sui giornali ancora parlano di staccare sondini, &egrave; tutto uno staccare riattaccare sondini, ribellarsi cedere e cadere, mescolato a preoccupazioni assai pi&ugrave; piccole, direi microscopiche, nervosismi ingiustificati, insieme ad accessi di energia pure ingiustificati, e tutto sempre esposto al sole, al vento, all'assordante ondata delle cicale... le cicale di cui anche lei parlava... fino a quando anche le cicale, sommandosi armoniosamente al silenzio in uno strano tipo di aria-miele, densa, protettiva, contribuiscono ad attutire i dolori, a silenziare gli allarmi, a quietare l'ipersensibilit&agrave; dei nervi...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><br /> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">In tutto questo ti chiedi se ha qualche senso comunicare. Avendo perso frequentazoni all'improvviso come d'estate succede, e non potendole (non volendole) ricostituire con miseri sms, o cartoline di svariato e sempre inadeguato tipo, anche per il fatto di essere abituata ormai a un tipo di comunicazione meno superficiale - mica parlo di abissi, che me ne tengo debitamente lontana, ma qui la falda freatica (nonostante il seccume) non &egrave; poi cos&igrave; bassa - mi sento sola e da questa solitudine cerco di recuperare prima di tutto la forza. Una specie di forza primordiale, una forza organica. Perch&eacute; penso che il mondo sia in disordine e gli allarmi giustificati, ma poi mi guardo le braccia, le gambe, vedo muscoli e pelle in salute, pure mi sembrano buffe e in qualche modo inutili le sigarette che fumo, le mie piccole cicche bianche disseminano qualche viale qui intorno, opportunamente pestate per evistare incendi ma anche per evitare la visibilit&agrave; accecante del bianco in mezzo alle foglie secche e alle carcasse di lucertole e rospi, le schiaccio roteando la suola delle scarpe fino a quando ne fuoriesce il contenuto... tabacco... tabacco secco e biondo, foglie anch'esso, disseccate, ecobiocompatibili... che ogni tanto mi <em>visitano </em><span style="font-style: normal;">ancora, queste parole senza senso, queste parole-filamento provenire da una modernit&agrave; del cazzo, quando siamo ancora qui a disseccarci come qualsiasi vegetale al sole e ai venti caldi del pianeta - almeno a questa latitudine, a quest'altitudine esposta ai venti desertici pi&ugrave; che a quelli marittimi...</span></font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><br /> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Il vento caldo qui arriva da sud-ovest. Noi ci troviamo proprio ai piedi del castello, ovvero a sud di andria, ma se ad andria il castello lo vedi in lontananza e segna il sud, e il vento caldo arriva dal castello, ovvero dall'entroterra, a sud-ovest <span style="font-style: normal;">di questo faro dell'entroterra dove appunto mi trovo adesso,</span><em> </em>cosa c'&egrave;? Io lo so cosa c'&egrave;, anche se non lo vedo: c'&egrave; il deserto nordafricano.</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;"><span style="font-style: normal;">Ho un bisogno estremo, come di tanto in tanto (e me ne accorgo all'improvviso, come sempre, come un allarme al quale</span><em> posso rispondere o no</em><span style="font-style: normal;">, ma sarebbe meglio che rispondessi) di andare in una citt&agrave;, quale che sia, che abbia un fiume, che sia attestata stretta sulle sponde di un fiume. Che d'altra parte, </span><em>fin dalle origini</em><span style="font-style: normal;"> (che strane frasi queste), le comunit&agrave; degli uomini non si sono attestate lungo i fiumi? per instaurarsi, solidificarsi, e poi crescere, espandersi, liberarsi, e al massimo dell'espansione poi esplodere e nell'esplosione separarsi in pulviscoli umani che per forza centrifuga finiscono per dirigersi - di nuovo dove? - alla volta dei deserti.... dove forse un sogno di pulizia, o di ineluttabilit&agrave; delle cose, o di potenza esterna contro la quale schiantarsi a riposare, sottrarsi alle fatiche della speranza...</span></font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><br /> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Quando mor&igrave; mio padre feci un sogno assolato, in cui grandi setacci (come cassette di legno da frutta) s'inclinavano in un senso e nell'altro a ritmo lento e costante, con dentro pietrisco bianchissimo o semi disidratati, quasi altrettanto bianchi, come ossa di vegetali, che rotolando in massa ogni volta da cima a valle facevano un rumore, uno scroscio dalla sonorit&agrave; asciutta e assordante, mentre dei corpi al sole, bianchissimi e linfatici, riposavano o giacevano intorno. Poi un rivolo casuale, un piccolo specchio d'acqua, fra le pietre e nel sole biancastro, mandare bagliori...</font></font></p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">L. ogni tanto chiede di me. Si sta disseccando, e ormai troppo spesso impazzisce di impotenza, o di troppa potenza a fronte di un corpo secco, minuscolo, inabile ormai. Ogni volta dico al figlio che s&igrave;, lo so, ci verr&ograve; a trovarlo, ma per&ograve; non credo. Il figlio d'altra parte, oltre che raccontarmi la consunzione del padre, ha appena scaricato dalla macchina (come se non ne avessimo abbastanza di secco) un grande fascio di spighe, come spesso ce ne porta, perch&eacute; le portiamo a nostra volta a mio padre, disponendole in un vaso di metallo (di rame, o di peltro) che sta nella cappella, un po' lontano dai vasi coi fiori freschi, spighe di un dorato polveroso e un po' spento, severo, consistente, permanente, a ricordare un affetto strutturale, non molle, disidratato e svuotato di ogni umore emotivo.</font></font></p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;">&nbsp;</p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><span class="full-image-float-none"><img alt="sss1.jpg" src="http://dire.squarespace.com/storage/sss1.jpg" /></span>&nbsp;</p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><br /> </p><div align="justify" style="text-align: justify;"> </div><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"><br /> </p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/oh.html"><rss:title>oh...</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/oh.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-10T04:59:29Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<div align="justify" style="text-align: justify;"><span class="hw">dire</span> <script>play_w2("D0243200")</script><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,29,0" width="10" height="13"><param name="movie" value="http://img.tfd.com/play.swf" /><param name="quality" value="high" /><param name="menu" value="false" /><param name="wmode" value="" /><embed src="http://img.tfd.com/play.swf" wmode="" quality="high" menu="false" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" width="10" height="13"></embed></object>&nbsp;<span class="pron" onmouseover="return m_over('Click for pronunciation key')" onmouseout="m_out()" onclick="pron_key()">(d<img src="http://img.tfd.com/hm/GIF/imacr.gif" />r)</span></div><em>adj.</em>  <strong>dir&middot;er</strong>, <strong>dir&middot;est</strong> <br /><strong>1. </strong> Warning of or having dreadful or terrible consequences; calamitous: <span class="illustration">a dire economic forecast; dire threats.</span><br /><strong>2. </strong> Urgent; desperate: <span class="illustration">in dire need; dire poverty.</span><hr style="text-align: justify;" class="hmshort" />[Latin <tt>d<img src="http://img.tfd.com/hm/GIF/imacr.gif" />rus</tt>, <em>fearsome, terrible</em>; akin to Greek <tt>deinos</tt>.]<hr style="text-align: justify;" class="hmshort" /><strong>dire<img src="http://img.tfd.com/hm/GIF/prime.gif" />ly</strong><em> adv.</em><br /><strong>dire<img src="http://img.tfd.com/hm/GIF/prime.gif" />ness</strong><em> n.</em><br /><div align="justify" style="text-align: justify;"><script>hm()</script></div><p align="justify" class="brand_copy" style="text-align: justify;">&nbsp;<br />The American Heritage&reg; Dictionary of the English Language, Fourth Edition copyright &copy;2000 by Houghton Mifflin Company. Updated in 2003. Published by Houghton Mifflin Company. All rights reserved.</p><p align="justify" class="brand_copy" style="text-align: justify;">&nbsp;</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/alta-pressione-e-pressione-alta.html"><rss:title>alta pressione e pressione alta</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/alta-pressione-e-pressione-alta.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-09T08:48:14Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<div align="justify" style="text-align: justify;"><em>&Egrave; la stagione della raccolta del potere, Bilancia. Un buon modo per dare vigore alle tue iniziative potrebbe essere quello di definire in modo chiaro e fantasioso che cosa significa il potere per te. Ti aiuter&ograve; con due citazioni. La prima &egrave; di un politico francese di cui non ti riveler&ograve; il nome: &quot;Amo il potere. Ma lo amo come fa un artista, come un musicista ama il suo violino per estrarne suoni, accordi e armonie&quot;. La seconda definizione &egrave; tratta da Quincunx, la news&shy;letter del poeta Dennis Holt: &quot;Il potere &egrave; quella cosa che al mattino spinge il picchio a scendere dall'albero per cercare i vermi tra il fango della strada dopo una notte di pioggia su una scogliera affacciata sul Pacifico da cui si sente il suono della risacca&quot;.</em><br /><br />Il potere dunque si raccoglie cos&igrave; come si raccolgono i suoni, cos&igrave; come si va a raccogliere vermi ogni mattina (dopo una notte di pioggia su una scogliera affacciata sul Pacifico, etc)<br /><br />Insomma dice che sto qua perch&eacute; non ho niente da fare <em>non &egrave; vero!</em> (mi piacciono i punti esclamativi questi giorni). E' che se scrivo a mano poi mi scoccio a ricopiare. Vabb&egrave;: ieri mattina sono andata a una conferenza stampa a casa di privati, tipo &quot;suonare a&quot;. C'era pure un formaggio con una gelatina di qualche vino tipo brunello di montalcino tavernello di montespertoli non so. Avevo un vestito nero lungo e le ciabatte, per l'occasione mi sembrava appropriato, d'altronde ho visto che certe donne moderne di mezza et&agrave; si mettono lunghi abiti neri e scarpe da trekking sotto, molto sporche leggermente slacciate - e funziona, sembrano eleganti e di potere. Alla conferenza stampa si &egrave; messo vicino a me un ragazzo biondo che mi piace assai che non mi ricordo mai come si chiama, dovevo sembrare una di potere perch&eacute; se io gli sbattevo la cartellina stampa sul braccio era lui che mi chiedeva scusa, ma forse &egrave; solo un piccolo film che mi sono fatta, in effetti non so che fare adesso quando incontro una qualsiasi persona che mi piace, tendo a mettermi in scena attingendo al solito repertorio, mi dico che dovrei cambiare atteggiamenti e tutto, ma anche che chi se ne frega sono troppo vecchia per cambiare, e allora finisco con l'abbracciare festosamente conoscenti coetanei coi quali non ho nulla in comune tranne un ricordo di scuola media, quando io mi vedevo bruttissima ma loro mi vedevano tutti la ragazza impossibile con cui&nbsp; neanche provarci tanto erano solo quelli belli e desiderati o particolarmente sicuri di s&eacute; che alla fine riuscivano a starci insieme. Mah: alla fine a me mi si faceva fessa con poco, forse bastava che si facessero avanti e mi dicessero una cosa carina. Insomma, che nostalgia di presunto potere (che poi il potere &egrave; stato sempre presunto)<br /><br />e poi stavo notando con carla che nessuno si veste pi&ugrave; con cose stravaganti, che peccato. Io di tutta la stravaganza del passato mi sono portata dietro solo una specie di studiata sciatteria - &egrave; la fine che fanno le esibizioniste che prima si mettono addosso qualche arnese che non puoi non guardare e poi escono e si vergognano a morte, ma ormai se lo sono messo e allora lo portano con ostentata ironia (che poi non erano per niente ironiche quando se lo provavano allo specchio): guardo all'indietro certi miei allestimenti di esibizionismo vergognoso e penso forse era l&agrave; che si&nbsp; nascondeva, l'origine luminosa di quella specie di credenze</div><div align="justify" style="text-align: justify;"><br />[va bene adesso smettila dai]</div><div align="justify" style="text-align: justify;"><br />[il fatto &egrave; che sono andata a tirarmi il sangue, mi scoccia farmi le analisi per vedere se sto bene quando mi sento benissimo, mi scoccia che un medico mi dica fatti due analisi vediamo un po', mi scoccia avere la pressione alta e non soffrirne affatto mentre il medico mi dice che dovrei soffrirne invece, insinuando che se non ne soffro &egrave; solo perch&eacute; schiatter&ograve; all'improvviso senza avvisaglie, mi scoccia a morte]</div><div align="justify" style="text-align: justify;"><br />[e comunque avrei deciso di passare l'estate a scrivere cazzate, al fine di abbassarmi la pressione <em>da sola</em>]</div><div align="justify" style="text-align: justify;">&nbsp;</div><div align="justify" style="text-align: justify;">&nbsp;</div><div align="justify" style="text-align: justify;">P.S.&nbsp; e comunque, se a cinquant'anni non mi regalate <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/07/09/letteratura-e-cinquantenni/" target="_blank">un saggio</a>, vi radio dell'albo dei prossimi.</div><div align="justify" style="text-align: justify;">&nbsp;</div><div align="justify" style="text-align: justify;">&nbsp;</div>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/sogno-di-palmasco-e-delledificio-srotolato.html"><rss:title>sogno di palmasco e dell'edificio srotolato</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/sogno-di-palmasco-e-delledificio-srotolato.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-08T06:08:01Z</dc:date><dc:subject>sogni</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>noou, gl aveva dat un indirizzo faldo 8ma quest non lo sapevo a questo punto de sogno</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>insom, gli aveva dato le chiavi di cas sua, siegand che avrebbe dobuto: salire la scala er mezzopiano, trovare una prticina, aperrla, ai capito=</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>(non gli aveva dato un numeo o un indirizo recso, glia veva spiegato a casa come al spiega un amio che presta una casa)</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>gliel'aevvano pestata a lui,inece! (ma questo non lo sapevo a questopunto del sogno)</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>be insomma, gli a chi?</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>gli alle ragazze, ale due ragaze, ti a fed e al grosso travestto</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>poi nella casetta nella stanza all fine ci andavo io, pure, </em></font></font> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>siccome alla tipa grossa, al grosso travesttito lto e vestoto di nero, nonlo volevo p&ugrave; far enrare</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>lo salutavo per l aescale, quello se ne andava ma...</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>io lo sapevo che non se ne sarebbe andato, che avrebbe fato finta di scendere le cale per poi risalire</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>e difatti cos&igrave; fece</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>ma io ero lin cima ald aspettarlo, solodhe</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>davvero mi spaventavo qundo lo vedevo arrivato sul piaeroolo prima del previsto, facevo unsalto proprio</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>ma comunque</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>s&igrave; che l'avevo fregato, 2ti sei dimeticata di qualcosa'2, i facevo, ma quell qula abbozzava un sorrisetto dieva si no</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>ma insomam</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>alla fine</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>eravamo tutt ala piaza, alla oiaxona</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>io, le ragaze, perfino palasco</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>il quale palmasco tenevadei fogli, un progetto, aveva fatto un atesi du una casa l&igrave; a fianco, eneva dei fogli e dei numeri di tel e non so</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>vabb&egrave; parlavamo etc, poi lui se ne andava  acasa, e cas sua era l&agrave; vicino , come ho detto</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>alla second traversa a sinistra del astrada che s'imboccava naturalmnte, a collo d'imbuto, a sud della piazza, entre a ovets iistament e tramontava l sole</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>al di l&agrave; di edifici semidiroati, di cui uno con la faccata, era la casa, l terratetto con la facciata di mattoni</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>dipinti in grigio scup, il grigio scuro si quardava su un findo di mattoni rosi, p&agrave;ridue</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>d&igrave;intonaco biancastro. e una finestr aad aco, murata al seocndo pano</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>be plmasco allra, </em></font></font> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>imbocca la strada a sud pre svoltare verso casa sua</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>non prima che si cisiamo detti (io): ma alora abiti ancora qui? non a quella casetta nc ima al escala?</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>nonprima che lui mi avess riposto: no quella non era proprio cas,a mia, gliel'ho detto che gliela prestavo come se fosse cada mi,a na quella era solo</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>una cas imprestata, on ci voglio pet niente avere a che fare, con loro, capisci?</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>capisco? E se ne andava, acacaasa sua</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>Iolo guado mentre si afava a ritrare a casa sua</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>e manco trenta secondi dopo che aveva grato l'angolo a sinistra, come go detto), secco a destra, su ramonto, la facciata del acaa terratetto sulla quale avevaa fattp &quot;la tesi&quot;</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>Una tesi di architettra immagino, a quetso punto)</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>con una specie di srdo boato inizia a srotolarsi verso terra, come qul pubblcit&agrave; incomprensibile della maccina, nonmi ricordo quale</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>occazo mi dico, mo gl telefono, dgli dico</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>s sar rotolando la casa dlela tua tesi!, ma &egrave; tarsi, mo gli mando un mesagggio gli dico</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>cerco di mabdargli un essaggio BReVe dal cellulare condiciso mfra me e mio fglio che c'p anche mo figlio l&igrave;=</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>ma  tad lo vedr&ograve; domattna gli dico, forse invece doveva scedre ADesso</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>a veder il crollo, se possiamo chiamarlo, crolo</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>la facciata srotolata della sua assurda casetta&ugrave;che alle spalle della facciata era un ridere, l'ho detto?</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>&quot;l ati aasa si srotola, scendi a veder&quot;, oppure &quot;ti sei appena svegliato? non sai cosa e success ieri sera, appena te ne sei andato? scendo in piazza e hiarda a sinirsrea, c'&egrave; una as a, la tua casa/rudere, completamente srotolara!&quot;</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>ma organizzare un messaggio reve era difficile quaii impossibile, nel senso che la sensazione era</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>di esser econtrollaa o che ne so</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>allora piantvo l'i il cellulare e dicevo tanto domani quandi sce se ne accorge</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>per&ograve; merfda, pnavo, volevo essre al prima a dirglielo, vlevo essre</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>quella ce re al&igrave; POPEO QUNDO sucededvea</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><em>e dire che avevo pure prvarp a chiaarlo, quando aveva girato l'agolo, ad alta voce, vieni a vedere il crollo, lo srotolaento, questo qualch socsa d'incompresnibile che succede a ll'eidificio c tanto&egrave; stato nei tuioi peniei</em></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">noou, gli aveva dato un indirizzo falso! (ma questo non lo sapevo a questo punto del sogno)</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">insomma, gli aveva dato le chiavi di casa sua, spiegando che avrebbe dovuto: salire la scala per mezzo piano, trovare una porticina, aprirla, hai capito?</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">(non gli aveva dato un numero o un indirizzo preciso, gli aveva spiegato la casa come la spiega un amico che presta una casa)</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">gliel'avevano prestata a lui, invece! (ma questo non lo sapevo a questo punto del sogno)</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">beh insomma, &quot;gli&quot; a chi?</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">&quot;gli&quot; alle ragazze, alle due ragazze, tipo a fed e al grosso travestito</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">poi nella casetta nella stanza alla fine ci andavo io, pure, </font></font> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">siccome alla tipa grossa, al grosso travestito alto e vestito di nero, non lo volevo pi&ugrave; far entrare</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">lo salutavo per le scale, quello se ne andava ma...</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">io lo sapevo che non se ne sarebbe andato, che avrebbe fatto finta di scendere le scale per poi risalire</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">e difatti cos&igrave; fece</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">ma io ero l&igrave; in cima ad aspettarlo, solo che</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">davvero mi spaventavo quando lo vedevo arrivato sul pianerottolo prima del previsto, facevo un salto, proprio</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">ma comunque</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">s&igrave; che l'avevo fregato, &quot;ti sei dimenticata di qualcosa?&quot;, gli facevo, ma quello/quella abbozzava un sorrisetto diceva s&igrave;/no</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">ma insomma</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">alla fine</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">eravamo tutti alla piazza, alla piazzona</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">io, le ragazze, perfino palmasco</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">il quale palmasco teneva dei fogli, un progetto, aveva fatto una tesi su una casa l&igrave; a fianco, teneva dei fogli e dei numeri di tel e non so</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">vabb&egrave; parlavamo etc, poi lui se ne andava  a casa, e casa sua era l&agrave; vicino, come ho detto [?]</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">alla seconda traversa a sinistra della strada che s'imboccava naturalmente, a collo d'imbuto, a sud della piazza, mentre a ovest giustamente tramontava il sole</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">al di l&agrave; di edifici semidiroccati, di cui uno con la facciata, era la casa, il terratetto con la facciata di mattoni</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">dipinti in grigio scuro, il grigio scuro si squarciava su un fondo di mattoni rossi, con parti</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">di intonaco biancastro, e una finestra ad arco, murata, al secondo piano</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">beh palmasco allora, </font></font> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">imbocca la strada a sud per svoltare verso casa sua</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">non prima che ci siamo detti (io): ma allora abiti ancora qui? non a quella casetta in cima alla scala?</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">non prima che lui mi avesse risposto: no quella non era proprio casa mia, gliel'ho detto che gliela prestavo come se fosse casa mia ma quella era solo</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">una casa imprestata, non ci voglio per niente avere a che fare, con loro, capisci?</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">capisci? E se ne andava, a casa sua.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">Io lo guardo mentre si andava a ritirare a casa sua</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">e manco trenta secondi dopo che aveva girato l'angolo a sinistra (come ho detto), ecco a destra, sul tramonto, la facciata della casa terratetto sulla quale aveva fatto &quot;la tesi&quot;</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">(una tesi di architettura immagino, a questo punto)</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">con una specie di sordo boato inizia a srotolarsi verso terra, come quella pubblcit&agrave; incomprensibile della macchina, non mi ricordo quale</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">occazzo mi dico, mo gli telefono, gli dico</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">si sta rotolando la casa della tua tesi!, ma &egrave; tardi, mo gli mando un messagggio gli dico</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">cerco di mandargli un messaggio BREVE dal cellulare condiviso fra me e mio figlio (che c'&egrave; anche mio figlio l&igrave;)</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">ma tanto lo vedr&agrave; domattina gli dico, forse invece doveva scendere ADESSO</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">a vedere il crollo, se possiamo chiamarlo crollo</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">la facciata srotolata della sua assurda casetta che alle spalle della facciata era un rudere, l'ho detto?</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">&quot;la tua casa si srotola, scendi a vedere&quot;, oppure &quot;ti sei appena svegliato? non sai cosa &egrave; successo ieri sera, appena te ne sei andato? scendi in piazza e guarda a sinistra, c'&egrave; una casa, la tua casa/rudere, completamente srotolata!&quot;</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">ma organizzare un messaggio breve era difficile quasi impossibile, nel senso che la sensazione era</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">di essere controllata o che ne so</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">allora piantavo l&igrave; il cellulare e dicevo tanto domani quando scende se ne accorge</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">per&ograve; merda, pensavo, volevo essere la prima a dirglielo, volevo essere</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">quella che era l&igrave; PROPRIO QUANDO succedeva</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 9pt;">e dire che avevo pure provato a chiamarlo, quando aveva girato l'angolo, ad alta voce, vieni a vedere il crollo, lo srotolamento, questo qualche cosa d'incomprensibile che succede  all'edificio che tanto &egrave; stato nei tuoi pensieri</font></font></p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">&nbsp;</p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span class="full-image-float-none"><a target="_blank" href="http://it.youtube.com/watch?v=dThCk8xl0vw&feature=related"><img src="http://dire.squarespace.com/storage/nisq.gif" alt="nisq.gif" /></a></span>&nbsp;</p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">&nbsp;</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/timmagini-se-da-ogni-pallina-esce-un-uomo-2.html"><rss:title>t'immagini se da ogni pallina esce un uomo 2</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/timmagini-se-da-ogni-pallina-esce-un-uomo-2.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-07T17:50:39Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Non mi stanco di guardare gli uomini. E le donne, anche, e i bambini e le bambine, ma pi&ugrave; gli uomini e non &egrave; questione di sesso. O cio&egrave;: non nel senso <em>diretto</em> che pensate voi. In questo mondo asessuato desensualizzato eccetera. In questo traboccare di volgarissime e ilari <em>costrizioni </em><span style="font-style: normal;">- un mondo pi&ugrave; sensuale nel senso anche di pi&ugrave; plastico, a partire dalle posture, ci avete mai pensato?</span></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;"><span style="font-style: normal;">Mentre ci penso guardo, con una certa insistenza. Immagino cavi di mani e di braccia, consistenze di </span><em>gomiti </em><span style="font-style: normal;">e di tutti quei pezzi di corpo di cui tanto non parla nessuno che sembrano espulsi dal corpo comune, nel senso di cos&igrave;-come-ne-parliamo. Cerco un uomo con dei gomiti ragguardevoli, cerco camicie che ben s'intonino ai gomiti, alla loro qualit&agrave;. Cerco un gomito diverso da un altro.</span></font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Poi: come metti la testa? come porti le mani avanti, quando cammini? quanto peso sposti sui talloni, quando aspetti fermo? e infine, porti comode scarpe? comode quanto? quanto cerchi di stare comodo, e quanto di sembrarlo? e cosa ti succede se ti guardo?</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Brutto uomo. Nel senso di: poco umano. Un ammasso di elementi accrocchiati che non sono in grado di riconoscere come &quot;uomo&quot;. Eppure sei curato e benvestito, hai perfino capelli e piedi, tutto. No non sei umano abbastanza, per i miei gusti. Se ti chiamo chinandomi e spolverandomi un sandalo, non rispondi: non conosci la parola &quot;sandalo&quot; e non mi guardi, quindi fottiti.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Uomo bello. Non &quot;bell'uomo&quot; che &egrave; diverso, lo sanno tutti, ma uomo bello da osservare e da chinarsi leggermente al passaggio. Uomo agile senza ostentazione, non ha faccia quasi, o no: ha la faccia stampata su tutto il corpo. Ti guarda con le punte degli alluci. Tiene gomiti, e non ha paura di usarli. Va sempre a comprare, con calma, qualche cosa di urgente.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Una volta scrissi delle cose pensando di fare un libro (o una specie di raccolta di francobolli) da chiamarsi &quot;corporale&quot;. Iniziai insomma una specie di collezione, di questi dettagli umani, ma nessuno di questi pareva interessare a nessuno (a me pareva materia molto sexi), quindi smisi. Per&ograve; parlai dell'elegante disposizione dei peli sul torace, di un uomo con diversi gomiti e un bel po' di  paura (ma pure con una certa sfrontatezza, cose che vanno insieme) nelle ginocchia.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Il corpo di un santo sarebbe abbastanza umano per me: pieno di gomiti e ginocchia, teoricamente pieghevole (&quot;come un doppiometro&quot;), l'anima nel cedimento dell'anca, lo sguardo al cielo senza occhiali da sole.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Gli uomini umani hanno la pelle argentea, spesso. &quot;Tengo alle tue pallide mani&quot;. Uomini strofinano punte di dita asciutte e bianche sulla superficie di fianchi stirati, i muscoli allungati fino a tracciare intera la diagonale del materasso. E lui dove sta? </font></font> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Lui sta sulla terrazza.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Non ci posso pensare che un uomo di quarantasette anni mo lo chiamano un ragazzo, e invece prima si chiamava &quot;un uomo di mezza et&agrave;&quot;. Anche noi ci chiamiamo ragazze fra noi, per&ograve; facciamo ridere e lo sappiamo, difatti nessuna protesta se la chiamano signora signora, o se dicono alla fila di un negozio &quot;stava prima la signora&quot;, quando magari &quot;la ragazza&quot; si era fatta di lato per lasciare passare una pi&ugrave; vecchia di lei, o magari pi&ugrave; giovane ma incinta, oppure in procinto di. Ma &egrave; pure vero che siamo decisamente pi&ugrave; ragazze delle ragazze che si vedono in giro (incinte o in procinto di). Certo se fosse vero che sono incinta (&quot;a quasi cinquant'anni!&quot;, cos&igrave; dico di me, col punto esclamativo d'ordinanza) la questione s'affloscerebbe, e i capelli all'istante si vivificherebbero. &quot;Ma sono <em>gi&agrave;</em>, vivificati!&quot; (col punto esclamativo). &quot;Quello &egrave; il mare, il salino&quot;. Salino, questa parola mi fa venire una cosa allo stomaco.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Come fanno certi uomini al mare a non essere per nulla salini. Io mi ricordo: delle statue di sale, capelli cos&igrave; salati da avere riflessi olivo. Adesso niente, si fanno tutti la doccia, diverse volte al giorno, perennemente idratati.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-align: justify;"> <font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Mi metto alla ricerca di un uomo elegantemente disidratato, riflessato olivo.</font></font></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/mix-bouly.html"><rss:title>Mix Bouly</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/mix-bouly.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-07-06T08:00:19Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" width="500" height="333" flashvars="host=picasaweb.google.it&RGB=0x000000&feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Ffotodadire%2Falbumid%2F5219805958733020865%3Fkind%3Dphoto%26alt%3Drss" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed>
<br><br>

E' che non riesco a staccarmi da questo tipo di film: gente che cammina, gente che cammina con vestiti, con borse, basta. Mi piace guardare come portano le mani: in avanti, un po' appese.<br><br>
[altri camminamenti <a href="http://it.youtube.com/watch?v=xdPtzhnwKSs" target="_blank">qui</a>]<br><br>
<em>If you can't cope with high degrees of irrelevance, blogs won't be your cup of tea.</em>
[Geert Lovink]<br><br>(t'immagini se da ogni pallina esce un uomo?)</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/cani-in-citta.html"><rss:title>cani in città</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/cani-in-citta.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-06-17T08:06:18Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- c'&egrave; quest'abitudine a dire, che ti conduce...</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- dove, ti conduce?</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- a sussurrare...</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- cosa?</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- verit&agrave; in forma di...</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- in forma, scusa? non ho...</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">- in forma di carezza</font></font></em></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Saverio guarda i cani con espressione ottusa. La sua espressione naturale, &egrave; ottusa. Poi in uno scatto incerto, cio&egrave; goffo, accarezza (cio&egrave; non accarezza: poggia la punta di quattro dita sopra), la testa del cane nero. Piatta e rasata, larga, consistente - cos&igrave; l'altro cane nero, semidormiente, si sveglia e si avvicina pure lui.  Saverio, con la stessa faccia ottusa, accarezza, cio&egrave; tocca con la punta delle dita, pure la testa di quello. L'espressione dei cani &egrave; meno ottusa, di quella di Saverio - ma &egrave; che Saverio non sa la differenza, per esempio, fra un'espressione ottusa, un'espressione amichevole, e un'espressione ostile. Questi cani lo sanno, che Saverio non la sa, lo sanno che sono tutti cos&igrave;, si fidano solamente della natura di quella specie di scatto, riconoscono la goffaggine bruta, quella specie di innocenza: questi cani sono allenati a capire.</font></font></p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><br /> </p> <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">Certe volte, a certe ore, mi sembra che la citt&agrave; stia diventando i suoi cani. Cani sciolti, bastardi, dall'aspetto imponente, dall'andatura elastica, dai lunghissimi sonni. Ce n'&egrave; uno che ha &quot;gli occhi di brace&quot;, come quello: se per un attimo si sveglia, ti guarda fissamente e tu per forza lo capisci. Nello sguardo, i cani non hanno pi&ugrave; quell'ottusit&agrave; maligna che devasta da tempo le facce dei cittadini. Nessuno gli d&agrave; fastidio, nascostamente li nutrono, si fermano se attraversano, non li cacciano dalla soglia quando devono entrare in casa: scavalcano quei dorsi muscolosi, a momenti chiedono scusa. Li rispettano, sono la specie evoluta: gli hanno lasciato piazze e i marciapiedi, quando moriranno gli lasceranno anche le case.</font></font></p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/insomma-non-si-sa-come.html"><rss:title>insomma, non si sa come...</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/insomma-non-si-sa-come.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-06-15T18:37:40Z</dc:date><dc:subject></dc:subject><content:encoded><![CDATA[<p>...ma a mezzogiorno stavo a guardare un concorso ippico a piazza plebiscito. Poi...<br />&nbsp;<span class="full-image-float-none"><img src="http://dire.squarespace.com/storage/4concipp.jpg" alt="4concipp.jpg" /></span></p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><font face="Trebuchet MS, sans-serif"><font size="2" style="font-size: 10pt;">poi niente, girellavo per napoli con mio figlio strusciando i gomiti contro le braccia degli altri. Napoli &egrave; piena di &quot;altri&quot;, me ne accorgo tutte le volte, la pi&ugrave; parte delle volte mi fa paura, ieri e l'altroieri no, &quot;gli altri&quot; erano insolitamente garbati, sistemati, rilassati, la polizia controllava in modo rilassato, i motorini impennavano con eleganza, mano a mano anche i muscoli si rilassavano, alla fine ci ficcavamo ovunque in mezzo a un mare di gente, parlottando tra noi, tirando fuori il cellulare per chiamare o aspettare chiamate, spalmandoci di cremafiltro cinquanta perch&eacute; &egrave; un sole che ti frega, il vento era fresco, le ragazze parlavano coi fidanzati (&quot;ribattevano&quot;, pi&ugrave; che altro, ai fidanzati, muti e stupiti per l'intelligenza l'irruenza di lei), ci dicono a un certo punto perch&eacute; non andate a vedere i cavalli intanto che noi finiamo, io penso a una specie di parata, non lo sapevo che facevano una specie di gran prix, con gli ostacoli e tutto, proprio dentro alla piazza, con lo speaker e i cavalieri dei paesi. <a target="_blank" href="http://www.csipiazzadelplebiscito.it/upload/royal%2015%20class8.pdf">La gara che abbiamo visto l'ha vinta</a> un inglese giovane, whitaker, poi un irlandese che ho applaudito in particolare, poi me ne sono andata sotto le tribune a telefonare, dove all'ombra stava una signora coi capelli bianchi, una nonna presumo, molto bella, che teneva tre o quattro bambini piccoli a dormire nei rispettivi carrozzini, all'ombra e con gli inni nazionali di sottofondo. Mo mi diranno certamente che napoli non &egrave; questa, ma ieri insomma io e mio figlio stavamo qua, dove facevano esattamente questa cosa, dove ti potevi sedere aggratis, entrare e sederti alzarti e uscire senza alcuna difficolt&agrave;, dove sugli spalti la gente manco fumava (scendevi un attimo sotto, se volevi, e fumavi), e le persone che sostavano per un attimo in piedi davanti alle transenne di tribuna venivano richiamate dolcemente dagli spettatori seduti dietro, &quot;signora? si sieda&quot;, col punto interrogativo e in questa esatta forma verbale. Naturalmente, certo, ma cosa &quot;naturalmente&quot;? naturalmente niente, ho pensato che in italia esiste una citt&agrave; dove i concorsi ippici si fanno in piazza e aggratis, two cents per la notizia marginale.</font></font></p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">&nbsp;</p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span class="full-image-float-none"><img src="http://dire.squarespace.com/storage/ahnonera.jpg" alt="ahnonera.jpg" /></span>&nbsp;</p><p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">(ah, vedo adesso - riguardando la foto- che i passeggini erano vuoti: i bambini allora dovevano essere sugli spalti coi genitori, e la signora doveva essere una parcheggiatrice di passeggini. Abusiva?)&nbsp;</p>]]></content:encoded></rss:item><rss:item rdf:about="http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/ah-sei-tu-la-diva.html"><rss:title>Ah sei tu la DIVA?</rss:title><rss:link>http://dire.squarespace.com/diario-di-untitled-io/ah-sei-tu-la-diva.html</rss:link><dc:creator>untitled io</dc:creator><dc:date>2008-06-14T11:11:21Z</dc:date><dc:subject>sogni</dc:subject><content:encoded><![CDATA[<div align="justify" style="text-align: justify;"><span class="sizeLess20"><em>Ah sei tu la DIVA?<br />no io non<br />ved che sei sposata, mi guardo vedo che go solo lanello con<br />mi cheido anch'io se dono sposata: non solo sono spodata, sono bi-sposata<br />raghini troppo per preidizi<br />ti &egrave; piaciuto ? <br />clap c&ograve;ap<br />i capelli, devo<br />LEVEL<br />sono l'aurce di (per strada)<br />&nbsp;(per strada, attraverso un arecnione di eterniti, uno spacco, edo,<br />le Ballerinecome girasoli, inchinate dalla mia parte, mi guardano fisse<br />io guardo loo, sono l'aurice del<br />riconosco, camminandp, le parole<br />le seguo, le ripeto a mezza voce<br />salgo nel teatro (bianco e giallo, il foyer + in alto, poi c'&egrave; la teda pe la paltea e vicino la cabina di regia)<br />sc(scende dalla cabina di regia, una cosa di tubi innocenti a fanco del tendone della platea, il ragazz&nbsp; che leggeal'iiade al prima sera, quello tondo<br />mi garda. &egrave; il regista penso, del+<br />mi affaccio al tendoe<br />vedo non atori o<br />ma<br />scritte scorreoli o non scorrevoli, a led, rossi<br />si illuminano proressivamente coe per un playbacj, come sic hiama, jraoje.<br />riconosco o non rinosco, forse (mi dico) la fine dla lehegranno !la contraro&quot;, non so<br />cristo suona il tel<br />salgo al teatr da baso, l foyer &egrave; a una guota atissima, il teatro &egrave; ianco e giallo, cn un sorta di luernario dsll'atru<br />avev accesouna sigaretta salendo<br />salivo da una scala di servizio molto pccla in erna, accedevo da una porticna<br />da un lao dela porticina uno spechio, una sedia e dfprse un capello<br />dall'ltro lato dell aportecina uno stipo a muro con mendole e faldni<br />in mezzo la porticina dalla qlae sono entrata, che da sulla scala buoa e stretta<br />con questa sigaretta accesa (che nell'atrio non si pu&ograve; fuare<br />non riecso a rientrare nella scala (dove umac, mi sbagio smpre con lo stipo coi faldoni da una parye, e lo specchio con cappelliera dallalra<br />allora chiudao acoppa la mano e mi orto la pate finale della siaretta accesa fioroi, er spegneral nell'atrio aerato<br />llora c&igrave;&egrave; unasorta di pedana rolevata<br />bagnata da qesta lice bianco-gialla<br />davat alla pedana c'&egrave; una conca di terracotta, vado a spegnere l&agrave; ma<br />p mi accorgo<br />non un portacenere non contiene mozzicon contiene (non lo so)<br />alllora non spengo,po vedo slla edana c'&egrave; un rosso portacenere dai bordi istoriati, turhedi , con rdino d'ro<br />nisi a spegnere il mozzicone l&agrave;, poi veod che dentro di sono<br />tre o quatro saseetti, un mucchietto si sabbia, un biuscolo livo come un bonsai nicroscopico<br />nel portacenere conl bordo azzurto e oro. <br />levo il mossicon semispendto, plisc pfrettolosamene con la punta del dto il fondo del<br />e dico alla giovanie signora con lacrrozzino, che &egrave; l&agrave;, ops non mi sono resa cobto che non ea un prtaceere<br />eh s&igrave; sembra, ma on &egrave; , dive lei<br />oi insieme andiamo fori proprio, di frnr all'ingresso (superiore) dle teatro, centrale voglio dire<br />c'&egrave;il cancello di una vila- parc, dietro a cancello una bassa cstruzione di tufo, beige e voanc,a appantemenet murata<br />che viene avanti di spigoo, come certe fortifcazioni militareoi sui portyo (ma &egrave; un giardino, ma quella &egrave; una specie di maserie fortficata<br />mi diec la signora col pafgggino, quest a&egrave; a villa di certi sognori di...<br />s&igrave; li consoco, li conoscevo dico<br />iniasio a dire si chiama, poi no,correggo non &egrave; vero, si ciamano pietro<br />alrala conosce quets avlla mi dce al signora<br />mo non sono mai entrata le dicoio, ma so come sono fatte queste ville-masreie fortuficate di and,a le dico io<br />anc'io mi diec lei, sono d andria, ci riavviamo verso l'interno del teratro<br />dove lei evideentenevuole continuare&nbsp; achisachierare, ma<br />io le dico sneti mo e ne devo andare, l&igrave; dnetr stanno facendo il mio<br />dico io son l'autrice, ma non capisco se capsce,dio stano faedo ua lettura, dico<br />e allora entrb e trov la dtipa, quela ce dicevo all'iniso, una ragazza obuzta, con occhiali e capelli cort scuori<br />che ariva scendendo dal trabiccolo dei giovai registi dei giovani tecici die giovani non so cosa e mi va<br />sei tu, la diva? e i qualche modo mi dice cris, a co mi dici se ti &egrave;piaciuto?<br />alloa cpisco qualche cosa dl tipo: &egrave; a regista, allora la gardo fissa negli occhi e le faccio clap cap clap con el mani<br />poi le i mi chied equela cosa l&igrave;, poi le i mi chiede, ma indoma io che faccop<br />le dico sono acvjotett m apoi le inisio a raccontare<br />di uesto e quello che faccio, che ho fatto e che so fare, e che on facio &egrave;i&ugrave; l'archtetto ma per&ograve;<br />e a un ceryo pnto del racconto di reprtorio inisio col parlre dei liri<br />dico adesso ...editori..e piano an mi dgro dall'altro lato<br />mi accnicchio, mi sento stamca di par&ograve;are. di spiegare, a un certo pto la ragaza i sembra ostile a precsndere<br />rimanod go rannichhiata, decis amente stancamente lae dole spalel<br />e con una voce immobile, quasi immilizzata, e dico stamcamente (con un tno che quais qnon &egrave; pi&ugrave; il mio): non voglio pi&ugrave; parlare di questo adess<br />non voglio pui&ugrave; parlare id iete non ce la fccio a spiegare non ho voglia - mi lamento debolente&nbsp; di spiegare.<br />e penso non potr&ograve; pi&ugrave;soppportare alungo di avere questa chooma paventodamente uportate.</em></span></div><div align="justify" style="text-align: justify;">&nbsp;</div><div align="justify" style="text-align: justify;"><span class="sizeLess20"><em>*</em><br /><br />Ah sei tu la DIVA?<br />no io non<br />vedo che sei sposata, mi guardo e vedo che ho solo l'anello con<br />mi chiedo anch'io se sono sposata: non solo sono sposata, sono bi-sposata<br />ragioni troppo per pregiudizi<br />ti &egrave; piaciuto?<br />cl&agrave;p cl&agrave;p<br />i capelli, devo<br />LEVEL<br />sono l'autrice di (per strada)<br />per strada, attraverso una recinzione di eternit, uno spacco, vedo:<br />le Ballerine come girasoli, inchinate dalla mia parte, mi guardano fisse<br />io guardo loro, sono l'autrice del<br />riconosco, camminando, le parole<br />le seguo, le ripeto a mezza voce<br />salgo nel teatro (bianco e giallo, il foyer pi&ugrave; in alto, poi c'&egrave; la tenda per la platea e vicino la cabina di regia)<br />scende dalla cabina di regia (una cosa di tubi innocenti a fianco del tendone della platea) il ragazzo&nbsp; che leggeva l'iliade la prima sera, quello tondo<br />mi guarda, &egrave; il regista penso, del<br />mi affaccio al tendone<br />vedo non attori o<br />ma<br />scritte scorrevoli o non scorrevoli, a led, rossi<br />si illuminano progressivamente come per un playback, come si chiama, karaoke.<br />riconosco o non riconosco, forse la fine la leggeranno al contrario, non so<br />cristo suona il tel<br />salgo al teatro dal basso, il foyer &egrave; a una quota altissima, il teatro &egrave; bianco e giallo, con un sorta di lucernario nell'atrio<br />avevo acceso una sigaretta salendo<br />salivo da una scala di servizio molto piccola interna, accedevo da una porticina<br />da un lato della porticina uno specchio, una sedia e forse un cappello<br />dall'altro lato della porticina uno stipo a muro con mensole e faldoni<br />in mezzo la porticina dalla quale sono entrata, che d&agrave; sulla scala buia e stretta<br />con questa sigaretta accesa<br />non riesco a rientrare nella scala (dove fumavo, mi sbaglio sempre con lo stipo coi faldoni da una parte, e lo specchio con cappelliera dall'altra)<br />allora chiudo a coppa la mano e mi porto la parte finale della sigaretta accesa fuori, per spegnerla nell'atrio aerato<br />allora c'&egrave; una sorta di pedana rilevata<br />bagnata da questa luce bianco-gialla<br />davanti alla pedana c'&egrave; una conca di terracotta, vado a spegnere l&agrave; la<br />poi mi accorgo<br />non &egrave; un portacenere non contiene mozziconi contiene (non lo so)<br />allora non spengo, poi vedo sulla pedana c'&egrave; un grosso portacenere dai bordi istoriati, turchesi , con bordino d'oro<br />misi a spegnere il mozzicone l&agrave;, poi vedo che dentro ci sono<br />tre o quatro sassetti, un mucchietto di sabbia, un minuscolo ulivo come un bonsai microscopico<br />nel portacenere con bordo azzurro e oro. <br />levo il mozzicone semispento, pulisco frettolosamente con la punta del dito il fondo del<br />e dico alla giovane signora col carrozzino, che &egrave; l&agrave;, ops non mi sono resa conto che non era un portacenere<br />eh s&igrave; sembra, ma non &egrave;, dice lei<br />poi insieme andiamo fuori proprio, di fronte all'ingresso (superiore) del teatro, centrale voglio dire<br />c'&egrave; il cancello di una villa-parco, dietro al cancello una bassa costruzione di tufo, beige e bianca, apparentemente murata<br />che viene avanti di spigolo, come certe fortifcazioni militari sui porti (ma &egrave; un giardino, ma quella &egrave; una specie di masseria fortificata)<br />mi dice la signora col passeggino, quest &egrave; la villa di certi signori di...<br />s&igrave; li conosco, li conoscevo dico<br />inizio a dire si chiamano, poi no, correggo non &egrave; vero, si chiamano pietro<br />allora conosce questa villa mi dice la signora<br />no non sono mai entrata le dico io, ma so come sono fatte queste ville-masserie fortificate di andria le dico io<br />anch'io mi dice lei, sono di andria, ci riavviamo verso l'interno del teatro<br />dove lei evidentemente vuole continuare a chiacchierare, ma<br />io le dico senti mo me ne devo andare, l&igrave; dentro stanno facendo il mio<br />dico io sono l'autrice, ma non capisco se capisce, dico stanno facendo una lettura, dico<br />e allora entro e trovo la tipa, quella che dicevo all'inizio, una ragazza robusta, con occhiali e capelli corti scuri<br />che arriva scendendo dal trabiccolo dei giovani registi dei giovani tecnici dei giovani non so cosa e mi fa<br />sei tu, la diva? e in qualche modo mi dice cristo, manco mi dici se ti &egrave; piaciuto?<br />allora capisco qualche cosa del tipo: &egrave; la regista, allora la guardo fissa negli occhi e le faccio clap clap clap con le mani<br />poi lei mi chiede quella cosa l&igrave;, poi lei mi chiede ma insomma tu che fai<br />le dico sono architetto ma poi le inizio a raccontare<br />di questo e quello che faccio, che ho fatto e che so fare, e che non faccio pi&ugrave; l'architetto ma per&ograve;<br />e a un certo punto del racconto di repertorio inizio col parlare dei libri<br />dico adesso... editori... e piano piano mi giro dall'altro lato<br />mi rannicchio, mi sento stanca di parlare, di spiegare, a un certo punto la ragazza mi sembra ostile a prescindere<br />rimango rannicchiata, decisamente stancamente le do le spalle<br />e con una voce immobile, quasi immobilizzata, le dico stancamente (con un tono che quasi non &egrave; pi&ugrave; il mio): non voglio pi&ugrave; parlare di questo adesso<br />non voglio pi&ugrave; parlare di rete non ce la faccio a spiegare non ho voglia - mi lamento debolmente&nbsp; di spiegare.<br />e penso non potr&ograve; pi&ugrave; sopportare a lungo di avere questa chioma spaventosamente importante.</span></div><div align="justify" style="text-align: justify;"><span class="sizeLess20"><br /><span class="full-image-float-none"><a href="http://parergon.wordpress.com/2008/06/16/prodotto/" target="_blank"><img alt="pcsi.jpg" src="http://dire.squarespace.com/storage/pcsi.jpg" /></a></span></span></div><div align="justify" style="text-align: justify;"><span class="sizeLess20"><a target="_blank" href="http://dire.squarespace.com/storage/Level.pdf">LEVEL pdf&nbsp;</a></span></div>]]></content:encoded></rss:item></rdf:RDF>