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Tempesta cellulare

Posted on mercoledì, ottobre 3, 2007 at 10:41 by Registered Commenteruntitled io in | Comments Off
Stavamo sul lago di Scutari, Skadarsko Jezero. Parlavo con Carla al telefono, osservando il preoccupante moto ondoso della coltre di alghe poco al di sotto del piano della terrazza, quando è arrivato il fulmine più potente e più vicino, un crtchak penetrante gelido - a quel punto non si è capito più niente, ho spento il cellulare ancora un altro fulmine mi entrava nell'antenna e mi fulminava (sa dio se può succedere), poi di colpo ho pensato mo' il ristorante se ne vola via, prima i tavoli smaltati di fuori e poi le tende e poi noi due con tutto il tavolo nostro, e il cestino dei panini, e come un quadro di chagall pure il tavolo quadrato alle mie spalle, dove stavano sei o sette persone fra maschi e femmine, l'intera tavolata quasi sicuramente invitata da una donna piccolina, magra, con cipiglio e gonna e scarpe e capelli da importante funzionario di un decisivo partito - e insomma in tutto quel casino naturale e istituzionale, mi volto e vedo: il cameriere discreto che ci ha servito finora in modo molto cerimoniale elaborato che molla tutto e si mette a fare fotografie col cellulare, tutto concentrato e ben piantato sui piedi davanti alla vetrata, allo Skadarsko Jezero in tempesta.
Poi all'improvviso tutto si è calmato, è ricomparsa la sponda opposta del lago, il cameriere ha conservato il cellulare in un cassetto, si è ricomposto leggermente e ci ha portato il dessert. La donna piccola ha pagato con la carta di credito ed è uscita velocemente dal ristorante precedendo la comitiva degli invitati, lei con la testa alta gli altri bassa.
 
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