t'immagini se da ogni pallina esce un uomo 2
Non mi stanco di guardare gli uomini. E le donne, anche, e i bambini e le bambine, ma più gli uomini e non è questione di sesso. O cioè: non nel senso diretto che pensate voi. In questo mondo asessuato desensualizzato eccetera. In questo traboccare di volgarissime e ilari costrizioni - un mondo più sensuale nel senso anche di più plastico, a partire dalle posture, ci avete mai pensato?
Mentre ci penso guardo, con una certa insistenza. Immagino cavi di mani e di braccia, consistenze di gomiti e di tutti quei pezzi di corpo di cui tanto non parla nessuno che sembrano espulsi dal corpo comune, nel senso di così-come-ne-parliamo. Cerco un uomo con dei gomiti ragguardevoli, cerco camicie che ben s'intonino ai gomiti, alla loro qualità. Cerco un gomito diverso da un altro.
Poi: come metti la testa? come porti le mani avanti, quando cammini? quanto peso sposti sui talloni, quando aspetti fermo? e infine, porti comode scarpe? comode quanto? quanto cerchi di stare comodo, e quanto di sembrarlo? e cosa ti succede se ti guardo?
Brutto uomo. Nel senso di: poco umano. Un ammasso di elementi accrocchiati che non sono in grado di riconoscere come "uomo". Eppure sei curato e benvestito, hai perfino capelli e piedi, tutto. No non sei umano abbastanza, per i miei gusti. Se ti chiamo chinandomi e spolverandomi un sandalo, non rispondi: non conosci la parola "sandalo" e non mi guardi, quindi fottiti.
Uomo bello. Non "bell'uomo" che è diverso, lo sanno tutti, ma uomo bello da osservare e da chinarsi leggermente al passaggio. Uomo agile senza ostentazione, non ha faccia quasi, o no: ha la faccia stampata su tutto il corpo. Ti guarda con le punte degli alluci. Tiene gomiti, e non ha paura di usarli. Va sempre a comprare, con calma, qualche cosa di urgente.
Una volta scrissi delle cose pensando di fare un libro (o una specie di raccolta di francobolli) da chiamarsi "corporale". Iniziai insomma una specie di collezione, di questi dettagli umani, ma nessuno di questi pareva interessare a nessuno (a me pareva materia molto sexi), quindi smisi. Però parlai dell'elegante disposizione dei peli sul torace, di un uomo con diversi gomiti e un bel po' di paura (ma pure con una certa sfrontatezza, cose che vanno insieme) nelle ginocchia.
Il corpo di un santo sarebbe abbastanza umano per me: pieno di gomiti e ginocchia, teoricamente pieghevole ("come un doppiometro"), l'anima nel cedimento dell'anca, lo sguardo al cielo senza occhiali da sole.
Gli uomini umani hanno la pelle argentea, spesso. "Tengo alle tue pallide mani". Uomini strofinano punte di dita asciutte e bianche sulla superficie di fianchi stirati, i muscoli allungati fino a tracciare intera la diagonale del materasso. E lui dove sta?
Lui sta sulla terrazza.
Non ci posso pensare che un uomo di quarantasette anni mo lo chiamano un ragazzo, e invece prima si chiamava "un uomo di mezza età". Anche noi ci chiamiamo ragazze fra noi, però facciamo ridere e lo sappiamo, difatti nessuna protesta se la chiamano signora signora, o se dicono alla fila di un negozio "stava prima la signora", quando magari "la ragazza" si era fatta di lato per lasciare passare una più vecchia di lei, o magari più giovane ma incinta, oppure in procinto di. Ma è pure vero che siamo decisamente più ragazze delle ragazze che si vedono in giro (incinte o in procinto di). Certo se fosse vero che sono incinta ("a quasi cinquant'anni!", così dico di me, col punto esclamativo d'ordinanza) la questione s'affloscerebbe, e i capelli all'istante si vivificherebbero. "Ma sono già, vivificati!" (col punto esclamativo). "Quello è il mare, il salino". Salino, questa parola mi fa venire una cosa allo stomaco.
Come fanno certi uomini al mare a non essere per nulla salini. Io mi ricordo: delle statue di sale, capelli così salati da avere riflessi olivo. Adesso niente, si fanno tutti la doccia, diverse volte al giorno, perennemente idratati.
Mi metto alla ricerca di un uomo elegantemente disidratato, riflessato olivo.
