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Vince l'angelo uno a zero.

Posted on martedì, settembre 11, 2007 at 12:22 by Registered Commenteruntitled io in | Comments Off
BILANCIA - Qualcuno ha calcolato la massa dei dati che passano su internet nel corso di un anno. Le migliaia di miliardi di terabyte di informazioni pesano meno di 0,0001 grammi. Ho il sospetto che nelle prossime settimane si verificherà un contrasto simile nella tua vita personale. Forse creerai un miracolo senza peso ma incredibilmente duraturo. O forse assisterai a un cambiamento potente, intenso e profondo, ma difficilmente misurabile e quasi invisibile agli occhi di un osservatore casuale.

Il fatto è che me ne vado a Podgorica. Deciso all'improvviso, dopo un giorno di rumori assordanti e di ritagli senza senso.
Il Direttore è contento, direi quasi felice - l'angelo* sta scegliendo la valigia, con calma perché c'è ancora una settimana -  non ti guardo, fai tu. Passo a prendermi la carta d'identità, devo fare una fotocopia: scade il 2008, lì dentro ho i capelli lunghi, e il rossetto, fotocopia per farne che?

* Quell'angelo che mi porta alla stazione a volte, se ne sta rannicchiato sulla sedia della cucina, a leggere per l'ennesima volta la Repubblica di quattro giorni fa. Gli ho detto "non partiamo", lui ha risposto soltanto "va bene". Bene, ho pensato, non insiste. Poi ho pensato: ma perché non insiste?
C'è molto da fare qua. Molto da
pensare di fare. Passo la vita a pensare di fare, e nel frattempo faccio cose così, per tenere occupate le mani, e quelle poi sono le cose che rimangono fatte, un intero panorama di cose che potevano essere fatte meglio, con maggiore attenzione e minor spreco di risorse.
"Quindi non ce ne andiamo no?", riprende, ostentando attenzione alll'ennesima vicenda coca&squillo. Non capisco perché stiamo qui ancora a parlarne, le altre volte mi prendeva di peso e mi portava via, non c'erano questioni - stavolta, evidentemente, sta annusando un reale impedimento e non si sente di ricorrere alle maniere forti, le sue solite. "Ma quindi ti preoccupi, tu?", gli chiedo piano - non so neppure se ho voglia che mi risponda. "Mi preoccupo sì", mi risponde, rialzandosi gli occhiali con un dito sulla sella del naso. La luce del lampadario di cucina, riflessa all'improvviso sulle lenti, mi spara un lampo in faccia nascondendomi il suo sguardo: teso? commiserevole? di scherno?
"Vatti a fare una borsa", dice poi, "ma non ci mettere tanta roba: non andiamo lontano".
"Dove sarebbe che andiamo?"

...
[luglio? agosto?]

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