etiquette
me: ei
(untitla l'invisible)
(no adesso sono diventata visible)
Inviato alle 18.08 di lunedì
me: niente, volevo solo dirti che ieri ho fatto quella cosa con le cuffie, "etiquette" - con uno sconosciuto
mi sono talmente agitata che dopo mi sono dovuta prendere un bicchiere di qhisky
whisky
è stato molto bello, molto emozionante e moltissimo imbarazzante
Inviato alle 18.15 di lunedì
me: vabbè, niente. Ciao
Inviato alle 18.17 di lunedì
beh te lo racconto qui
ieri a pranzo stavo a prendere un aperitivo con alcuni attori e, come si dice, operatori
in cinque non avevamo fatto etiquette, alle quattro di pomeriggio siamo andati in questo bar, e io mi sono seduta per prima, insieme a uno che si chiama stefano
mai visto prima, ci siamo solo fatti l'aperitivo uno di fronte all'altro, ma io chiacchieravo piuttosto con altri, quindi sostanzialmente era uno sconosciuto per me
e neppure abbastanza guardato da stabilire se mi piacesse o no, sommariamente almeno, come fisionomia
dicevo: ci siamo seduti per primi. Intorno c'era gente, bevevano, prendevano caffè. Il tavolino era vicino alla vetrata, nell'angolo destro, lontano dall'ingresso quindi abbastanza riparato, ma vicino alla porta della vetrata che portava ai tavolini di fuori, quindi non proprio isolato
il piano del tavolo era di gomma nera un po' graffiata, ci si poteva scrivere con dei gessetti e difatti qualcuno, molti, ci avevano scritto
e sul tavolo, ben allineati da un lato c'erano oggetti
taccuini sottili con la copertina blu, due gessetti, bigliettini bianchi, due penne, due pupazzetti minuscoli di plastica bianca raffiguranti un uomo e una donna (alti meno di tre centimetri, credo), del pongo bianco, due bicchieri pieni d'acqua, due boccette marroni col contagocce tipo quelle del mercurocromo
poi due cuffie piccole, e due scatolette piccole con le manopole per regolare il volume in cuffia
non te lo racconto, cosa la voce ti dice di fareil fatto è che questa voce non ti dice solo che cosa devi fare, ma ti fa mettere in scena un teatro
sul tavolo
che diventa un piccolo palcoscenico
poi anche il tavolino dove i due stanno seduti diventa un palcoscenico - eccetera
certo è
che quando uno si trova di fronte a una persona che non conosce, cioè che conosce per la prima volta
è chiaro che mette in atto una serie di accorgimenti: per dire, per non dire, per provare a dire, per sporgersi, per ritrarsi
e per farlo ti serve tutto: la voce, le mani, anzi le braccia se stai seduto a un tavolino, il tronco, la postura (il modo di stare seduti), e poi gli occhi, le sopracciglia, lo sguardo
bene: tutte queste cose le metteresti in azione immediatamente, tutte insieme, e "come sai fare tu"
senonché
non è possibile, perché la voce arriva prima, a dirti cosa devi dire e fare, quando dev guardare l'altro negli occhi, quando devi tamburellare con le dita, quando puoi rifugiarti nello scrivere un bigliettino, quando appoggiarti all'avambraccio come per dormire, quando lasciarti toccare una mano, o prendere decisamente una mano, dice tutto la voce e arriva prima di te
dopo un iniziale disappunto, non puoi che arrenderti
ho iniziato a ossrevare questa persona davvero
ho pensato che se si osserva molto una persona e si sta molto in tensione, e questa osserva te, indipendentemente dai tuoi "istinti" è quasi fatale che inizi a provare delle emozioni
in qualche modo legate a quella faccia
e non governi. Se ti arrendi, inizia a essere molto bello
credo sia importantissimo fare questa cosa con uno sconosciuto
ma molti, anche attori, o gente che si occupa d teatro (strano no?) hanno preferito fare questo gioco-teatro col proprio compagno/compagna, con la moglie col marito, l'amica l'amico del cuore
ho capito che era una scelta dettata dalla paura, e anche che non ci sarebbe stato teatro, in quel caso, solo una specie di cabaret casalingo
da antonio:
Non mi è ancora ben chiara la situazione. E' chiaro che ogni nuovo incontro è un gioco dal quale ci ripromettiamo di trarre qualche guadagno. Quello che non mi è chiaro è se l'apparato di di "Etiquette" asseconda questo gioco, lo rende più agevole, o al contrario lo contrasta, lo smaschera, lo manda in frantumi. In questo secondo caso - e il tuo "ho iniziato a ossrevare questa persona davvero" mi fa pensare che si tratti proprio di questo - sarebbe in effetti una cosa molto bella. Un incontro tra due persone al di là dei meccanismi del narcisismo e della soluzione. Un mezzo miracolo.
Immagino che con una persona ben conosciuta - col proprio partner - la cosa possa avere tutt'altro significato, ma essere non meno bella ed importante. Sì, anche una cosa da metter paura, come dici, perché avrebbe smascherato il cabaret casalingo. Ma forse avrebbe avuto un effetto terapeutico.
da anna:
Beh, per me ha funzionato proprio come un congegno di smascheramento, e anche il mio compagno di etiquette ha provato la stessa cosa. La cosa carina è che dopo, la sera tardi che stavamo festeggiando la fine del festival nel cortile del palazzo ducale, me lo sono visto arrivare trafelato: stava partendo, ma ci teneva a salutarmi, mi ha stretto il braccio, mi ha sorriso, in fondo per mezz'ora siamo diventati complici - io non sapendo che cosa dire gli ho detto: sai, mi pare che quelli di rotozaza stanno lavorando a un altro progetto, in un supermercato con dei carrelli, magari ci andiamo e facciamo anche quello - ti immagini che rapporto fra due persone che si parlano solo agite da un'entità esterna?
da antonio
Come pensi che sarebbe andata, se dall'altra parte del tavolino ci fossi stato io?
a: stefano
oggetto: dalla tua compagna di etiquette...
.... un inizio di racconto (ma sono appunti in progress): http://dire.squarespace.com/etiquette
ciao
anna
ciao anthony
prima di tutto ti invio il pdf del secondo numero del magazine che abbiamo fatto per il festival: in seconda pagina c'è un lungo articolo su di te e su rotozaza (abbiamo utilizzato le tue foto fra l'altro, quelle che avevi fatto a riccardo e bianca alle prove): l'ho scritto io, spero che ti piaccia
ma soprattutto
volevo dirti che ieri sono finalmente riuscita a sedermi al tavolino di etiquette. L'ho fatto con uno che conoscevo appena. Mi sono così agitata che dopo mi sono bevuta un bicchierone di whisky: è stato emozionantissimo!
spero di riuscire a scriverne qualcosa di più dettagliato in questi giorni, ti farò sapere
comunque il festival è andato benissimo, oltre ogni aspettativa, poi ti dirà anche riccardo.
un saluto per ora, ma scrivimi, lo sai che mi interessa moltissimo quello che fate
anna
foto ant hampton

