Gli occhi di Piero

(una cosa pop)

 

Devo notare una cosa, purtroppo. E cioè, che la maggior parte dei miei coetanei mi fa tristezza. In particolare: quelli che questi anni non li hanno passati in rete, ecco l'ho detta. Li sto rintracciando a poco a poco su facebook, come tutti al mondo, perché facebook non è la rete, si è già detto, quindi alla fine un profilo se lo aprono pure i più refrattari, non foss'altro che per giocare coi figli. Trovarli dovrebbe farmi sentire più vecchia, il fatto è che alla fine non sono io a sentirmi più vecchia, sono loro che mi fanno quella tristezza da tempo perduto.
Peppino sta caricando certe sue vecchie foto degli amici, da un po' di giorni. Veramente non erano proprio amici miei, nel senso che non è che frequentassi tanto le feste allora a Firenze, comunque me li ricordo tutti, ricordo che erano molto moderni allora, sì eravamo molto moderni, anch'io lo ero, anche se mi facevo meno canne e andavo molto raramente alle loro feste - ma qualche volta ci andavo, tutto sommato Gianni abitava con loro prima di venire ad abitare con me, e io ero la fidanzata di Gianni, quella pallosa o che comunque non si faceva di niente. Solo Paolo ho rivisto di recente, e Peppino naturalmente: Paolo corre, è andato anche alla maratona di New York, mentre Peppino si è sposato con una ragazza di Polignano che gli stava appresso da anni, ma prima era piccola, mentre a un certo punto è diventata abbastanza grande da sposarlo. Pino invece fa l'architetto in India e non mi sembra tanto invecchiato, ma è perché lui sembrava più vecchio già allora, ecco perché. Oggi ho rintracciato Massimo, giusto perché è amico di Pino: l'ho sentito tipo l'anno scorso al telefono, me l'ha passato Gianni, sono almeno vent'anni che non lo vedo, vediamo adesso se mi dà l'amicizia: sulla sua bacheca ci sono solo lui e Pino  che si chiedono: e che facciamo adesso? ci facciamo gli auguri di buon anno? Come non vedevo da vent'anni Checco: quando gli ho chiesto di incontrarmi, il mese scorso a Firenze, si è spaventato - alla fine ci siamo visti e si è spaventato di nuovo evidentemente, io invece non mi sono spaventata né prima né durante né dopo. Una persona che invece mi sembra sempre uguale è Costanza, sarà che ci siamo sentite più spesso, se si può dire più spesso sentirsi ogni paio d'anni, o tre.
Appena sono entrata in facebook ho trovato la Rosy. Ho aspettato un po' per chiederle che fine avesse fatto Betta, la sua amica del cuore, mi ha detto è morta di cancro come tutti i suoi parenti, infatti era rimasta sola - bene, ho pensato, siamo su facebook finalmente.
E poi tanti altri. Gino dalla foto mi sembra diventato un signore elegante, mi piacerebbe rivederlo, passeranno ancora degli anni può darsi. E poi niente, stamattina guardavo video di vecchie canzoni. Quando eravamo tutti ragazzi, a Firenze, diventavano famosi sti ragazzi di via Bardi, i Litfiba. Mi ricordo Costanza che a una festa disse a Pelù "taci, nano!", una di quelle frasi che fanno la storia, chissà perché mi vengono in mente ste cose, sarà che l'altro giorno è morto il babbo di Costanza, che appunto abitava lì, a via de' Bardi. Ma a proposito di Pelù: non pensavo davvero di doverlo dire un giorno, ma io voglio proprio bene a sto ragazzo. Ho sentito che questa primavera si riunisce ai Litfiba, mah, tanti auguri, comunque stamattina ho finito col guardarmi diverse volte questo video qui. E' recente, lui canta da solista, ma fa quest'omaggio ai Litfiba di un tempo rifacendo Vivere il mio tempo, che a risentirla è una bella canzone. Mi piace la postura, mi piace lo sguardo, mi piacciono moltissimo gli occhi con cui lo fa, questo omaggio. Mi è sembrata una performance molto elegante, proprio assai, e inoltre lo guardavo cantare e mi dicevo: è inutile, voglio proprio bene a sto ragazzo, è elegante sa stare su un palco e sta facendo un bellissimo omaggio ai suoi ex compagni.
E naturalmente, le parole della canzone sono belle. Ecco a me sembra, lui, uno che ha sempre vissuto nel suo tempo pur essendo uno del suo tempo. E quindi non mi viene di chiedergli perché non ti vai a ritirare, per niente. E d'altronde, non mi sembra neanche diventato "un signore". Neanche Checco mi sembra diventato "un signore". Chissà se a lui è sembrato che io fossi diventata "una signora", ma non credo, non so. Insomma ecco qui il video, gli occhi di Piero Pelù. Che sarà pure nano ma qui è molto presente a se stesso, e al suo tempo. Per niente vecchio, voglio dire per niente ridicolo - o almeno così pare a me, visto che riesce a stare su quel palco con lo stesso taglio di capelli di vent'anni prima, pur avendo dismesso da un pezzo (sensatamente e senza troppi traumi) la calzamaglia. 

Dedicato a tutti loro.