Il Compleanno degli Americani:

numeri-ancora-uovo e il lavatoio di Sot de Chera (per dire)

 

 

cosa sarà successo alla ragazza chissà

che non ha mica vent'anni ne ha molti di meno come va molto seriamente citando

da quella parte all'altra parte del tavolo è saltata

come una cavalletta, se proprio dobbiamo dire

spiaccicando quel cinque e quello zero come fossero frittatine

 

poi sono arrivate così tante persone, e così tante caraffe di americano

e poi è venuto pure l'americano

fra chi le è piaciuto abbracciare, chi non ha visto per niente

chi non smetteva di misurare le stanze chi invece non sapeva nemmanco dov'era

e lei lo sapeva dov'era?

sì lo sapeva

lei non sapeva chi era, ma è durato poco

perché poi l'ha saputo a un tratto e l'ha saputo bene

 

oggi fa molto più freddo, c'è il sole ed è una bella mattina. La mattina appresso allo schiacciamento delle frittatine, invece, cioè tre giorni fa, faceva veramente caldo, saranno stati ventisette ventotto gradi, difatti ce ne siamo andati, prima al cantiere e dopo al mare, proprio nel posto dove Riccardo Cannone fa avanti e indietro a nuoto dalla riva al frangiflutti, che è stato il tormentone di quest'estate. Chiara non puoi capire la luce che c'era, che ce l'ho ancora negli occhi, a dirla tutta è l'unica cosa che ho negli occhi tutto il resto l'ho cancellato accuratamente - e poi le ho mandato un'altra lettera che ho chiamato la mia cura - questo post invece lo chiameremo...

 

 

non lo so come lo chiameremo. Su facebook tengo un album che posso vedere solo io, dove stanno tre o quattro fotografie mie, fra cui questa di qua sopra, questa delle frittatine o dei numeri-ancora-uovo. Dico numeri-ancora-uovo perché prima di farli a frittatina me li sono guardati bene, esattamente come faccio con le uova prima di cucinarle (perché che cosa, la rompi e la cucini così la perfezione?), e insomma quello che volevo dire è che fare cinquant'anni è esattamente come fare una frittata, una cosa molto magica a partire dall'uovo fino al salto mortale in padella, poi te la mangi che è buonissima (e che sei già bella ubriaca di americani, per dire), e alla fine non ci pensi più: metti i piedi nell'acqua, dici è l'ultimo giorno di estate, tranquillissimo e bellissimo, e inizi a commuoverti per un nonnulla. Ma poi all'improvviso ti accorgi che ti senti più elastica, che cammini più dritta, che ti stanchi di meno, che sei perfino un po' dimagrita, che non te ne importa veramente più niente delle sigarette, che è da un sacco di tempo che non vai al cimitero a trovare tuo padre, che i fiori te li sei tenuti tutti tu ma che si sono già ammosciati, e che non ti senti in colpa più di niente, che hai regalato una cosa che ti sei portata appresso per trent'anni dicendo è meglio che la tieni tu, e insomma che hai cominciato a lasciare, lasciare, lasciare...

 

e chissà perché, e questo veramente non c'entra niente, all'improvviso mi torna in mente il lavatoio di Sot de Chera: un vero lavatoio pubblico, con le sponde in cemento, e l'acqua che scorreva davvero, allegramente e velocemente, pur se nessuno ci lavava più i panni, una specie di piccolo tratto d'acqua irregimentato situato sotto a una specie di portico, insomma in un piccolo cavo geometrico sotto a una palazzina, il lavatoio di Sot de Chera, un oggetto povero dove l'acqua scorreva senza pensieri all'ombra di una palazzina, e fuori la luce meravigliosa di fine estate

 

e la luce meravigliosa del Capricorno, e la luce meravigliosa della Salata, e la luce meravigliosa dell'alba di Lorient, insomma quantissime luci meravigliose ho visto, come direbbe Marìa che l'undici è stato pure il suo compleanno, Marìa, che fuma ancora tanto quanto fumavo io, che ha detto pubblicamente su facebook che anche lei a cinquant'anni farà un compleanno senza fumo, e chi può dirlo se davvero ci riuscirà, io per esempio tutto quello che dico di voler fare finisce che lo faccio, prima o dopo, e anche questa è una bella cosa da dirsi a cinquant'anni, anche se c'è chi pensa che non valga la pena, di fare le cose soltanto perché si possono fare, anzi a dirla tutta che il fatto di poter fare una cosa non sia una buona ragione per farla, la cosa, sulla qual cosa sono in realtà perfettamente d'accordo, aggiungendo però: non è neanche una buona ragione per non farla...

 

- cosa stai cercando di dirmi, anna?

- io niente, proprio niente

- ah, pensavo...

- non pensare niente, guarda solo com'è bellissima questa luce!