(ANSA) - PALMA DI MONTECHIARO (AGRIGENTO), 16 FEB - Una donna ha ucciso l'anziana madre e poi ha appiccato il fuoco all'appartamento dove abitavano. E' accaduto la notte scorsa a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. Pietra Mancuso, 34 anni, al culmine di un diverbio ha colpito ripetutamente con una sedia la madre, Rosaria Lumia, di 74 anni. Subito dopo ha incendiato l'abitazione. L'appartamento, nel centro del paese, e' andato completamente distrutto. I carabinieri hanno arrestato la donna.
Dopo due mesi la Baracchi lo denuncia per botte a mezzo di sedia. La bambina che porta in grembo, fortunatamente, non patisce conseguenze. In caserma, Bene insulta i carabinieri (che lo denunciano), controquerela la moglie per “truffa, estorsione, tentato omicidio e omissione di soccorso”; infine controquerela anche l’Arma dei Carabinieri.
MM: Nel marzo del 1992, stando alle cronache, lei ha percosso sua moglie raffaella baracchi, incinta all'ottavo mese (questo episodio mi risulta non è stato mai smentito)
CB: quali cronache mi scusi
MM: le cronache che si leggono sui giornali
CB: ah, le vostre
MM: le nostre, che sono quelle inutili vacue che non esistono. Quindi lei non ha picchiato questa signora
CB: ma ma ma: la stampa, quando riferisce i fatti, la stampa informa non sui, fatti, ha detto derrida giustamente ma informa i, fatti, non dei, fatti.
MM: comunque se mi consente di termina
CB: quindi la stampa informa i, fatti, no no no no no
MM: comunque capisco che... lei che non si fa mancare niente, vedo che è stato urtato
CB: non è pertinente, non è pertinente le dico, ne può parlar quanto vuole, io già non esisto se parla lei non esisto tre volte, divento nessuno e trino
MM: beh, però questo è brutto, lei dice che se ne fotte di tutto quindi dovrebbe rispondermi no?
CB: ma se parlare parlo io!
MM: allora non posso andare avanti?
CB: le cronache non mi interessano!
MM: allora, lei
CB: la stampa informa i, fatti, non sui, fatti, la stampa mente, come sempre, devono campare, un panino glielo vogliamo dare al mese almeno!
MM: beh, grazie!
CB: ecco, ecco, ma poi Raffaella Baracchi, ne ho avute tante di mogli, perché delle altre non si parla? oh, io mi sono sempre sposato, come facevo a divorziare altrimenti?
MM: lei
CB: non si può divorziare senza il matrimonio!
MM: lei ha picchiato o no una donna incinta?
CB: non ho picchiato nessuno, ma... mi sarebbe piaciuto! Ecco. Ma bisogna esistere per picchiare qualcuno. Sono anni che prendo a calci in culo me stesso. Così mi son fatto fuori. SONO IO MIA MOGLIE! mia moglie... in clausura! Ha capito? cosattina
(applausi)
MM (al vicino): cos'ha detto?
MC: ma perché ce l'hai con lamnwh, non capisc
CB: ma perché non ci crede! non ci creda! chi se ne fotte! Ma perché non vuol credere, voglio dire, io mangio l'insalata, come maramao, sono morto per quello. Oh.
MM: io lo so perché ce l'ha con me
CB: ma va' va'
MM: lei ce l'ha con me perché ho toccato un tasto dolente della sua vita
CB: non ce l'ho con lei mi creda, non ce l'ho con nessuno, non ce l'ho PROPRIO, NON CE L'HO, NON L'HO PIU', NON L'HO MAI AVUTO, NON ME NE IMPORTA NIENTE!
MM: vede, vede, vede, vede, vede, che ritorniamo sempre lì eh, il simbolismo...
CB: ma no, quando la minchia diventa tanta, non c'è più!
MM: caro carmelo, il simbolismo è sempre quello
CB: oh, basta
lMM: la bobbytizzazione
CB: è una minchia infinita, ha capito? è l'infinito minchione!
Ray esce per prendere una sedia e rientra sul ring.. ma Killings evita il colpo e colpisce la sedia con uno spinning wheel kick.. e la sedia finisce addosso a Ray!! Pacman ottiene il tag e prende la sedia, ma va a litigare con l’arbitro!! Intanto arrivano i VKM che vanno a tirare Killings fuori ring e ad attaccarlo e l’arbitro chiama la squalifica!! Vince il Team Pacman per squalifica mentre Pacman Jones tiene la sedia tra le mani e insegue i VKM fuori ring e verso il backstage lasciando Killings nelle mani del Team 3D..
Il Foggia, a questo punto, si alzava e lasciava il tavolo, facendo un cenno al collega Acquafresca perché lo seguisse fuori, in modo da lasciare soli all’interno del locale “il Marco” ed il Marchini. Ed è a questo punto che il napoletano si è avventato contro il Marchini, sferrandogli un violento pugno sul naso. E mentre l’offeso si alzava e cercava di difendersi coprendosi il viso, l’aggressore, brandendo la sedia sulla quale era prima seduto il Marchini, si avventava contro quest’ultimo, cercando di colpirlo con violenza alla testa, e ferendolo invece alla mano ed al braccio con i quali cercava di difendere il volto per evitare i ripetuti colpi di sedia. Quindi il Marchini guadagnava l’uscita, seguito dall’aggressore, che ancora brandendo la sedia, la scaraventava contro il Marchini, andando però a colpire una macchina in sosta. Erano presenti all’esterno del locale, oltre ad alcune persone sconosciute al Marchini, anche il Foggia e Acquafresca.
L. A. Arrivò in caserma verso le 12,30. "Un agente in borghese le dava una manata sul viso che le cagionava dolore protrattosi per oltre un mese. Ha sentito che un ragazzo è stato picchiato con una sedia sulla schiena e poi è stato picchiato da tre agenti a calci, uguale trattamento ha ricevuto una ragazza giunta con questi".
La mia padrona è una donna crudele che inveisce contro di noi per niente. Devo prendermi cura dei suoi bambini che sono molto villani: mi buttano acqua in faccia quando faccio loro il bagno, mi maltrattano quando li porto a scuola. Non posso imporre la mia autorità e la madre grida che sono stupida. Odio queste parole. Un giorno mi vuole picchiare anche con una sedia. Chiedo il mio passaporto, ma risponde: "Non ti lascio andare, ti seppellisco a vita in questo paese".
REGGIO CALABRIA - Lorenzo Crespi insieme a due amici insegue un uomo, lo raggiunge, e con i due compagni lo colpisce a sediate e a bottigliate. Ma questa volta non è un film, non è la fiction Carabinieri che ha reso celebre il trentatreenne attore siciliano, fra i protagonisti della fortunata serie nei panni, ironia della sorte, del maresciallo Palermo. L'episodio da Far West è accaduto realmente, e ha avuto come conseguenza l'arresto - per lesioni personali aggravate dal concorso, premeditazione, futili motivi e uso di armi improprie - di Crespi (vero nome Vincenzo Leopizzi) e dei suoi due amici, Achille Comito, 33 anni, di Vibo Valentia, e Claudio Renda, 44 anni, di Roma.
Teatro dell'accaduto, Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. La notte scorsa, due camionisti hanno rivolto alcuni apprezzamenti a un'amica dei tre, che li stava aspettando, e che ha avvertito i suoi amici con una chiamata dal cellulare.
Nel frattempo, i due camionisti si sono allontanati, ma dopo aver percorso neanche cento metri hanno sentito della grida e hanno visto delle persone che li rincorrevano. Si sono resi conto del pericolo, e si sono separati: uno è riuscito a rifugiarsi nella sede del comando della Polizia stradale, che si trovava nelle vicinanze; l'altro, invece, è stato raggiunto dai tre, e picchiato, anche con una sedia di legno e due bottiglie di vetro, poi trovate infrante sul luogo dai carabinieri.
Match stupendo, mosse senza esclusione di colpi, sedie decisive.
