mettiamoci una pietra sopra 5

il vuoto dentro

 

 

Abbiamo un muro, lì. Bianco grigio, nero affumicato, non è un muro è un volume, incastrato, incastonato, a tappare, nell'angolo di, nel, in fondo al, un terrazzo lungo. Bianco, grigio, nero affumicato, incrostato intonaco calce, insomma puro muro di tufo vecchio, imbiancato, annerito. Contiene, ma non ha, una porta. Contiene, ma non ha dentro, un vecchio bagno. Sarà pure scoperchiato, occupa nello spazio, un volume, di base trapezio, stretto e lungo, striette e lunghe, sta in fondo al lato nell'angolo in fondo a sinistra di questo terrazzo conchiuso, conclusus, fra retri di case alte, pure muri bianchi grigi anneriti affumicati grigiastri qualsiasi, striette, e lunghe, ma verso l’alto.
Nel volume, a base trapezio, che contiene ma non ha, un vuoto dentro, forse un vecchio bagno, noi non sappiamo che c'è, ma lo pensiamo, con la testa. Noi non abbatteremo, questo volume di niente da niente, questo volume di vecchio bagno, scoperchiato forse ma neanche sappiamo, non lo leveremo di mezzo, ma lo riempiremo col cervello, con la testa, prima di aprire una porta nel mezzo del muro che vediamo che tappa il tappo, il prospetto davanti a noi, il prospetto diciamo naturale di questo volume di muro vecchio, viecchie. Tutto quello che ci penseremo, di mettere dentro, sarà il nostro sogno d'interno di volume, ah.
La somma di quello che andiamo a metterci dentro, una somma semplice, non tanto complicata, comprende elementi di volume, tagli, imbrogli per l’occhio – ma pochi: uno, due. Tipo che giro un angolo, la porta non la vedo, ma c'è. Di che tipo di porta, abbiamo bisogno, di una porta di Aladino, senza stipiti legno, tavole nulla, una porta fantasmatica e pura, ma dopo ci pensiamo.
Un vecchio bagno, abbiamo detto, sta dentro, lo vediamo, lo sentiamo dalle piastrelle bianche sbreccate, lo confondiamo con piastrelle malva piccoline usate altrove, ma no, non ti confondere, muro vecchio di tufo imbiancato annerito nudo, piastrelle sbeccate bianche di tipo semplice, il cui riflesso, vedi?, sbatte nel sole, sotto un trifoglio nato, in quella, commissura, fra un tufo e l'altro all'orlo di sopra del puro volume, al ritaglio di sopra del muro, che non sappiamo se è chiuso, sopra, o se è vuoto (non lo sappiamo, da questo punto di vista). Come non vediamo piastrelle, da qui – perché le sentiamo solo. Bene. Per farti capire.
Per farti capire, tu devi: girare l’angolo, come rovesciare il volume a trapezio lungo, a cono, quasi, a cugne, nella mente scomporlo e ricomporlo bagno, senza aggiungere e togliere, solo smontare montare smontare montare, nel sole abbagliante, il nero affumicato del muro, la materia mentale il tuo, volume mentale interno.
E questo l'abbiamo fatto lo possiamo fare lo stiamo facendo, con muri vecchi, viecchie, striette, e lunghe, poggiati appuggiate 'nderre, così. Nel sogno che è notte, nel sogno di sole abbagliante sui muri affumicati di un giorno di marzo/aprile, muri che contengono ma non, hanno.