in nave


l'emozione composta delle traversate, l'andivenire dal ponte al ponte, la scomposizione di me in certe parti molli, che poi non si saldano più

 

al bar, si saldano, l'aria sapiente del barista marittimo, la fòrmica buona e densa, i bicchieri glacés, dai bordi arrotondati e spessi, i piccoli cibi da niente, confezionati

 

di un altro tempo, di un'altra era

 

di nuovo la giacca a vento di nuovo fuori, di nuovo la misericordia dell'essere trasportata e

 

sfuggita in tragitto - da, a

 

gomene tessute come enormi stuoini, stuoioni, si fanno nella notte, stuoioni di penelope grassi tessuti vegetali

 

lasciatemi stare precipitare a piccolissimi passi, da poppa, a prua, governando l'ingovernabile non potendomene andare, non potendomi consolare, mi consola

 

solamente il fermarsi del tempo in un tragitto che non si compie