domani
E da un mese che gli ho promesso di fare qualche foto all’aereo. Perché poi a un certo punto lo dovrà rivestire. Ogni tanto me lo chiedeva, beh le foto? e io: domani. Poi domani non ci andavo.
Ieri sera ho promesso un’altra volta: domani. Ti chiamo? mi ha chiesto – no, vengo sicuro, ho detto io.
Deve aver pensato che non ci andavo neanche oggi, perché alle dieci ero lì ma lui non c’era, e neanche mamma. Sono entrata con le mie chiavi e sono andata su, tanto l’aereo lo sapevo dove stava.
Papà legge il giornale con la lente di ingrandimento, oppure se lo fa leggere da mamma. A un certo punto ha deciso di rimettersi a costruire un aereo di balsa, come quelli che faceva quando era giovane, che poi andava a vendere a un negozio di modellismo per farsi un po’ di soldi, quando stava a Milano da studente. Quando eravamo piccoli li faceva volare in campagna – uno si perse, gli altri un po’ si rompevano ma comunque li recuperava. Di quelli vecchi, variamente restaurati, ce ne abbiamo ancora tre. Uno è bellissimo, con le ali rivestite di seta cinese gialla – un altro è rivestito di carta velina rossa, ma ha un’ala sfondata. Si chiamavano Tippi1, Tippi2, Tippi3 e così via. Insomma adesso si è messo in testa di costruirne di nuovo uno, complicatissimo, che non credo si chiamerà Tippi. Se ne va sopra, con due paia di occhiali e una lente di ingrandimento, e si mette a tagliare a incollare a scartavetrare.
Qualche volta che c’è suo nipote, cioè mio figlio, se lo chiama nella stanza e chiude la porta. La funzione del nipote è questa: lui comincia a seguire una linea disegnata con la matita sulla balsa, col taglierino, e il nipote gli dice stai andando troppo fuori, addrizza, è storto – allora lui si ferma, torna un poco indietro, e corregge il taglio di quel millimetro o due. Lo so perché una volta sono entrata nella stanza, ma siccome sono capace di lavorare con la balsa, perché allo studio ero io che facevo i plastici, mi sentivo male solo a vederli e me ne sono uscita. Se fossi rimasta, d’altronde, gli sarebbe sfuggito il taglierino e si sarebbe tagliato un dito – quando è solo, penso che tagli a senso.
Io non lo so alla fine come ce l’abbia fatta, comunque ha detto che il mese prossimo lo fa volare. Domani gliele stampo.
*****
Questo post l’ho scritto l’altroieri, ma era tardi e ho pensato: domani lo pubblico.
Se poi avete voglia di guidarlo, un aereo, andate qui: vi prenderete un accidente. Anche questo post l’ho letto l’altroieri, poi ho pensato: domani ne parlo.
Poi domani, cioè ieri, invece di pubblicare ho letto questa cosa di llu:
"Ho sognato che ero in India, nella stazione di Bombay. Li domandavo all'uomo di biglietteria come fare le combinazione di treni per Vigo. La stagione era deserta. Il cielo aveva una banda d'oro contro terra. Anche l'aria era uguale, d’oro, in sospensione. Poi solo blu"
"..."
"Se fosse pilota mi andrei alla punta del mondo. Ieri un tipo, Fosset, ha fatto la volta al mondo senza mai toccare terra. In 66 ore. L'aereo era di grafito leggero come le mine di matite"
"..."
"Poi, mentre volo posso inventarmi che c'è qualcuno dietro che mai mi perde di vista... “
"..."
"Per volare profitava i venti, uguale che in mare. Ho visto la foto del'aereo, sembrava un catamarano”
(Calendario: oggi è dopodomani, alla fine)
Ieri sera ho promesso un’altra volta: domani. Ti chiamo? mi ha chiesto – no, vengo sicuro, ho detto io.
Deve aver pensato che non ci andavo neanche oggi, perché alle dieci ero lì ma lui non c’era, e neanche mamma. Sono entrata con le mie chiavi e sono andata su, tanto l’aereo lo sapevo dove stava.
Papà legge il giornale con la lente di ingrandimento, oppure se lo fa leggere da mamma. A un certo punto ha deciso di rimettersi a costruire un aereo di balsa, come quelli che faceva quando era giovane, che poi andava a vendere a un negozio di modellismo per farsi un po’ di soldi, quando stava a Milano da studente. Quando eravamo piccoli li faceva volare in campagna – uno si perse, gli altri un po’ si rompevano ma comunque li recuperava. Di quelli vecchi, variamente restaurati, ce ne abbiamo ancora tre. Uno è bellissimo, con le ali rivestite di seta cinese gialla – un altro è rivestito di carta velina rossa, ma ha un’ala sfondata. Si chiamavano Tippi1, Tippi2, Tippi3 e così via. Insomma adesso si è messo in testa di costruirne di nuovo uno, complicatissimo, che non credo si chiamerà Tippi. Se ne va sopra, con due paia di occhiali e una lente di ingrandimento, e si mette a tagliare a incollare a scartavetrare.
Qualche volta che c’è suo nipote, cioè mio figlio, se lo chiama nella stanza e chiude la porta. La funzione del nipote è questa: lui comincia a seguire una linea disegnata con la matita sulla balsa, col taglierino, e il nipote gli dice stai andando troppo fuori, addrizza, è storto – allora lui si ferma, torna un poco indietro, e corregge il taglio di quel millimetro o due. Lo so perché una volta sono entrata nella stanza, ma siccome sono capace di lavorare con la balsa, perché allo studio ero io che facevo i plastici, mi sentivo male solo a vederli e me ne sono uscita. Se fossi rimasta, d’altronde, gli sarebbe sfuggito il taglierino e si sarebbe tagliato un dito – quando è solo, penso che tagli a senso.
Io non lo so alla fine come ce l’abbia fatta, comunque ha detto che il mese prossimo lo fa volare. Domani gliele stampo.
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Questo post l’ho scritto l’altroieri, ma era tardi e ho pensato: domani lo pubblico.
Se poi avete voglia di guidarlo, un aereo, andate qui: vi prenderete un accidente. Anche questo post l’ho letto l’altroieri, poi ho pensato: domani ne parlo.
Poi domani, cioè ieri, invece di pubblicare ho letto questa cosa di llu:
"Ho sognato che ero in India, nella stazione di Bombay. Li domandavo all'uomo di biglietteria come fare le combinazione di treni per Vigo. La stagione era deserta. Il cielo aveva una banda d'oro contro terra. Anche l'aria era uguale, d’oro, in sospensione. Poi solo blu"
"..."
"Se fosse pilota mi andrei alla punta del mondo. Ieri un tipo, Fosset, ha fatto la volta al mondo senza mai toccare terra. In 66 ore. L'aereo era di grafito leggero come le mine di matite"
"..."
"Poi, mentre volo posso inventarmi che c'è qualcuno dietro che mai mi perde di vista... “
"..."
"Per volare profitava i venti, uguale che in mare. Ho visto la foto del'aereo, sembrava un catamarano”
(Calendario: oggi è dopodomani, alla fine)
