Sdoganiamo una parola: Vendola e il riscatto dell'uomo MEDIATICO
Guardiamo, di ieri, una bella foto di mia sorella, ripresa a piazza Prefettura a Bari dietro al cartello "Difendi la Puglia migliore". La foto è bella perché lei è bella, ma anche perchè è originale, nel senso di non banale. Per il semplice fatto che è lei, una persona non banale, e ha fatto il gesto non banale (e molto forte) di pubblicare in tempo reale questa foto (un primo piano! personale! lei poi!). Chiunque abbia scattato quella foto, anche, ha fatto un gesto sostanzioso: l'inquadratura non è banale, e l'espressione della persona inquadrata è lontana dalla gioiosità stereotipa e un po' ottusa della Donna Manifestante.
Bene: mia sorella, che si è fatta fotografare e che ha reso pubblica questa foto (pur essendo, normalmente, una persona molto schiva), è una donna dei media, nel senso che ci lavora, coi media.
Stamattina mi è venuto un pensiero molto semplice: Vendola è l'unica persona, in Italia, a potersi confrontare mediaticamente con Berlusconi. Mediaticamente, Nichi è l'unico uomo forte che abbiamo. Ma noi di sinistra, o anche solo genericamente di sinistra, non possiamo ancora usare liberamente questa parola, mediatico: a dirla tutta, è come se ne fossimo stati espropriati.
Anche se facciamo lavori mediatici, anche se è sul piano dell'impegno mediatico che lavoriamo tutti i giorni e con passione, anche se il passaggio più decisivo della nostra formazione culturale (e parlo di trent'anni fa, non della settimana scorsa) è consistito nell'affrontare il tema dei media, e del loro uso consapevole e sintatticamente sensato.
Sto dicendo che tutte le persone come noi (come noi nel senso di mediaticamente attive) si sono rassegnate ormai da anni ad associare al termine mediatico una valenza tutta negativa, e tutta di destra. La forza di Berlusconi non sta nel suo essere e saper essere mediatico, ma nell'essersi fatto unico depositario di questa essenza e di questa sapienza, rendendo inoffensiva in un sol colpo, con questa trovata geniale, non solo questa o quella parte politica avversaria, ma un'intera generazione nel pieno della sua formazione mediatica, e giusto un attimo prima che si attrezzasse a metterla in esercizio.
In definitiva, Vendola si sta opponendo non a D'Alema e tantomeno a Boccia, non a Fitto o alla Poli Bortone, ma a Berlusconi e a tutto il berlusconismo, e lo sta facendo proprio sul piano mediatico. E' vero che tutta la sua campagna elettorale sta parlando di cose concrete, ma andiamo, anche quelli della destra parlano di cose concrete, anche se son cose che non ci piacciono: Berlusconi è Uomo del Fare? beh pure Vendola. La novità è che vediamo un Uomo del Fare a sinistra, e soprattutto che questo Fare lo vediamo Fare, per la prima volta, in modo mediaticamente efficace. Siamo talmente impreparati, noi Figli dei Media (Figli delle Stelle: cosa vi credevate che significasse?) a sdoganare questo termine mediatico, che abbiamo una specie di timore reverenziale, a servirci proprio di quelle tecniche di cui invece dovremmo da gran tempo essere padroni, e a servircene in un modo che moralmente possiamo sottoscrivere. E quindi che facciamo ancora? ci ostiniamo a bannare la parola da ogni nostra azione politica. E per esempio, in questi giorni e anche fra noi che stiamo nel pieno della battaglia, da ogni tipo di discorso che riguardi Vendola e la sua rivoluzione gentile (che come molte cose gentili, e rivoluzionarie, è essenzialmente un'azione, come azioni sono tutte quelle di cui si sta parlando qui).
- Che dici Ricca', è un fatto banale?
- Sì è un fatto banale però... però non lo dicono. Dillo tu.
- Vabbè lo dico. Ma dove? come? a chi? in che modo? a che ora? di che colore, con quali parole lo dico?
Sorridete ragazzi: siete visibili, udibili, almeno un po'. Questo è il mondo dei MEDIA, e voi ci siete dentro da tempo, e state parlando in pubblico come ogni giorno fate. Il punto non è farsi vedere, è usare sensatamente il mezzo. Banale? e com'è che ve ne siete scordati?
