prassi dell'insensato



Ieri parlavo con una ragazza molto giovane, che fa ancora il liceo, di "conservare o buttare".
In realtà abbiamo parlato anche di altre cose, molte perché abbiamo parlato dalle cinque alle sette e mezza, ma sostanzialmente era quello l'argomento. Io ero per "buttare" - che strana la sensazione, quando l'ho detto, di non essere ancora così sicura... con tutti i miei anni in più! (potrei essere sua madre di un sacco di persone...)
Ieri ho buttato una strana lettera di molte pagine, una lettera arrabbiata e vigorosa, più contro un sistema che contro il malcapitario destinatario... che non riceverà ovviamente - non che sia diventata più prudente, solo più stanca forse, cioè so bene quanta energia ci vuole, non per fare un'azione che quello non ci vuol niente: per sostenerla...
sostenere un'azione: questa sì che è un'occupazione desueta...
Parlando di tutt'altro ieri, ma non con la ragazza, dicevo che davanti a qualcosa di totalmente insensato prima o poi dobbiamo prendere posizione. Una posizione qualsiasi, davanti all'insensatezza - naturalmente era una cazzata, l'insensatezza esplode, scompare, riesplode, a dispetto di qualsiasi posizione tu voglia, peggio pretenda, di prendere.
Poi vedo qui dentro e altrove, ma da parecchio la vedo, una preoccupante tendenza all'aforisma, meglio ancora direi alla sentenza. Ho immaginato, mentre ieri attraversavo la piazza, di allestire un libro di aforismi e di chiamarlo "Sputasentenze". Un libro orribile ovviamente, l'ho buttato perfino nell'immaginazione. Però se pure decidi, assai responsabilmente, di non sputare mai sentenze, chi ti impedisce di avere prassi solide?
Solide.
Anche un po' grezze.
Quella cosa per cui si dice: senti, io faccio così - è qualcosa per cui ho lavorato, qualcosa che credo vada bene così, qualcosa di cui non devo darti conto, non mi opprimere...
poi, come ogni volta che ragiono di queste cose (insensatezze, ostinazioni, "licenze", adeguatezze inadeguatezze, convenzioni, ostinazioni di nuovo, o il pensiero tremendamente faticoso "quando potrò finalmente lasciare?), mi viene in mente questo spezzone di film:


NOTA 1: non è che sia contraria all'abitudine di postare video direttamente in fb - è solo che dò molta importanza, un'importanza veramente enorme, a questa cosa del video embeddable. Mi sembra sempre, una faccenda così magica! - qualcosa che ti devi meritare, che ti devi comprare con qualche parola, con un pensiero, o almeno almeno con un qualche allestimento, un tableau-vivant non so... A volte mi accorgo di mettermi a scrivere solo per guadagnarmi la possibilità di embeddare un pezzettino di film: mi dico che devo un po' lavorare, prima, per potermelo permettere. E questa è una delle prassi dell'insensato, insensato si capisce facilmente perché.