UAD- Unione Artisti Detitolati
(che poi sono solo io)
- Era proprio bella quella pentola con le fettuccine di gomma.
- Linguine al Testo, si chiamava.
- Che fine ha fatto?
- La pentola? Ce l'avrà qualcuno. Magari hanno buttato la pasta e tenuto la pentola... Quando mi è arrivato l'avviso, che la mostra era finita e potevamo andare a ritirare gli oggetti se no chissà che fine facevano, io non ci sono andata. Non mi sembrava tanto importante.
- Peccato. Tutto quel lavoro di scrittura su ogni singola fettuccina. Uno spreco. La pentola valeva qualcosa?
A Milano, Pesaro, Roma, Genova, Messina, Reggio Calabria, Francoforte, Utrecht... no non mi ricordavo: lo sto ricostruendo adesso in rete, tutto l'itinerario della pentola, a partire dalle schede di alcuni degli artisti partecipanti alla collettiva. Che poi ho partecipato pure ad altre tre o quattro collettive: se rovisto un'altro po' nelle schede biografiche degli artisti, magari me le ricordo.
Una volta a Roma andai a un vernissage, ci andai insieme con un Importante Artista, che ve ne importa chi era: ci tenemmo per tutto il tempo i due mignoli intrecciati, "perché", diceva lui, "così diceva Breton che si deve fare fra affini, e quindi lo facciamo anche noi". Intanto mi ci trovai perché quel giorno avevo organizzato per lui (solo per lui) una specie di esposizione privata. L'esposizione privata si tenne nel soggiorno di un amico mio, che abitava a Trastevere: lo invitai, l'Importante Artista, con una semplice telefonata, poco dopo averlo conosciuto alla premiazione di un libro che avevo scritto, dove io fui premiata per la sezione opera prima e un Importante Critico d'Arte per la sezione saggistica, e dove quindi un Importante Uomo di Cultura, dopo aver letto ad alta voce le motivazioni del premio, estese da un Importante Giornalista Culturale di un Importante Quotidiano, mi dette un assegno di un milione di lire (che con l'altro premio che presi poco dopo, da un altro Importante Uomo di Cultura in un'altra città di uomini di cultura, fecero quindi due milioni totali, che dilapidai in brevissimo). In quell'occasione l'Importante Artista, che stava lì per via della presenza dell'Importante Critico d'Arte penso, venne da me e mi chiese: è tuo quel collage che sta sulla copertina del libro? io dissi: sì, e lui mi dette il suo numero di telefono e mi disse: piacere, sono Tizio Caio, fatti sentire mi raccomando. E io non sapevo chi era Tizio Caio, ma dopo naturalmente m'informai, anche perché il mio amico del dialogo qui sopra mi disse "ma sei scema? tiziocaio tiziocaio?", e io dissi semplicemente "sì, tiziocaio tiziocaio, chi cazz'è?". Allora, per tornare al fatto, con Tizio Caio ci demmo appuntamento in questo soggiorno imprestato, dove per l'occasione avevo allineato i quadri sul divano e anche per terra. Tizio Caio guardò tutte le opere (che poi erano operine, operette, cazzatelle insomma), e mi disse "che ti devo dire? sono pronte per una mostra, fai subito una mostra!". Poi uscimmo dalla casa del mio amico - che poi era un Abbastanza Famoso Regista, che fra l'altro fu molto contento che avessi invitato l'Importante Artista a casa sua, ma l'Importante Artista non l'aveva mai sentito nominare, l'Abbastanza Famoso Regista, né gliene fregava poi niente in quel momento (peccato per l'Abbastanza Famoso Regista che ci teneva, non ho capito a che cosa ma ci teneva) - e così poi mi portò a sto vernissage, l'Importante Artista, di un altro Artista che non mi ricordo chi fosse, che però non doveva essere tanto importante, tant'è che aveva invitato l'Importante Artista a presenziare alla mostra sua: ci teneva moltissimo che andasse e quello quindi, che era gentile e si rendeva conto, ci andava. Lì tutti pensarono, a vederci con quei diti intrecciati, che dovevo essere la nuova fidanzata dell'Importante Artista, specialmente una gallerista che sembrava potente e che gli fece un sacco di moine. "No Anna è un'amica. E un'Artista", disse lui senza lasciarmi mai il mignolo. Naturalmente poi la mostra, che l'Importante Artista mi spronava a organizzare, non la feci. Non feci niente mai, in effetti, di quello che certe persone importanti mi proponevano di fare, anche se tutto sommato una mostra col catalogo introdotto dall'Importante Artista l'avrei ben potuta mettere nel curriculum. Essì.Update: apprendo oggi su Nazione Indiana che fanno lo Sciopero degli Autori - ma io sono trent'anni che lo faccio: che devo fare, devo firmare?
