un baccalà di jersey
[lamentazioni e fatuismi fino a domenica, fatevene una ragione]
Quanto sei fatua, immagino che mi direbbe. Se solo gli raccontassi che stamattina sono stata a rovistare nell'armadione di una boutique, alla ricerca di immaginazioni plausibili, non trovando proprio niente di adatto a me, anzi trovando tutto molto triste e ingiustificato, prima ancora che triste e scomodo, o triste e vecchigno, o triste e giovanilistico, o infine triste e costoso - no, semplicemente: triste e ingiustificato, vale a dire che bisogno hai di vestirti?
E' perché voi donne siete fatue, siete fatue, siete vane. Ma io non è che non la veda, la vatuità, la fatueria, la tristezza sottile di questa immagine dell'ex-ragazza, assolata, impolverata e preoccupata, che esce dalla boutique dell'amica così come ci è entrata e non doveva, cioè vestita da cantiere, di nero e impolverata che non c'è niente di peggio da vedere, ma che comunque è un abbigliamento adeguato alle sue solite fatue chiacchiere intorno al fatto che lei non è, come le altre, una donna fatua né triste, né sarà mai habillée come pretenderebbe la bouticquaria di vestirla, ah no ennò, e si precipita a casa senza guardare in faccia più a nessuno per un motivo molto semplice, e cioè perché deve andare a cuocere il baccalà che ha tenuto a bagno fino a oggi, da sabato pensa un po', come una brava moglie portoghese lei li sa tutti i 100 modi per cuocere un baccalà, e fra un jersey vintage (come lo chiama la bouticquaria) e un baccalà anch'esso molto vintage (avendo optato per una ricetta molto classica, coi pomodori e le olive dolci, proprio classica direi, con l'origano), ci stava circa un chilometro da percorrere di corsa, dondolando la busta con le bustine del gatto che intanto ha trovato il modo di fare un salto pure al negozio degli animali, per levarsi di dosso qualsiasi immaginazione sgradita immergendosi per un attimo in una nuvola di talco per cani - ma dove sta, dove residua, l'odore di fatuità che non va via? nel vestito? nel gatto? nella carezza insistita, al cucciolo di labrador morbido e profumato che nonostante la tua stupida dedizione non ti ha degnato di uno sguardo? o non so, nel baccalà portoghese del quale, inopinatamente, hai avviato la preparazione senza neppure fare i piatti del giorno prima? o sta nell'afferrare un cellulare e camminando camminando iniziare a lamentarti, perché ormai le lamentazioni le fai al telefono, dove sta la fatuità?
allora chiarina senti: la fatuità sta nel parlare senza fare, nel camminare senza andare, nel cucinare senza neppure avere fame, nel discutere di niente invece di piangere lì, in piedi in mezzo alla strada, con una busta di plastica in una mano e il sole in fronte come nella canzone - e a te mi raccomando, la prossima volta che mi dici come siete fatue voi donne, posso scoppiare a piangere gridando è vero hai perfettamente ragione, chi mi ha chiuso in questo labirinto di vatuità? e a cucinare che cosa?
