Un felicemente post egocentrico di nuovo
(perché dici non so, se lo sai?)
No è che in realtà non voglio stare da nessuna parte. Stare, esserci. Non so. Fate conto che me ne sia andata - da dove? da questa specie di posto. Ci sono stata tanto di quel tempo in questa specie di posto, che la mia testa è diventata stabilmente quella lì, quella della fotina qua sopra: cinque anni fa, quando sono venuta qui ad abitare, mi sono fatta un autoscatto da lontano e... non so: un autoscatto, ed è nato il nome untitled, e il cognome io, e questa voce insopportabile che vi parla.
Non sto bene per niente. Non mi sento a posto, non mi sento che nessun posto è mio. Quand'è così, me ne voglio andare. Ma tenere la casa a posto. Tenere questo posto a posto, per quando mi andrà di tornarci. Magari tra un anno - o anche subito, che ne so: domani? non so. Smettila di dire non so, se lo sai.
Lo so che non me ne vado. So per esempio che quando ho capito perché di gente qua dentro non ce n'era più, quando ho capito dov'era andata e a fare cosa, mi sono detta: ah è così? mo' vedi se non mi organizzo. Mi sarei anche un po' annoiata di questi scatti di impazienza, come se avessi chissà cosa da dimostrare, e invece in fondo non dimostro proprio niente, a starmene ostinata così, coi gomiti piantati sul tavolo, in atteggiamento di sfida. Sfida a cosa? non so. Smettila di dire non so, se lo sai.
Lo so. So che mi piaceva tantissimo, stare sulla nave cristallina, e da dove è partito tutto quanto? E' partito da un video caricato su youtube in decine di versioni da diverse decine di utenti, l'uno ricaricando il film dell'altro con qualche nuovo settaggio colore, l'uno mettendo l'intro l'altro levandola, ognuno con la sua piccola postproduzione del cazzo. La canzone è famosa quindi, lui è famoso, perfino il vecchio video è famoso, talmente famoso da essere diventato d'attualità come tutto, e infatti ormai si chiama video quando invece, che video? sarà stato un super8. La canzone comunque è famosa, per essere credo il lato B della più nota Light my fire. Il lato B - a me interessano i lati B. Molti dicono che in questa canzone, the Crystal Ship rappresenti il mondo delle droghe, o qualcosa del genere detta in un modo buffo del genere. Secondo qualcun altro invece, questa canzone fu scritta da Jim Morrison per una ragazza che l'aveva lasciato - e trattandosi di una spiegazione più semplice e più romantica, tendo a credere a questa più che a quella. Beh. Per qualunque motivo questa canzone sia stata scritta, adesso vien bene lei e vien bene tutto - questa musica, l'immagine della nave di cristallo, questo mare cobalto, questo ragazzo a torso nudo con un torso nudo più naturale di tutti quelli che vedo adesso, un torso nudo decente e naturale, un torso nudo elastico e da ragazzo, non come questi torsi nudi che si vedono adesso e non si capisce che sono. Vien bene adesso, mi sono detta, per parlare di questo non saper che fare. E per rappresentarmi un po', in una forma affascinante - perché di certo non si può dire che questo ragazzo non fosse affascinante, non tanto per il broncio da bambolotto, ma appunto per il suo torso nudo elastico, e anche per una certa forma piena dei suoi capelli, molto diversa dalle capigliature che si vedevano in giro, nel 1967 cioè nell'anno del video. Mi piaceva, mi piace mi sono detta, questo modo di muoversi, da persona che non si preoccupa di dove mette i piedi. Questo non preoccuparsi... questo non preoccuparsi è una cosa da ragazzi (da ragazzi un po' antichi), e da luoghi naturali. Più artificiale è un luogo, più non sai come metterti, e meno sei ragazzo (e meno sei ragazzo un po' antico), meno sai come presentarti: ti stai sempre a guardare, ti stai sempre a controllare, ogni giorno di più - e ma basta!, mi sono detta, sono stufa di controllarmi, cosa devo controllare? sto qui, sono "abitante", così come ho sempre detto - sono io, l'indigena: voi che siete arrivati l'altroieri, ma che cazzo volete da me? sono dieci anni che vengo qui, a scrivere le mie puttanate liberamente, a parlare o a non parlare con la gente, a parlare in forma estesa o a fare la reticente nei modi più acrobatici, perché mai dovrei arrangiarmi a scrivere cose del tipo "Anna sta mangiando un limone"? Anna sta mangiando un limone. Di' tu. Che poi non è neanche vero, è solo che suona bene.
Ieri in nave (no in nave: in pratica, a terra, o insomma dove stavo) stavo scrivendo, al numero 70 o 71 mi pare, la seguente folgorante sentenza: "Qualsiasi puttanata scritta in forma di frammento, è vera". No guardate l'eleganza della frase, la posizione della virgola: una bella frasetta da homepage, proprio da stampigliarsela su qualche specie di giochino, su una spilletta, su un badge. Mi ricorderanno nei secoli dei secoli, per aver detto un giorno che qualsiasi puttanata scritta in forma di frammento, virgola, è vera - ieri ci ho pensato più volte, l'ho tenuta per un po' in brutta copia, però poi l'ho cancellata: mi è sembrata cretina, non so. Perché dici non so, se lo sai?
Lo so: appena cancellata quella frase, me ne sono scritta un'altra, che suonava in qualche modo così: "se suona bene non vuol dire che sia vero". E anche questa frase, cazzo, non dice una verità verissima? non si potrebbe mettere questa frase all'inizio di qualsiasi libro di poesie per esempio? e ma perfino un titolo di antologia, potrebbe essere, o il titolo di una silloge, mi ha fatto sempre ridere il nome silloge, come il più vecchiotto e sofisticato plaquette, per parlare di un libro di poesie. Odio i libri di poesie adesso, perché in tanti anni, o anzi direi in tanti secoli, non sono cambiati per niente: inutili articoli di artefattura, in forma elegante e portatile, come i rossetti, che ogni anno li fanno in milioni di diversi colori, e centinaia di diverse confezioni, più o meno gioiello più o meno da borsetta, eppure si tratta sempre di una pasta pigmentante e orrendamente profumata, che serve a farsi delle labbra artificiali e contrabbandare questo artificio come uno stare a posto, come un portarsi curata - odio i rossetti, e odio i libri di poesia, e le donne truccate e i poeti.
Allora mi sono proprio stufata, di tutta questa artefazione, artefattura, arteftpsch, e però non ce l'ho più, quella naturalità da ragazzo che avevo prima, questo modo di scendere a rotta di collo giù per le rocce fino al mare, a torso nudo, questo modo di levarsi le scarpe, questo modo di allargare le braccia, questo modo di nuotare coi capelli incollati sulla faccia - i miei capelli pieni - perché lo sai, no? lo sai che i miei capelli non sono nient'affatto quelli della fotina qua sopra? I capelli della fotina qua sopra, così compostamente radunati a crocchia, hanno potuto essere così compostamente radunati solo a patto di essere, prima, fittissimamente intrecciati in minuscoli cordoncini. Ci ho riprovato l'altro giorno, ci ho passato un paio d'ore con le mani nella testa, a cercare di rifarmi una trentina di treccioline (allora saranno state un paio di centinaia), ma alla fine mi so' scocciata, e il giorno appresso con la stessa pazienza me le sono risciolte. Non posso essere più contenuta, voglio andare a torso nudo, non voglio più guardare dove metto i piedi e voglio cantare con la voce che ho. Questa voce sentimentale.
Sabato vado a milano presentare, insieme a choukhadarian, un libro non mio, cioè non pubblicato da noi. E' il libro nuovo di ale d'agostino, aka scrivana - dirò di lei, prima di tutto, che è una ragazza sentimentale. Il che non implica niente di disonerevole: è solo che è insopportabile, che una ragazza sentimentale sappia anche scrivere, diciamolo chiaro. Poi non ho niente in comune con lei, e quel libro non l'abbiamo neppure pubblicato noi, quindi a rigore cosa ci vado a fare fino a milano, ma sono fiera del fatto che abbiamo pubblicato il primo libro di scrivana, ancora più sentimentale e ancora più freddamente scritto di questo. Mi piacerebbe parlare di sentimento, qui. Mi piacerebbe sfasciare tutto effettivamente, un tabu al giorno, tutti i tabu sulla rete e il bello scrivere e l'universalità di chi scrive sul serio e la stupidità del blogger e la fatuità intrinseca degli strumenti di rete e l'ineluttabilità degli argomenti del giorno, uno a uno. Perché mi sono veramente seccata, vorrei proprio piantarvi in asso, o tirarvi uno scherzo, qualcosa di irritante non so. Perché dici non so, se lo sai? Lo so: vorrei irritare. Se diventassi irritante per davvero, non potreste più fare a meno di me.
